“Un decreto di Cesare Augusto ordinò
che si facesse il censimento di tutta la terra.
Questo primo censimento
fu fatto quando Quirinio
era governatore della Siria”.
(Luca 2,1-2)

Sono stati scritti volumi interi su questo passo simile più a un macigno storico che a una pietra d’inciampo nell’analisi critica dei Vangeli. Noi ci accontenteremo di una piccola nota sintetica. L’unico censimento documentato di Quirinio (ne parla anche lo storico Giuseppe Flavio del I sec.) fu eseguito nel 6-7 d.C. quando Gesù doveva avere almeno dodici anni, se è vero – come ci riferisce Matteo – che è nato sotto il regno di Erode il Grande, morto nel 4 a.C. Come è noto, il calcolo dell’anno di nascita di Cristo è stato fissato in modo approssimativo ed erroneo dal monaco scita Dionigi il Piccolo nell’anno 753 dalla fondazione di Roma.

Anche Luca ha fatto confusione? O ha voluto imprimere alla nascita di Gesù un respiro universale ponendola nel contesto di un «censimento di tutta la terra» senza badare alla correttezza storica? Quell’atto censuale del 6 d.C. ebbe un grande rilievo nell’area siro-palestinese perché rese il Paese una provincia dipendente da Roma in senso stretto. A più riprese abbiamo notato che gli evangelisti, pur narrando vicende storiche, non sono guidati da rigorose preoccupazioni storiografiche.

Si potrebbe concludere, con un importante commentatore di Luca, Heinz Schürmann, che la connessione artificiosa erronea con il censimento di Quirinio metterebbe agli occhi dell’evangelista «la nascita di Gesù in rapporto con tutto l’impero. In lui si compie non solo l’attesa dei Giudei ma di tutta la terra. Si apre un orizzonte vasto come il mondo: è affermata l’importanza universale della nascita di Gesù». Tuttavia stupisce il fatto che sia proprio Luca, il più attento al dato storico nel suo Vangelo, a patire questo equivoco.

Forse un’ulteriore soluzione potrebbe essere cercata in una precisazione apposta da Luca: «Questo primo censimento». Quirinio, in Siria come reggente della legazione romana (il legato Sanzio Saturnino era impegnato in un’aspra guerra con gli Armeni), potrebbe aver ordinato un censimento amministrativo in Palestina, condotto secondo il metodo tribale e non residenziale, un metodo più accettabile agli Ebrei. Saremmo nell’anno 7-6 a.C. corrispondente alla nascita di Gesù.

Quando diverrà legato a titolo pieno, Quirinio deciderà un secondo censimento più generale e sistematico, quello del 6 d.C. L’una o l’altra interpretazione si rivela possibile, ma entrambe lasciano un alone di incertezza cronologica proprio sull’evento che ha cambiato la storia dell’umanità.

11 luglio 2014
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