Gustave Thibon

Il corpo sa dove si dirige nelle tenebre, mentre lo spirito brancola nella luce. Ed è compito supremo della filosofia e della religione avviare lo spirito debole e anarchico dell’uomo verso una coerenza e una unità, che, nel loro ordine, si collegano alla perfezione dell’universo corporeo.

FILOSOFIA ORGANICA — «Es ist mehr Vernunft in deinem Leibe – als in deiner besten Weisheit». Esiste più raziocinio nel tuo corpo che nella tua migliore saggezza (Nietzsche). Ciò è vero, non come crede Nietzsche perché lo spirito non sia che un mero fenomeno fisico (ein Etwas am Leibe) ma perché la vita dello spirito non possiede, quaggiù, la pienezza e l’infallibilità della vita organica. Il corpo sa dove si dirige nelle tenebre, mentre lo spirito brancola nella luce. Ed è compito supremo della filosofia e della religione avviare lo spirito debole e anarchico dell’uomo verso una coerenza e una unità, che, nel loro ordine, si collegano alla perfezione dell’universo corporeo. Tutti gli uomini hanno un corpo quasi normale, immerso armoniosamente nella vita cosmica, i cui organi si equilibrano e si sostengono reciprocamente. Ma, dove sono gli uomini dotati di un pensiero organico, nutrito cioè di tutte le ricchezze del reale e riallacciato al suo centro che è Dio? Quando parlo di un pensiero vitale, organico, non intendo indicare con queste parole un pensiero che derivi la sua legge dalla natura carnale e sensibile (il razzismo, per esempio), ma un pensiero coerente, compatto, nutrito di realtà, nell’ordine superiore. della spiritualità quanto lo è la vita carnale e sensibile. Constatare un’analogia non significa stabilire un’identità. San Paolo sarebbe forse materialista quando parla del Corpus Christi mysticum? In altri termini, vorrei che lo spirito umano fosse congiunto all’universo spirituale delle essenze e delle ragioni supreme (e all’anima di questo universo che si chiama Dio) come il nostro corpo è connesso all’universo sensibile.

Gustave Thibon,
IL PANE DI OGNI GIORNO

Gustave Thibon (1903-2001), filosofo e scrittore francese, è stato definito “il filosofo contadino”.