Anna MasiLeggevo nel diario di Anna Masi, una carissima amica morta alcuni anni fa in un incidente stradale, dopo aver fatto una scelta di consacrazione a Dio.
Così scriveva quando dovette lasciare sua sorella:

“Ti accorgi delle cose belle che hai tra le mani quando stanno finendo. Mi sto accorgendo di quanto pur non sapendolo sono attaccata a Maria, mia unica sorellina. Devo essere capace di lasciarla andare e questo è un aspetto di povertà, penso. Vivere con serenità i distacchi non è facile… ma forse devo crescere. Bisogna vivere i passaggi della vita con la loro fatica perché poi nasca qualcosa di nuovo, avendo fiducia che sarà migliore. Come una madre quando sta per dare alla luce un figlio: non vorrebbe vivere il passaggio del parto, sicuramente perché è doloroso, ma anche perché il figlio si separerà da lei. Ma perché questo figlio sia figlio, bisogna che lei viva questi passaggi che, anche se dolorosi e faticosi, la porteranno ad una gioia più grande.
È la logica della vita, quella vera. La separazione è violenta ma è per generare vita. Cristo se ci chiede di smettere di essere bruco è perché vuole tirare fuori da noi la farfalla e non perché vuole vederci morti. Ma noi a volte difendiamo quel bruco ad oltranza fino a trasformarlo davvero nella tomba della farfalla”.

Don Franco Mastrolonardo
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