(a cura Redazione “Il sismografo”) Il momento che vive il mondo in queste ore, sempre più vicino all’abisso della guerra, che facilmente può diventare mondiale e nucleare, richiama con angoscia la voce di un vero profeta. E’ urgente. Noi siamo tra quelli che pensano che questo uomo c’è e si chiama Francesco, Vescovo di Roma, capo della Chiesa Cattolica. Del suo pontificato si possono criticare molte cose e noi lo abbiamo fatto senza paure e senza calcoli, ma non si può misconoscere che è una personalità benvoluta, ascoltata, ammirata, rispettata e seguita non solo tra i cattolici o cristiani, ma anche oltre queste transenne. E’ ascoltato dai popoli ma anche dai potenti. Da poveri e da ricchi. Da nazioni dell’Oriente e dell’Occidente.
Non è sufficiente il lavorio diplomatico seppure fondamentale e utile. Possono servire le considerazioni geopolitiche e geoecclesiali, ma non sono dirimenti quando l’orizzonte è la morte di migliaia di innocenti.
L’unica cosa non più rinviabile e che l’umanità aspetta è la profezia.
Il nostro ovviamente non è un consiglio e neanche un suggerimento. Non abbiamo né titoli né talenti.
Il nostro è solo il piccolo racconto di uno stato d’animo di miliardi di essere umani. (Luis Badilla)