“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Un granello di sale quotidiano per dare sapore alla tua giornata.

silenzio e solitudine, luce e bellezza, preghiera e contemplazione  (157)

12. E questo è il tuo amore, col quale ami chi ti ama, con la dolcezza della tua bontà, che manifesti verso la tua creatura, o buon Creatore, ispirando in essi questo desiderio di amarti e l’amore con cui amano desiderarti ed amarti. Infatti, il tuo amore per noi non introduce in te modificazioni, tantomeno per opera nostra: tu resti sempre quello che sei, tu la cui essenza è di essere il bene, il bene in te stesso per te e per ogni tua creatura in te. Noi, al contrario, nel nostro amore per te, siamo attratti da te, verso di te e in te, noi che possiamo esistere in qualche miserabile maniera anche senza amarti, cioè esistere vivendo nel male. Ma a te, che sei sempre il medesimo, niente si aggiunge, se noi, amandoti, ci eleviamo a te; niente ti viene a mancare, se da te ci allontaniamo. Quando ci ami, non lo fai che per tua bontà, giacché neppure a noi la regola della somma giustizia, regola vera nel modo più assoluto, permette di amare alcunché al di fuori di te. Ed è certamente possibile all’amore di chi ama Dio, se gli viene in aiuto grazia in abbondanza, arrivare al punto di non amare né te né sé per motivi umani, ma di amare sia se stesso che te unicamente per amor tuo: e in virtù di questo amore viene rimodellato a tua immagine, quella secondo la quale l’hai creato, tu che, per la verità della tua eminente natura e la natura della tua verità, non puoi amare né angelo né uomo e neppure te stesso se non per la tua bontà.

Da “La contemplazione di Dio” di Guglielmo di Saint-Thierry, (1075 circa –1148), monaco, teologo e filosofo francese, una delle voci più elevate della mistica medievale.