L’istituto comboniano ha fatto diversi tentativi presso la Santa Sede – cercando di coinvolgere in questa iniziativa altri istituti simili al nostro – per cambiare il nostro attuale statuto giuridico di “istituto clericale” in “istituto misto”, in modo da rispettare la visione di Comboni e la realtà pluriministeriale dell’istituto. Tutti tentativi andati a vuoto. Oggi è stato pubblicato un Rescritto che in qualche modo cerca di raggirare il problema aprendo alla possibilità che un membro Fratello possa diventare Superiore nella comunità locale (ma nominato dal Superiore Generale con il consenso del suo consiglio) e Superiore maggiore (Provinciale o Generale) “dopo aver ottenuto licenza scritta della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata” che “si riserva di valutare il singolo caso”. Un grande passo nella buona direzione, anche se rimane il carattere eccezionale e quindi l’orientamento “clericale”. Ma camminiamo in avanti nella prospettiva di Papa Francesco di “avviare processi”.

Un religioso non prete potrà diventare superiore di un istituto religioso

La decisione del Papa contenuta in un rescritto in vigore da oggi: sarà il dicastero della Vita consacrata a valutare a discrezione i singoli casi

Vatican News
18 maggio 2022
http://www.vaticannews.va

Essere nominato “superiore maggiore”, pur senza essere sacerdote, a capo di un istituto religioso o di una società di vita apostolica clericali di diritto pontificio. È ciò che potrà accadere d’ora in poi a coloro che fanno parte di una famiglia religiosa in veste di “sodali non chierici”, ovvero quella categoria di membri che in molte congregazioni sono chiamati “fratelli”.

Lo ha stabilito il Papa con un rescritto in vigore da oggi, che segue l’udienza con cui, informa una nota, lo scorso 11 febbraio Francesco aveva concesso alla Congregazione per la Vita Consacrata la “facoltà di autorizzare, discrezionalmente e nei singoli casi” questa possibilità, “fermo restando – si precisa – il can. 134 §1” del Diritto Canonico (che definisce chi siano da considerare normalmente i vescovi ordinari e i superiori maggiori).

Il rescritto papale pubblicato oggi contiene 4 articoli che sanciscono i vari gradi di autorizzazione che deve ricevere la nomina di un sodale non chierico alla guida di un istituto, sia che venga “nominato” come “superiore locale” sia come “superiore maggiore”, oppure “eletto” come “moderatore supremo o superiore maggiore”. L’istanza suprema resta comunque la Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica la quale – si specifica nel quarto articolo – “si riserva di valutare il singolo caso e le motivazioni addotte dal Moderatore supremo o dal Capitolo generale”.


Ecco il testo del Rescritto:

Rescritto del Santo Padre Francesco circa la deroga al can. 588 §2 CIC, 18.05.2022

Il Santo Padre Francesco, nell’Udienza dell’11 febbraio u.s. ai sottoscritti Cardinale Prefetto e Arcivescovo Segretario ha concesso alla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica la facoltà di autorizzare, discrezionalmente e nei singoli casi, ai sodali non chierici il conferimento dell’ufficio di Superiore maggiore in Istituti religiosi clericali di diritto pontificio e nelle Società di vita apostolica clericali di diritto pontificio della Chiesa latina e da essa dipendenti, in deroga al can. 588 §2 CIC e al diritto proprio dell’Istituto di vita consacrata o della Società di vita apostolica, fermo restando il can. 134 §1.

1. Il sodale non chierico di un Istituto di vita consacrata o Società di vita apostolica clericale di diritto pontificio è nominato Superiore locale dal Moderatore supremo con il consenso del suo Consiglio.

2. Il sodale non chierico di un Istituto di vita consacrata o di una Società di vita apostolica clericale di diritto pontificio è nominato Superiore maggiore, dopo aver ottenuto licenza scritta della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica su istanza del Moderatore supremo con il consenso del Consiglio.

3. Il sodale non chierico di un Istituto di vita consacrata o di una Società di vita apostolica clericale di Diritto Pontificio eletto Moderatore supremo o Superiore maggiore, secondo le modalità previste dal diritto proprio, necessita della conferma – mediante licenza scritta – della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.

4. Nei casi previsti ai §§2-3 la Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica si riserva di valutare il singolo caso e le motivazioni addotte dal Moderatore supremo o dal Capitolo generale.

Il Santo Padre ha altresì ordinato che il presente Rescritto sia pubblicato su L’Osservatore Romano,e successivamente nel commentario ufficiale degli Acta Apostolicae Sedis, entrando in vigore in data odierna.

Dal Vaticano, 18 maggio 2022