Il numero di africani con un patrimonio netto di almeno 30 milioni di dollari è aumentato del 23,7% nel 2025, raggiungendo quota 3.440. Ma il continente detiene ancora solo una piccola quota – lo 0,7% – del capitale globale e della ricchezza privata. Ai primi posti per numero di persone super-ricche, Sudafrica, Egitto e Marocco

Articolo di Antonella Sinopoli
28 Luglio 2026
Per gentile concessione di
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Cresce in Africa il numero di persone ricche, anzi ultra-ricche, Ultra High Net Worth (UHNW). I dati del World Ultra Wealth Report 2026 dicono che nel 2025, l’Africa ha registrato la crescita più rapida al mondo nel numero di individui che hanno a disposizione un elevatissimo patrimonio netto.
Secondo l’analisi, a cura di Altrata, il numero di africani con un patrimonio netto di almeno 30 milioni di dollari è aumentato del 23,7% lo scorso anno, raggiungendo quota 3.440. Un aumento assai consistente rispetto ad altre aree del mondo. In Nord America si tratta del 15%, in Europa del 14,5% e in Asia del 15,8%.
Il Sudafrica è in testa nel continente, classificandosi al 37° posto a livello globale con 1.347 ultra-ricchi; si prevede che tale cifra salirà a 1.564 entro il 2031. L’Egitto conta invece 822 UHNWI e il Marocco 432, con una crescita anche in questo caso prevista per entrambi.
In Africa patrimoni per 400 miliardi di dollari
La ricchezza complessiva degli ultra-ricchi africani ha raggiunto i 400 miliardi di dollari, con un aumento del 22,4% rispetto all’anno precedente. Insomma, il continente emerge come nuovo serbatoio di ricchezza ma ecco il paradosso: nonostante registri la crescita più forte a livello globale, l’Africa rimane un attore marginale nel panorama della ricchezza mondiale.
I 3.440 ultra-ricchi del continente rappresentano solo lo 0,6% della popolazione ultra-ricca mondiale. Il loro patrimonio complessivo di 400 miliardi di dollari è pari a solo lo 0,7% del patrimonio globale degli ultra-ricchi. Dunque, mentre la ricchezza viene creata a un ritmo sempre più rapido, il continente detiene ancora solo una piccola quota del capitale globale e della ricchezza privata.
Crescita sospinta dai minerali
Ma veniamo ai motivi della crescita africana. Secondo la società di consulenza e intelligence sulla ricchezza mondiale, questa si deve principalmente a condizioni di finanziamento più favorevoli, all’apprezzamento di diverse valute africane rispetto al dollaro statunitense, a una più rapida trasformazione digitale e a nuovi investimenti trainati dalla crescente domanda di minerali strategici del continente.
Come analizza Africa Business Insider è appunto l’intensificarsi della corsa globale ai minerali critici necessari per veicoli elettrici, sistemi di accumulo a batteria, sistemi di energia rinnovabile e infrastrutture per l’intelligenza artificiale, a giocare un ruolo primario nell’accumulo della ricchezza nel continente.
Paesi come la Repubblica democratica del Congo, lo Zambia, la Namibia, lo Zimbabwe e la Guinea controllano ingenti riserve di cobalto, rame, uranio, litio e bauxite, risorse considerate strategiche da governi e multinazionali.
Gli investimenti in progetti minerari, reti logistiche, infrastrutture energetiche e industrie di supporto in tutto il continente hanno attratto capitali da Cina, Stati Uniti, Europa e paesi del Golfo, alla ricerca di un accesso a lungo termine alle catene di approvvigionamento minerario.
Il traino dell’economia digitale
Oltre alle risorse naturali, a diventare sempre più importante per la creazione di ricchezza è l’economia digitale. Società fintech, operatori di telecomunicazioni, imprenditori del settore tecnologico e investitori in infrastrutture digitali hanno beneficiato della rapida crescita di Internet, dei pagamenti mobili e della domanda di servizi dati.
Le principali aziende tecnologiche globali hanno inoltre ampliato gli investimenti in data center africani, infrastrutture cloud e progetti legati all’intelligenza artificiale. Le previsioni per il futuro sono tutte in positivo. Si stima che il continente continuerà a registrare la crescita più rapida della sua popolazione ultra-ricca con un tasso di crescita annuo dell’8,4%, davanti a tutte le altre regioni.
Inoltre, si prevede che entro il 2030, in Africa ci saranno 5.200 individui con un patrimonio netto elevatissimo, grazie allo sviluppo di infrastrutture su larga scala, alla continua domanda di materie prime e all’espansione dei mercati di consumo.
Ultra-ricchi in crescita, dagli Stati Uniti alla Cina
A livello mondiale, la popolazione degli ultra-ricchi è cresciuta del 14,4% nel 2025, raggiungendo la cifra record di 556.850 persone, il che rappresenta l’aumento annuale più rapido dal 2017. La loro ricchezza complessiva è aumentata del 14,3% dal 2024, raggiungendo i 63.800 miliardi di dollari, più del doppio del PIL annuo degli Stati Uniti.
I primi della lista si confermano proprio gli Stati Uniti che ospitano il 37% della popolazione mondiale di individui con un patrimonio netto elevatissimo, una quota superiore alla somma di tutti gli altri paesi nella top 10.
Questa corte di circa 207mila individui ultra-ricchi deteneva nel 2025 un patrimonio netto cumulativo di 23.800 miliardi di dollari, quasi quattro volte superiore a quello della Cina, seconda in classifica, che mantiene la quota del 10% della popolazione ultra-ricca, il doppio rispetto alla Germania, terza in classifica.
Entro il 2030, si prevede che la popolazione globale di individui con un patrimonio netto elevatissimo raggiungerà le 746.570 persone, con un aumento di quasi 190mila unità rispetto al 2025. Si stima che la loro ricchezza complessiva crescerà di un terzo, arrivando a 85 trilioni di dollari.
Interessante il dato di genere: la popolazione globale degli ultra-ricchi è fortemente dominata dagli uomini, con le donne che rappresentano una quota modesta del 12%, anche se – si legge nel report – in graduale aumento.
Convertire la ricchezza in sviluppo
Tornando all’Africa, la sfida ora consiste nel convertire la crescente ricchezza privata in uno sviluppo economico più ampio di cui possa beneficiare il numero più elevato di cittadini attraverso l’industrializzazione, l’espansione delle infrastrutture, mercati dei capitali più solidi e la creazione di posti di lavoro.
E a questo proposito, un esempio viene dall’uomo più ricco d’Africa, Aliko Dangote. Il magnate nigeriano, come promesso, sta estendendo la sua ambizione e strategia di investimenti infrastrutturali anche al di fuori della Nigeria. Pochi giorni fa ha assunto un impegno di investimento pari a 2 miliardi di dollari per trasformare i settori energetico e dei carburanti del Gambia, e in Kenya propone di realizzare la più grande raffineria petrolifera dell’Africa orientale.