Esercitazione meditativa
Il mistero dell’incontro con Gesù

Uno sguardo al passato
Uno sguardo all’oggi
La “personalizzazione” della relazione con Dio.

Padre santo, hai tanto amato il mondo da mandare
a noi, nella pienezza dei tempi, il tuo unico Figlio
come Salvatore. Egli si è fatto uomo per opera dello
Spirito Santo ed è nato dalla Vergine Maria;
ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, la nostra
condizione umana. Ai poveri annunciò il Vangelo
di salvezza, la libertà ai prigionieri, agli afflitti la gioia.
Per realizzare il suo disegno di redenzione si consegnò
volontariamente alla morte e risorgendo distrusse
la morte e rinnovò la vita”.

L’incontro con Dio ha radici lontane: da sempre “prima della creazione del mondo”, da tutta l’eternità Dio pensa, ama e realizza l’uomo in Cristo Gesù, suo Figlio (cf. Ef 1). Ma è poi nel tempo e nella concretezza della storiache ogni persona divenuta credente, prende coscienza dell’Evento iniziale e degli Eventi successivi che l’hanno resa discepola di Cristo. Gli occhi si aprono e si cominciano a vedere quelle cose che Dio ha preparato a coloro che lo amano (1Cor 2, 9).

Riviviamo con il metodo della “memoria del cuore” il mistero cioè la grazia dell’incontro con il Signore.

1. Dio incontra l’uomo

L’uomo crede di essere lui il protagonista dell’incontro, il “bravo”, perché cerca Dio, ma in realtà è Dio che prende l’iniziativa, perché il suo essere cioè la sua natura profonda è amore, è Espansione, è Ricerca della sua creatura-figlia.

* Mi prendo tempo per ripassare e assimilare alcuni testi della Sacra Scrittura che illuminano l’incontro con Dio in Cristo:

  • Es 3, 7-9: “ho osservato la miseria del mio popolo, ho visto l’oppressione, sono sceso a liberarlo”.
  • Lc 7, 13: vedendo la vedova di Naim, ne ebbe compassione e le disse: “non piangere”. E accostatosi toccò la bara.
  • Gv 5, 6: È lui che, vedendo il paralitico di Betzata , gli chiede: “vuoi guarire?”.
  • Gv 6, 6:È lui che, vedendo una gran folla, “sapeva bene quello che stava per fare”.
  • Mt 9, 30-36: È lui che, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano come pecore senza pastore, per cui prese l’iniziativa di chiamare i discepoli quali “operai nella messe”.
  • Lc 22, 14: È lui che ha il “desiderio ardente di mangiare la pasqua con i suoi discepoli”.
  • Gv 8, 10: È lui che vedendo l’adultera (l’umanità) là in mezzo la dice “anch’io non ti condanno. Vá e non peccare più”.
  • – Ef 1, 1-14; Ef 3, 14-19;
  • – Mc 3, 13-14.31; Lc 6, 12-16; Lc, 8, 19-21; Mc 10, 21; Mt 12, 46; Gv 15, 4-11; 16.20; 20,21.

2. Dio mi ha incontrato

In un tempo di meditazione silenziosa faccio memoria di “COME-QUANDO-DOVE” il Signore mi ha incontrato, mi è venuto incontro, si è “svelato” a me.

– Quale è stata la situazione, la persona, il brano della Sacra Scrittura, l’avvenimento che mi ha aiutato ad incontrare Gesù.

– Posso lasciarmi illuminare la mente e scaldare il cuore con uno dei testi dell’Annuncio di Cristo. Es. Rom 1, 1-7; Mc 1, 15; Lc 4, 16-30; Mt 16, 16; 1Cor 15, 3-5; At 2, 22-24.

3. Dio continua ad incontrarmi

L’incontro di Dio con l’uomo non ha mai fine. Per questo l’avventura della fede e della vocazione particolare che l’accompagna, è ricca di mistero e di novità.

– Prendo contatto con alcune parole-chiamata e di auto-rivelazione di Gesù, lasciandomi rigenerare e illuminare da queste “parole di vita” qui e adesso:

  • – Ti chiamo amico, perché ti ho fatto conoscere tutto ciò che ho udito dal Padre mio: Gv 15, 15.
  • – Io ho scelto te e ti ho costituito perché vada e produca frutto e il tuo frutto rimanga: Gv 15, 16.
  • – Il Padre mio ti amerà e noi verremo e prenderemo dimora preso di te: Gv 14, 23.
  • – Io sono la luce del mondo: Gv 8,12
  • – Io sono il Buon Pastore: Gv 10, 11-14.
  • – Io sono il Signore e il Maestro: Gv 13, 14.
  • – Io sono la via, la verità, la vita: Gv 14, 6.
  • – Io sono la vite vera: Gv 15, 5.
  • – Prego con il cuore una delle espressioni che più mi parla, oggi.

4. La “personalizzazione” della mia relazione con Dio

Più si approfondisce l’incontro con Dio, più si fa “personalizzata” la relazione interpersonale con i nostri “familiari divini”.

– In meditazione osservo cosa vivo, come vivo la mia relazione,

a. con il Padre
b. con Gesù, il Signore
c. con lo Spirito Santo.

5. Le “lezioni” di vita ricevute dai miei incontri con Dio

Tramite il primo incontro con Cristo e tramite gli incontri successivi sintetizzo con parole mie

a) ciò che ho compreso di Dio (è Amore?, è Fedeltà?, è il Signore?, è Misericordia?, è il Salvatore?, è il Risorto?, il Vivente?, lo Sposo?, il Padre? ecc. ….);

b) ciò che ho compreso di me (l’incontro cambia il mio modo di pensare e agire? mi rende più umile e vero? mi apre agli altri? mi esercita alla lotta? mi fa crescere nell’affidamento a Lui?);

c) che cosa d’altro ho compreso del COME-QUANDO-DOVE il Signore si rivela e chiama l’uomo?

1 Da: Supplemento a “Tempi dello Spirito” 1997/131, p.17s.