Il 10 giugno il papa ha inaugurato la torre di Gesù della Sagrada Familia: un momento di gioia e consolazione, al contempo il pensiero volge a dove, anche nel cuore dell’Europa, le chiese bruciano.

Di: Bruno Felice Duina  
Data: 14 Giugno 2026
Per gentile concessione di
https://labarcaeilmare.it

Una grande gioia

Le immagini di papa Leone che il 10 giugno 2026, a cento anni esatti dalla morte di Gaudì, in una solenne liturgia ha inaugurato la torre di Gesù Cristo che porta a compimento la più celebre e straordinaria delle chiese contemporanee, mi hanno veramente toccato.

Almeno per chi come me è nato ai tempi in cui Angelo Giuseppe Roncalli era ancora Patriarca di Venezia, una così solenne e partecipata celebrazione è stato un momento non solo di gioia ma anche di consolazione. Ho visto l’immagine di una Chiesa viva, in cammino, di popolo, aperta al mondo e al futuro che si fa speranza.

Il linguaggio dell’arte e della fede

Il linguaggio dell’arte è altissimo e sublime: questa grande chiesa

È il ritorno di qualcosa di antico e potente: una professione di fede costruita nella pietra, un Vangelo tradotto in architettura, che oggi si fa domanda verticale rivolta all’uomo contemporaneo,

come ha scritto efficacemente Daniele Rocchetti nell’articolo di lunedì scorso.

Si realizza così quanto la Sacrosanctum Concilium afferma a proposito della liturgia chiamata a mostrare «la Chiesa, come vessillo innalzato di fronte alle nazioni, sotto il quale i figli di Dio dispersi possano raccogliersi, finché ci sia un solo ovile e un solo pastore» (SC, 2).

Là dove le chiese bruciano

Questa gioiosa esperienza, che mi ha riempito il cuore, non ha  impedito alla mia mente di portarmi in alti luoghi, in particolare in Francia, dove da anni si assiste al doloroso fenomeno delle chiese che bruciano: si tratta di centinaia di chiese che negli ultimi anni sono state oggetto di gravi atti dolosi, che non risparmiano neppure monumenti insigni come la cattedrale di Nantes, la cattedrale di Rouen o la chiesa di Saint-Hilaire-le-Grand di Poitiers, del X secolo, patrimonio dell’UNESCO, episodi che raramente guadagnano l’onore delle cronache.

Numerose le regioni nel mondo, come la Nigeria, dove non solo le chiese vengono distrutte, ma tanti cristiani pagano, si può dire quotidianamente, con la vita la fedeltà al Vangelo.

La fede continua il suo cammino

La gioiosa celebrazione della Sagrada Familia con la sua ricchezza espressiva ci aiuta nel faticoso cammino di fede nel mondo contemporaneo, ci può sostenere la speranza e dire che il messaggio del Vangelo è sempre attuale, che nonostante le avversità un futuro per la Chiesa è possibile, che il Signore sarà sempre con noi «tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 20)