
Di: Alberto Carrara
Data: 25 Maggio 2026
Per gentile concessione di
http://www.vinonuovo.it
Sta finendo la domenica di Pentecoste. Domenica di messe, qui in città alta, come sempre e domenica di cresime in molte altre comunità. Mentre percepisco in lontananza il brusio della gente che viene a fare la consueta passeggiata in via Colleoni e in Piazza Vecchia, mi lascio andare a qualche riflessione.
Mi basta uscire di casa per passare sotto il porticato del Palazzo della Ragione. Allora mi capita di guardare davanti a me; vedo il duomo, la cappella Colleoni, santa Maria Maggiore e poi la curia, il nuovo museo, l’episcopio. Più guardo e più mi faccio l’idea di una Chiesa che c’è e che si vede che c’è. Qui, soprattutto.
Ma oggi è la festa della Pentecoste, festa dello Spirito che è fuoco e vento, che si sente che c’è ma che non si vede.
Mi pare che l’impresa della Chiesa di oggi (e di sempre, ma di oggi soprattutto) sia quello di trovare un equilibrio fra quello che si vede e quello che non si vede, fra gli edifici sontuosi e la leggerezza inafferrabile dello Spirito.
La Chiesa così “pesante” dovrebbe essere leggera. La leggerezza, oltretutto, rimanda a una mania moderna espressa molto bene da un termine che viene usato: light, leggero. Tutto è light: il formaggio, la Coca-cola, lo yogurt… La leggerezza è diventata un mito e per questo ci imponiamo innumerevoli sacrifici per diventare più leggeri.
Questo oggetto del desiderio della cultura di oggi provoca anche la Chiesa. Anche la Chiesa, infatti, dovrebbe alleggerirsi, rinunciare alla bardature molto pesanti che le sono state trasmesse dalle sue tradizioni. La Pentecoste è la festa della leggerezza: non solo l’aria e il fuoco… ma anche i discepoli resi leggeri da quel vento e da quel fuoco, volatili e pronti a partire, a vivere un nuovo esodo verso il mondo intero.
Anche oggi molte piccole Pentecoste avvengono dappertutto nel mondo, quando tanta gente testimonia della sua fede, nonostante gli scandali e le difficoltà che trova sul proprio cammino. Ieri, qui in cattedrale, sono stati conferiti incarichi ufficiali di lettori, di accoliti, di catechista a 23 laici. E’ un segno piccolo e dimesso di una grande tensione: la Chiesa è sempre pesante di fronte al vento dello Spirito e, di conseguenza, è sempre alla ricerca della leggerezza perduta.
Alberto Carrara
Prete, pensionato. Di conseguenza ha molti più ricordi che progetti. Ma quei pochi progetti che ha li coltiva gelosamente, per sé e per la Chiesa. Coltiva letteratura, un po’ di bibbia e di teologia.