La prima enciclica di Leone XIV sulla «custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza artificiale».

Redazione
21 Maggio 2026
Per gentile concessione di
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Insieme a quello della pace, l’Intelligenza artificiale è stato sicuramente uno dei temi principali affrontati da papa Leone XIV nel suo primo anno di pontificato. Già nel suo discorso al Collegio cardinalizio, due giorni dopo la sua elezione, Leone XIV aveva fatto riferimento a questa sfida spiegando le ragioni che hanno portato alla scelta del nome da Pontefice: «Papa Leone XIII, con la storica Enciclica Rerum novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale; e oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro»[1]. A distanza di un anno da questo intervento, arriva la prima enciclica di papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, sul tema della «custodia della persona umana nel tempo dell’Intelligenza artificiale». L’enciclica verrà pubblicata il prossimo 25 maggio e che reca la firma del Pontefice in data del 15 maggio, proprio nel 135° anniversario della promulgazione della enciclica Rerum Novarum.

Al tema delle intelligenze artificiali, La Civiltà Cattolica ha dedicato un’attenta riflessione, approfondendo i suoi vari aspetti, le potenzialità e i possibili rischi in diversi contributi nel corso di questi ultimi anni.

L’intelligenza artificiale (IA), infatti, non è soltanto un ausilio tecnico che può semplificare la vita di ogni giorno, ma solleva nuove questioni etiche e antropologiche, perché può influenzare decisioni importanti della vita umana e cambiare il modo in cui comprendiamo l’intelligenza e la conoscenza. Di queste profonde trasformazioni culturali, scientifiche e tecnologiche del nostro tempo – tra cui anche l’IA – ne parla il documento Quo vadis, humanitas? pubblicato dalla Commissione teologica internazionale, autorizzato alla pubblicazione il 9 febbraio 2026 dal card. Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, previo assenso di papa Leone XIV. Un documento – come si legge nel nostro articolo pubblicato nel numero di maggio 2026 (4025) de La Civiltà Cattolica – che non considera la tecnologia soltanto come una questione tecnica, ma soprattutto come una questione antropologica, capace di trasformare il modo in cui l’uomo comprende sé stesso.

Il documento della Chiesa che anticipa la riflessione di Leone XIV sull’IA è certamente Antiqua et nova, la Nota congiuntadel Dicastero per la dottrina della fede e il Dicastero per la cultura e l’educazione. Si tratta di uno degli ultimi documenti approvati da papa Francesco e offre un’analisi completa e informata dell’ampio spettro di questioni etiche riguardanti l’intelligenza artificiale e il suo rapporto con l’intelligenza umana. Un documento corposo – con 117 paragrafi e 215 note a piè di pagina – che cerca di rispondere a domande urgenti sul futuro dell’IA:essa verrà programmata per affiancare, appoggiare e potenziare l’uomo o per sostituirlo? E la Chiesa può avere voce in capitolo in questo ambito? In un nostro articolo del quaderno 4194 del mese di giugno 2025, analizziamo a fondo i principali presupposti filosofici e teologici della Nota, sottolineando come in essa vengano evitati, da un lato, il progressismo ingenuo e, dall’altro, il «tecno-pessimismo».

Per comprendere meglio quella che molti considerano la nuova “rivoluzione industriale” del nostro tempo, però, è necessario approfondire anche le sue implicazioni economiche e politiche internazionali, come abbiamo sottolineato in un nostro recente articolo, pubblicato nel numero di febbraio, nel quaderno 4202. Sebbene in alcuni ambienti le aspettative nei confronti della rivoluzione dell’intelligenza artificiale restino elevate, esse rimangono per ora in gran parte speculative, perché molte delle sue conseguenze concrete non saranno osservabili finché tale rivoluzione non si sarà effettivamente realizzata. In che misura l’IA cambierà il mondo? Introdurrà nuovi modelli di potere politico, sociale ed economico, oppure rafforzerà quelli precedenti? In che modo le autorità politiche gestiranno e governeranno tali cambiamenti, ammesso che lo facciano? Nessuno conosce le risposte a queste domande, e la società umana si trova in un momento di forte incertezza.

Da più parti, intanto, si solleva la necessità e l’urgenza di una regolamentazione chiara e robusta di questo nuovo ambito della tecnologiacome sottolineato in un articolo del quaderno 4162. Se l’«intelligenza artificiale generativa», per come noi la conosciamo, non è cosciente e non svilupperà autocoscienza, non significa che non possa essere pericolosa. Essa richiede perciò una continua regolamentazione, che sarà un compito permanente etico, teologico e spirituale nostro, cioè veramente umano. Un discernimento che avrebbe bisogno anche della guida del magistero ecclesiale.

Tra i tanti contributi proposti da La Civiltà Cattolica, per approfondire il tema delle intelligenze artificiali, segnaliamo la miniserie del nostro podcast Ipertèsti:

? Intelligenze artificiali e persona umana. La serie completa


[1] https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/speeches/2025/may/documents/20250510-collegio-cardinalizio.html