Rapporto Sipri 2026:
budget globale della difesa a quota record, 2.887 miliardi di dollari
Mentre la crescita mondiale ha rallentato del 2,9%, il continente africano, con 58,2 miliardi segna un +8,5%. A trainare sono la rivalità algerina-marocchina sul Sahara Occidentale e i conflitti interni, con la Nigeria che aumenta il proprio budget del 55% in un solo anno. l’Italia, con 48,1 miliardi e un balzo del 20% in un anno, raggiunge il dodicesimo posto nel ranking globale

Parata militare algerina Credito: dzwatch
05 Maggio 2026
Articolo di Redazione
Per gentile concessione di
https://www.nigrizia.it
Nel 2025 l’Africa ha speso 58,2 miliardi di dollari in spese militari, l’8,5% in più rispetto all’anno precedente e il 45% in più rispetto al 2016. Un’accelerazione che stride con il rallentamento registrato a livello globale. Secondo l’ultimo rapporto del SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute), la spesa militare mondiale ha raggiunto il record storico di 2.887 miliardi di dollari, ma la crescita si è fermata al 2,9%, al di sotto del 9,4% del 2024.
La frenata americana
Il freno globale è in gran parte spiegato da un solo dato: gli Stati Uniti hanno tagliato la propria spesa del 7,5%, scendendo a 954 miliardi di dollari, principalmente per la riduzione degli aiuti militari supplementari a Ucraìna e Israele. Al contrario, la Cina ha continuato la sua corsa – 336 miliardi di dollari, +7,4%, trentunesimo anno consecutivo di aumenti – e l’Europa, trascinata dal conflitto ucraìno, ha raggiunto gli 864 miliardi complessivi (+14%). La Russia è arrivata a circa 190 miliardi (+5,9%), mentre Kiev ha toccato gli 84,1 miliardi, con un onere militare – la quota del PIL destinata alla difesa – che ha raggiunto il 40% (era il 34% nel 2024).
Il Nordafrica traina il continente
In questo quadro globale frammentato, l’Africa mostra una traiettoria autonoma e non rasserenante. A dominare i numeri è il Nordafrica, che da solo vale 35 miliardi di dollari, pari al 60% dell’intera spesa militare continentale, con una crescita del 9,3% rispetto al 2024 e del 67% rispetto al 2016.
Il motore è l’Algeria. Con 25,4 miliardi di dollari nel 2025 (+11% rispetto all’anno precedente), è di gran lunga il primo paese per spesa militare dell’intero continente. Un dato che va oltre la semplice classifica: la difesa assorbe l’8,8% del pil algerino – seconda percentuale più alta al mondo dopo l’Ucraìna – e il 25% dell’intera spesa pubblica del paese.
Questione Sahara Occidentale
Al secondo posto si trova il Marocco, con 6,3 miliardi di dollari (+6,6%). Insieme, i due paesi rappresentano oltre il 90% della spesa militare dell’intera area nordafricana.
Il motivo è noto e non accenna a risolversi: la disputa sul Sahara Occidentale, territorio conteso tra Rabat e il Fronte Polisario sostenuto da Algeri, continua ad alimentare una corsa agli armamenti bilaterale che non ha sbocchi diplomatici in vista.
L’Africa subsahariana cambia rotta
Se il Nordafrica cresce con continuità, il dato più significativo del 2025 riguarda l’Africa subsahariana, che inverte bruscamente la rotta. Nel 2024 questa regione aveva registrato un calo della spesa del 3,2%. Nel 2025 la situazione si è capovolta: 23,3 miliardi di dollari, +7,4% rispetto all’anno precedente e +21% rispetto al 2016.
Il caso Nigeria
Il caso più eclatante è la Nigeria, dove la spesa è aumentata del 55% in un solo anno, arrivando a 2,1 miliardi di dollari. La causa è diretta: il peggioramento delle condizioni di sicurezza interna, con l’escalation della violenza estremista nel nord e nel centro del paese. È un aumento che non ha eguali tra i grandi paesi africani e che riflette una crisi ancora lontana dall’essere risolta.
Sudafrica resta in testa, anche se in calo
Il Sudafrica rimane il paese che spende di più nell’area subsahariana, con 3,2 miliardi di dollari, ma è in controtendenza rispetto ai vicini: la spesa è scesa dell’1,2% rispetto al 2024 e del 19% rispetto al 2016, scelta consapevole di un governo che ha deciso di dare priorità alla spesa sociale.
Nella Repubblica democratica del Congo la spesa è salita del 20%, raggiungendo 1,2 miliardi di dollari. Il conflitto con i gruppi armati sostenuti dal Rwanda – in particolare l’M23 – ha dominato la prima metà dell’anno, prima che a luglio venisse firmato un accordo di cessate il fuoco.
La Somalia e i numeri che mancavano
Una novità metodologica del rapporto 2025 riguarda la Somalia: per la prima volta è stato possibile calcolare la spesa militare somala in termini reali. Il dato è di 199 milioni di dollari, in calo del 4,6% rispetto al 2024, ma in crescita del 173% rispetto al 2016.
Un aumento strutturale che riflette anni di sforzi del governo di Mogadiscio per contrastare al-Shabaab, il gruppo islamista armato che continua a controllare porzioni significative del territorio nazionale.
Tra le variazioni degne di nota, SIPRI segnala anche i casi opposti: Sud Sudan e Burkina Faso hanno registrato i cali più marcati al mondo nel rapporto tra spesa militare e PIL, rispettivamente di 3,1 e 1,1 punti percentuali.
L’Italia scala la classifica mondiale
Il dato italiano merita attenzione. Nel 2025 la spesa militare dell’Italia è balzata da 38 a 48,1 miliardi di dollari, un aumento del 20% in un solo anno che ha spinto il paese al dodicesimo posto nella classifica mondiale degli investitori in difesa.
L’onere militare italiano è salito dall’1,6% all’1,9% del pil. Guardando al decennio 2016-2025, la crescita complessiva è del 57%.
Accelerazione europea
Un’accelerazione che non è un caso isolato: si inserisce in una dinamica europea più ampia, alimentata dalla guerra in Ucraìna e dall’incertezza sulle garanzie di sicurezza americane per i membri della NATO. Tra i paesi che hanno registrato i maggiori incrementi percentuali nel 2025 figurano Spagna (+50%), Polonia (+23%) e Ucraina (+20%).
Complessivamente, i membri europei della NATO hanno speso 559 miliardi di dollari, con l’Italia che contribuisce per l’1,7% alla spesa militare globale.