Carissimi,
una trentina circa di coloro che ricevono questa mia lettera erano presenti 50 anni fa, il 5 di giugno nel pomeriggio, nella Chiesa Parrocchiale di Venegono Superiore (VA) dove con 18 altri compagni di avventura abbiamo consacrato la nostra vita alla missione.

Cosa ne é di quel gruppo di giovani sognatori poco più che ventenni?

Cinque di loro hanno già raggiunto il banchetto eterno (tra cui il martire Ezechiele ucciso a 32 anni d’età mentre accompagnava un gruppo di contadini in Brasile in lotta per la terra). Gli altri avevano vissuto la loro vita missionaria in Brasile, in Malawi, in Sudafrica ed in Congo.

Due si sono sposati, continuando con nuove modalità il loro impegno: uno ha continuato fino a pensionarsi a collaborare con le riviste missionarie dei Comboniani, l’altro è fino ad oggi diacono permanente in provincia di Salerno.

Cinque siamo in America Latina: tre in Brasile, uno in Ecuador ed uno (io) in Colombia. Due sono in Africa: uno in Congo e l’altro in Sudafrica. Cinque sono ancora attivi in varie comunità Italiane.

Tutti canteremo il 5 di giugno, dispersi in tre continenti, un canto di gioia, ricordando le molte esperienze meravigliose che, con modalità diverse l’uno dall’altro, il Signore ci ha permesso di vivere durante questi 50 anni.

Ormai siamo tutti un po’ vecchietti ed acciaccati con diete o sacchetti di medicine che ci tengono su. Chi ha il diabete, chi è un po sordo, chi cammina  con difficoltà…, però credo che a nessuno è sparito quell’entusiasmo che ci ha spinti a lasciare le nostre terre per annunciare la gioia del Vangelo, immergendoci nella vita di molti popoli del mondo condividendone le gioie e le sofferenze.

E veniamo a me. Vi racconto che quest’anno sto avendo molto a che fare con i medici. Dopo 4 mesi di dolorini, in marzo mi hanno asportato la cistifellea che era un po’ marcia e piena di calcoli. Ormai mi sono ripreso, i dolori sono spariti, le ferite chiuse e sono tornato a mangiare quasi bene come prima.

Attualmente sono alle prese con un nuovo carcinoma che si è manifestato sul naso: è un piccolo tumore maligno che bisogna togliere: Ho iniziato i tramiti che spero da qui ad agosto dovrebbero portarmi alla chirurgia: è la quarta di tumori della pelle in questo secolo: ormai ne sono diventato un fans e, se continuo a beccarli sul nascere, dovrò trovare un altro modo per morire.

Continuo in Cali con i miei due compagni, uno Congolese ed un altro Messicano.

Non faccio più grandi cose, ma continuo con le mie piccole attività di presenza tra i drogati,  gli anziani ed ammalati del quartiere e di animazione di corsi su giustizia, pace, ecologia e di accompagnamento di Colombiani che vogliono partire per il mondo come missionari laici.

Leggo che il Papa ed addirittura la vostra Giorgia stanno cercando di prendere le distanze dal peggiore presidente che gli Stati Uniti hanno mai avuto. Noi siamo in campagna elettorale e, dopo quattro anni di un governo progressista, vedremo se riesce a confermarsi o se torneranno al potere i ricchi che per secoli hanno sfruttato il paese.

Preparandomi a festeggiare con gioia le mie prime nozze d’oro, vi mando saluti ed abbracci.

P. Franco