P. Manuel João,
La mia riflessione domenicale
dalla bocca della mia balena, la SLA

Battesimo del Signore (anno A)
Matteo 3,13-17

Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

(Letture: Isaia 42,1-4.6-7; Salmo 28; Atti 10,34-38; Matteo 3,13-17)

L’evento

Con la festa del Battesimo del Signore concludiamo il periodo natalizio e riprendiamo la quotidianità del Tempo liturgico Ordinario. L’evento del battesimo di Gesù, che troviamo nei quattro vangeli, è di una importanza speciale: è il primo atto pubblico di Gesù adulto. Infatti esso diventa uno spartiacque nella vita del Signore. Egli esce dalla sua vita nascosta a Nazareth ed inizia il suo ministero profetico. Il suo battesimo è la presa di coscienza decisiva della sua identità di Figlio di Dio e della sua missione messianica.

La missione di Gesù inizia col battesimo e si conclude col invio degli apostoli a battezzare; così come inizia e si conclude con l’evocazione della Trinità: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Matteo 28,19).

Tre vangeli

Il battesimo di Gesù ci porta tre vangeli, cioè tre “buone notizie” che riempiono di gioia il cuore del credente che le accoglie.

La prima – incredibile! – è che Gesù è tra noi, in fila con i peccatori che scendono nelle acque del Giordano. Come mai, lui che è senza peccato?! si chiede Giovanni e ci chiediamo noi. Ci risponde San Paolo: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio” (2 Corinzi 5,21). Dio non ci salva da lontano, si rende vicino, è Emanuele. Gesù si rivela profondamente solidale con i suoi fratelli, fino a tal punto che scandalizzerà i benpensanti. Sarà chiamato “amico dei peccatori” (Matteo 11,19). Ecco la prima bella notizia: il Messia – oh, meraviglia! – ha un titolo nuovo, che ci onora particolarmente: è l’amico dei peccatori. È il nostro amico!

Un altro vangelo, la seconda buona notizia: oggi si spalancano i cieli! “Come si apre una breccia nelle mura, una porta al sole, come si aprono le braccia agli amici, all’amato, ai figli, ai poveri. Il cielo si apre perché vita esca, perché vita entri. Si apre sotto l’urgenza dell’amore di Dio, sotto l’assedio della vita dolente, e nessuno lo richiuderà mai più” (Ermes Ronchi). Dio rompe il silenzio, che tanto rattristava Israele, e risponde al nostro grido: Se tu squarciassi i cieli e scendessi!” (Isaia 63,19). Oggi è ristabilita la comunione tra il cielo e la terra!

La terza bella novella: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”. Tre affermazioni, tre parole: Figlio, Amato, Mio compiacimento. Questa è la rivelazione che troviamo all’inizio di ogni vangelo sinottico (cf. Mc 1,11; Lc 3,22) e a cui si riferisce il profeta Isaia (cf. prima lettura, cap. 42, il primo canto del Servo del Signore) e il Salmo 2: Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato”. La bella novella è che questa parola è rivolta anche a ciascuno di noi. Questa è la scena del nostro battesimo: Tu sei mio figlio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento!
Mi dirai che questa Voce tu non l’hai sentita e che ti sembra che il cielo sia chiuso sopra di te. Ma questa Voce oggi viene dal cielo della tua anima e viene ascoltata dall’orecchio della fede. E possiamo sentirla ogni giorno quando, all’inizio della giornata, facciamo il segno della croce, che evoca proprio il nostro battesimo, la nostra immersione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ogni giorno siamo immersi nella Trinità e il Padre ci ripete le tre parole, per portare luce, amore e coraggio per affrontare la giornata.

Una nuova partenza

Oggi Gesù inizia il suo ministero, con la forza della rivelazione del Padre e della dolce presenza dello Spirito, quale colomba che trova nel suo cuore il nido. Anche noi siamo animati a ripartire, ancora una volta, riprendendo la quotidianità dopo le feste natalizie. Siamo invitati a ripartire da una nuova consapevolezza e da una rinnovata fiducia nella grazia del nostro battesimo.“Quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi” (Isaia 40,31).

Concludo con una citazione da una bellissima lectio sul battesimo, fatta dal nostro caro e compianto Benedetto XVI, e che vi invito a leggere: https://comboni2000.org/2023/01/03/omelie-sul-battesimo/

Dio non è più molto lontano per noi, non è una realtà da discutere – se c’è o non c’è –, ma noi siamo in Dio e Dio è in noi. La priorità, la centralità di Dio nella nostra vita è una prima conseguenza del Battesimo. Alla questione: “C’è Dio?”, la risposta è: “C’è ed è con noi; c’entra nella nostra vita questa vicinanza di Dio, questo essere in Dio stesso, che non è una stella lontana, ma è l’ambiente della mia vita”. Questa sarebbe la prima conseguenza e quindi dovrebbe dirci che noi stessi dobbiamo tenere conto di questa presenza di Dio, vivere realmente nella sua presenza…

P. Manuel João, comboniano
Castel d’Azzano 5 gennaio 2023

Se volete leggere la riflessione completa, vedi:
https://comboni2000.org/2023/01/06/la-mia-riflessione-domenicale-cieli-squarciati/