L’itinerario spirituale del discepolo missionario 
P. Carmelo Casile

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Parte 3 – Itinerari diversi

D – ITINERARIO IGNAZIANO
E – VIAGGIO SPIRITUALE O VIAGGIO VERSO DIO 
F – ITINERARIO ESTRATTO DAL DOCUMENTO DI PUEBLA (1979) 
G – ITINERARIO ESTRATTO DAL DOCUMENTO DI SANTO DOMINGO (1992)
H – ITINERARIO SPIRITUALE PROPOSTO NEL DOCUMENTO CONCLUSIVO DI APARECIDA (2007)
I – ITINERARIO COMBONIANO 

D – ITINERARIO IGNAZIANO

– Dalla contemplazione del Piano di Dio sull’uomo all’imitazione e sequela di Cristo Gesù. 

Prima tappa:

La nostra esistenza, ripensata alla luce del piano di Dio sull’umanità, è colta come una vita deformata dal peccato e, perciò, bisognosa di essere riformata per mezzo della conversione del cuore.

Seconda tappa:

La nostra esistenza si apre alla Grazia per mezzo di una conversione in profondità, che è un avanzare nel pellegrinaggio della fede, tenendo lo sguardo fisso in Cristo Gesù, che va facendo della nostra vita una vita conformata a Cristo (= imitazione di Cristo). 

Terza Tappa:

La nostra vita conformata a Cristo, è una vita confermata dallo Spirito del Signore Gesù, che c’insegna a guardare con occhi nuovi la realtà della vita, cioè, a vivere Cristo Gesù nelle opzioni concrete della vita, a riscoprire nell’amore al fratello l’amore a Dio.

In questo cammino prevale la preghiera affettiva per mezzo della contemplazione dei Misteri della vita di Gesù. 

– COME MEDITARE SU UN MISTERO DELLA VITA DI GESÙ

Anzitutto è importante ricordare che la contemplazione non è un processo automatico, che possiamo mettere in movimento quando noi vogliamo, ma è un dono da chiedere umilmente al Signore fin dall’inizio della preghiera.

La condizione migliore per ricavare frutto dalla contemplazione è di entrare nella preghiera non come turisti ma come amanti, cioè come persone che desiderano conoscere sempre più intimamente il Signore Gesù, il suo Cuore Trafitto di Buon Pastore, per amarlo e seguirlo nelle sue vie. Se entriamo con tutto il nostro essere (= corpo, anima e spirito) nelle scene del Vangelo, lo Spirito Santo ci plasma progressivamente ad immagine del Figlio, comunicandoci gli stessi sentimenti di Gesù: AC ‘97,12-14; 23; cf. Rom 8,29; Fil 2,6-11.

I nostri schemi e ragionamenti si lasciano poco alla volta convertire e impariamo a lasciarci misurare e guidare dalla parola di Dio e dalla sua logica. Le nostre reazioni istintive e spontanee si aprono ad una nuova spontaneità più matura e più evangelica. La contemplazione, infatti, ci insegna a vedere le persone dentro, nella loro interiorità profonda, perché ci abitua ad essere attenti all’altro con il cuore e non tanto per via di ragionamenti e deduzioni. La contemplazione ha il potere di renderci persone “discrete”, persone abituate a leggere gli avvenimenti “al puro raggio della fede”, come era solito fare san Daniele .

La contemplazione di un mistero della vita di Gesù si attua facendosi presenti nella scena raccontata (per es.: il colpo di lancia che trafigge il costato di Gesù morto sulla Croce: Gv 19,21-37) con la finalità di:

  • cercare il messaggio di quel mistero; 
  • assumere un atteggiamento personale, affettivo (d’ammirazione, ringraziamento, pentimento, supplica, disponibilità, solidarietà, ecc.) di fronte al messaggio che si sta ricevendo. 

Il coinvolgimento affettivo al messaggio del fatto contemplato è l’aspetto più importante, perché così si capisce vitalmente il fatto o la parola, che è oggetto della contemplazione, si arriva a sintonizzarsi con la mentalità e i sentimenti di Gesù, si esperimenta la gioia di vivere Cristo o di essere vissuti da Lui nelle situazioni concrete della vita.

Per arrivare a coinvolgersi affettivamente nel messaggio del fatto contemplato e personalizzarlo, cioè farlo storia nella propria vita, si possono seguire due modalità. 

A. PRIMA MODALITÀ

– Cerco il messaggio di quel mistero.

– Prendo un atteggiamento personale, affettivamente, di fronte al messaggio che sto ricevendo: è l’aspetto più importante. 

Per arrivare a questo:

  • utilizzo la mia immaginazione e ricostruisco la scena evangelica: luogo dove si svolge il fatto; se in una casa, se lungo una strada, se nel tempio… Non importa la descrizione esatta o particolareggiata, ma evidenziare appena il fatto, il gesto o la parola per mezzo dei quali Gesù entra nella mia realtà personale… 
  • entro nella scena: mi concentro su ciascuna delle persone, ascolto ciò che dicono, osservo ciò che fanno. Mi metto in pieno nella scena come uno in più del popolo, si tratta di me:
  • entro in quelle persone o prendo il posto di quelle persone con le quali si trova Gesù;
  • prendo il posto dello stesso Gesù: la mia solidarietà con Lui mi porta a sentire e a fare come Gesù, in relazione al Padre, in favore delle persone (cf RV 3.2-3).

B. SECONDA MODALITÀ

Si arriva a essere coinvolti nel mistero che si contempla attraverso un procedimento che comprende tre momenti:

VEDERE: ascoltare, guardare per capire ciò che sta succedendo nella scena evangelica. 

Si tratta di vedere le persone dentro nel loro vissuto, nei loro pensieri e sentimenti; e questo succede ascoltando quello che dicono e guardando quello che fanno. É questo procedimento che applichiamo spontaneamente, quando desideriamo conoscere in profondità una persona: attraverso le sue parole (ascoltando) e i suoi gesti (guardando) poco alla volta riusciamo a vedere queste persone nella loro interiorità, a penetrare almeno un poco nel loro mistero. 

SENTIRE: entrare personalmente, soggettivamente nella scena; cioè cogliere il pensiero, la mente, il “nous”, la mentalità, i sentimenti di Gesù e lasciarsi invadere da essi.

AGIRE: dal campo intellettuale ed emotivo-affettivo, passare all’esistenza concreta della vita, cioè cominciare a fare realmente ciò che Gesù fa o dice.

Ma come arrivare a sentire come e con Gesù e agire in conformità con questo sentire
Incominciando a fare realmente quello che Gesù fa o dice.

Allora, cammin facendo, si chiarisce meglio tutto. Infatti, quest’attuazione concreta, frutto della fede e dell’amore, stimola i dinamismi interiori e tutto diventa più chiaro: si comprende meglio il fatto o la parola di Gesù, si arriva a sintonizzarsi con la mentalità ed i sentimenti del Signore, si esperimenta la gioia di vivere Gesù e di essere vissuti da Lui nelle circostanze concrete della vita, stabilendosi un circuito vitale tra contemplazione dei misteri della vita del Signore e la nostra vita quotidiana. 

Dalla contemplazione dei misteri della vita di Gesù si esce trasformati più per via affettiva che per ragionamenti o deduzioni. Pensieri, sentimenti, atteggiamenti nuovi costruiscono l’uomo nuovo fatto a immagine del Figlio.

E – VIAGGIO SPIRITUALE O VIAGGIO VERSO DIO 

– È proposto da Henri J. M. Nouwen per l’uomo contemporaneo del mondo occidentale. Si sviluppa in tre tappe o movimenti della vita spirituale: 

Prima tappa:

Movimento o passaggio dall’isolamento alla solitudine: il nostro rapporto con noi stessi: estendersi verso il nostro intimo, verso il nostro «Io» profondo, dimensione interiore.

Seconda tappa:

Movimento o passaggio dall’ostilità all’ospitalità: il nostro rapporto con il prossimo: estendersi verso i fratelli, dimensione sociale.

Terza Tappa:

Movimento o passaggio dall’illusione alla preghiera: il nostro rapporto con Dio: estendersi verso Dio, dimensione trascendente. 

Il cammino spirituale motiva l’apertura della persona nelle tre dimensioni della sua esistenza – interiore, sociale, trascendente– all’esperienza cristiana di Dio e ai doni che in essa il Signore le concede. In questo modo va assumendo un modo apostolico di essere nel mondo: Dio in quanto è Dio per noi (= Padre), con noi (= Figlio), in noi (= Spirito santo), si fa presente nella totalità dell’esistenza umana.

F – ITINERARIO ESTRATTO DAL DOCUMENTO DI PUEBLA (1979) 

– Da uno stile di vita individualista di vivere la fede ad una coscienza di comunione e partecipazione: germoglia il cammino sinodale.

Prima tappa:

Contemplazione del disegno di Dio, che chiama l’uomo a partecipare nella sua comunità divina d’amore, riflettendo il mistero divino di comunione in se stesso e nella convivenza con i fratelli (212-213).

Seconda tappa:

Presa di coscienza della presenza del peccato, forza di rottura con Dio (328), che rompe l’amore di figlio, rifiuta e disprezza il Padre (326), avvilisce l’uomo (329) e mina la sua dignità (330), ha dimensioni personali e sociali molto ampie (73), è la radice più profonda della miseria e della povertà (70), d’ogni oppressione, ingiustizia, e discriminazione (517; 31-44), causa di molte schiavitù (186).

Terza Tappa:

Accoglienza della chiamata di Dio alla conversione per la comunione e la partecipazione. 

Dio, mosso dalla compassione a causa della situazione di peccato in cui ci troviamo, tende la mano a tutti, invitandoci ad un’alleanza, affinché costruiamo la nostra società a partire dalla fede e dalla comunione con Lui. Egli ci accetta tutti come collaboratori nel suo disegno di salvezza.

In una società piagata da antivalori, che disumanizzano sempre più le persone, annientando la loro vocazione alla comunione e partecipazione nel Mistero Trinitario, rispondere alla chiamata di Dio e ritornare a partecipare del Mistero della Trinità, fondamento e modello di tutti gli uomini, costituisce la base di ogni riconciliazione per formare una Chiesa segno e fermento di comunione e partecipazione (301- 302; 1308) in una società segnata dalla cultura della morte.

G – ITINERARIO ESTRATTO DAL DOCUMENTO DI SANTO DOMINGO (1992)

– Ricalca l’itinerario di Puebla, enfatizzando la centralità di Cristo Gesù. 

Prima tappa:

Adesione per mezzo della fede alla persona di Gesù, Evangelo del Padre, centro del disegno amoroso di Dio (3).

Seconda tappa:

Riconoscimento della drammatica situazione del peccato a livello individuale e collettivo (9).

Terza Tappa:

Risposta all’invito a convertire nello stesso tempo la coscienza personale e collettiva (9). 

H – ITINERARIO SPIRITUALE PROPOSTO NEL DOCUMENTO CONCLUSIVO DI APARECIDA (2007)

– Il cammino spirituale che ci viene proposto dal Documento di Aparecida, amplia i due precedenti di Puebla e Santo Domingo, sottolineando la dimensione missionaria. 

Come battezzati, infatti, siamo chiamati all’incontro con Gesù Cammino, Verità e Vita, che ci fa discepoli missionari, in comunità, per annunciare il Vangelo. 

Questo cammino spirituale, si sviluppa in tre coordinate fondamentali e articolate tra esse: 

a). chiamata alla santità e configurazione a Cristo: metanoia, conversione

b) comunione nella Chiesa: koinonia

c) missione a servizio della vita piena: diaconia. 

Si tratta di tre atteggiamenti basici, che sono ordinati direttamente e intrinsecamente al gran tema dell’incontro con Gesù Cristo, come alla sua fonte e radice. Come lo dimostra chiaramente la parola di Dio, i tre atteggiamenti basilari enunciati nascono dall’incontro personale col Figlio di Dio fatto uomo. È Gesù che invita gli uomini e le donne di tutti i tempi a quel cambiamento di vita (metanoia: cf. Mc 1, 15), che è il primo passo per entrare in comunione (koinonia) con lo stesso Signore Gesù e con i suoi discepoli (cf. At 2,42). La comunione dei credenti in Cristo si orienta, finalmente, seguendo le orme del Servo di Dio, a vivere in solidarietà e servizio (diaconia) con tutti e specialmente coi più piccoli (cf. Mt 25,40). 

Dato che l’incontro con Gesù Cristo è l’origine della conversione, della comunione e della missione, ognuna delle rispettive parti del testo dà particolare importanza agli effetti di questo incontro nella vita personale e comunitaria dei credenti: 

  • solo attraverso la configurazione a Cristo per mezzo della conversione al Vangelo sono possibili la vera comunione e l’autentica missione; 
  • la comunione con Cristo e con la sua Chiesa è, contemporaneamente, la base per una continua conversione personale ed il fondamento sul quale si realizza la missione; 
  • la missione, in quanto annuncio del Vangelo a servizio della vita piena, evidenzia quale è il fine verso il quale convergono la conversione e la comunione.

L’eco dei Documenti da Puebla ad Aparecida echeggia chiaramente nelle parole e nei gesti di Papa Francesco…; è anche percettibile nella nostra Regola di Vita e nei nostri Atti Capitolari dal 1985 al 2022. 

I – ITINERARIO COMBONIANO 

dalla visione di fede sui fatti della storia all’impegno missionario comepiccolo cenacolo di apostoli”.

– Cf. S 2742; Regole 1871; DC 1969, nn. 39-55; RV 2-5; AC ’91, 6.1-6.

In fine, è facile renderci conto come l’attuale avventura spirituale cristiana trovi in san Daniele Comboni un Profeta e un Testimone, sulle cui orme germoglieranno altri testimoni, come dimostra la storia del beato P. Giuseppe Ambrosoli e quella di tanti altri/e missionari/e comboniani/e… Egli infatti è uno di quei nostri antenati nella fede che costituisco una moltitudine di testimoni approvati da Dio e che non ottennero ciò che era stato loro promesso, affinché essi non ottenessero la perfezione senza di noi (Eb 11, 1-2.39-40; 12, 1-2).

Il suo itinerario spirituale, infatti, è un punto di riferimento ben eloquente e stimolante nel cammino spirituale nella Chiesa del nostro tempo, che procede dalla visione di fede sui fatti della storia all’impegno missionario comepiccolo cenacolo di apostoli”

In esso possiamo distinguere tre dimensioni o tappe:

Prima tappa:

– Abituarsi a giudicare gli avvenimenti della storia con la luce che viene dalla fede.

Seconda tappa:

– Contemplando o leggendo i fatti della storia al puro raggio della fede, come “piccolo cenacolo di apostoli” (S 2648), prendere coscienza del fatto che: 

– Dio, attraverso il suo Figlio incarnato, morto e risorto, ascolta il grido del povero e entra con tutto il suo essere nella storia e nel dolore degli ultimi.

Terza Tappa:

– Assumere questa stessa storia e questo dolore diventandone parte e facendo “causa comune” (S 3159), anche con il rischio della propria vita (= disponibilità martoriale), per rigenerarla con l’annuncio esplicito del Vangelo di Gesù Cristo.

«Il cattolico, avvezzo a giudicare delle cose col lume che gli piove dall’alto, guardò l’Africa non a traverso il miserabile prisma degli umani interessi, ma al puro raggio della Fede; e scorse colà una miriade infinita di fratelli appartenenti alla sua stessa famiglia, aventi un comun Padre su in cielo, incurvati e gementi sotto il giogo di Satana, posti nell’ordinaria economia della divina Sapienza in sull’orlo del più orrendo precipizio. Allora, trasportato egli dall’impeto di quella carità accesa con divina vampa sulla pendice del Golgota, ed uscita dal costato di un Crocefisso, per abbracciare tutta l’umana famiglia, sentì battere più frequenti i palpiti del suo cuore; e una virtù divina parve che lo spingesse a quelle barbare terre, per stringere tra le braccia a dare un bacio di pace e di amore a quegl’infelici suoi fratelli, sovra cui par che ancora pesi tremendo l’anatema di Canaan» (S 2742).

I vari itinerari spirituali che si succedono nella storia della Chiesa sono interconnessi e si arricchiscono a vicenda secondo modalità diverse nel loro sorgere e nello svilupparsi nel tempo, partendo tutti dall’incontro con Dio-Padre in Cristo sotto l’azione dello Spirito Santo. 

L’itinerario comboniano nasce da questo incontro caratterizzato dal carisma di san Daniele Comboni, vissuto dai suoi discepoli nella consacrazione per la missione, alla luce dei segni dei tempi (cfr. RV 1; 16; MR 11). 

Questo cammino è tracciato nella Regola di Vita del 1988, la quale “è memoria che trasferisce nell’oggi la freschezza e l’efficacia dell’esperienza del Fondatore e dell’Istituto e che mantiene sempre vivo lo stesso spirito di sequela e di apostolato” (Regola di Vita, Lettera del Consiglio Generale, 10.6.1988).  

È un cammino che possiamo definire sinodale, costituito dall’intreccio fatto di consacrazione – comunità/partecipazione – missione. 

Essa è il frutto dell’impulso al rinnovamento nel cammino spirituale dato dal Concilio Vat. II e dal successivo Magistero della Chiesa. L’Istituto Comboniano ha recepito questo impulso nel Capitolo Generale del 1969 e l’ha approfondito nei successivi Capitoli Generali fino al Capitolo del 2022, dai quali è nata l’attuale Regola di Vita e la sua Rilettura e Revisione ancora in atto e in fase di conclusione… 

Da questo processo nascono le priorità e le linee guida dei Documenti Capitolari del XIX Capitolo Generale del2022, in cui al primo posto c’è la “Spiritualità”, sorgente da cui scaturisce e si alimenta il Servizio Missionario delle comunità comboniane nel contesto storico del mondo di oggi e alla luce del cammino di conversione tracciato da Papa Francesco: l’ecologia integrale (LS), la fratellanza universale e l’amicizia sociale (FT), il dialogo interreligioso (Dichiarazione di Abu Dhabi) e il cammino sinodale(cfr. Introduzione, 8).

P. Carmelo Casile

Venegono Superiore, 3 Novembre 2005 / Casavatore, Novembre 2022.