Stai attento, stai attento a questo. Non cercare la propria comodità; il sacerdozio è un servizio sacro a Dio, il servizio di cui l’Eucaristia è il più alto grado, è un servizio alla comunità. Se tu non te la senti, parla con il vescovo, forse sarai un buon padre di famiglia, ma per favore non siate funzionari. C’è un’altra cosa che accompagna questa comodità, è la dimensione “arrampicatrice”, i sacerdoti arrampicatori, che fanno carriera. Perché l’arrampicatore alla fine è un traditore, non è un servitore. Cerca il proprio vantaggio e poi non fa niente per gli altri.

Il 24 ottobre Papa Francesco ha incontrato in Vaticano i Seminaristi e i Sacerdoti che studiano a Roma. Qui di seguito degli estratti del dialogo con i presenti all’udienza.

Domanda

Buongiorno Santo Padre. Vorrei fare la mia domanda partendo da due eventi importanti della Chiesa universale: i 400 anni di Propaganda fide a servizio della missione e dell’evangelizzazione e poi il Sinodo dei Vescovi con il tema “Comunione, partecipazione e missione”. Come noi giovani seminaristi possiamo uscire dal nostro “comodismo” per evangelizzare gli altri giovani? Quali sono le sfide per noi giovani che vogliamo diventare sacerdoti nel mondo di oggi? Grazie.

Papa Francesco

Non c’è un metodo per questo. Tu usi una parola molto clericale, “comodismo”. Cioè, non disturbare il prete, il prete è impegnato, il comodismo porta tante volte i preti a cercare la propria tranquillità: io ricevo dalla tal’ora alla tal’ora… Una volta un bravo parroco di un quartiere mi diceva che voleva fare un muro dove c’era la finestra, perché la gente a qualsiasi ora andava e bussava alla finestra perché aveva bisogno di questo, di quello, di quell’altro, di una preghiera, di una Messa… E io ho detto: “E tu hai fatto il muro sulla finestra?”. Disse: “No, non posso, padre, senza la gente non sono prete”. Bella risposta quella, bella! Il comodismo. C’è una figura che sempre mi ha colpito, il sacerdote comodo, un po’ il “monsieur l’abbé” delle corti francesi, un funzionario – voi che lavorate in curia state attenti! –, il sacerdote funzionario. Il sacerdote funzionario vive il sacerdozio come se fosse un impiego. È comodo, ha i suoi orari, questo spetta a me, questo no… E così con la crescita si trasforma in uno “zitellone”, con tante abitudini maniacali, è un nevrotico quotidiano. Stai attento, stai attento a questo. Non cercare la propria comodità; il sacerdozio è un servizio sacro a Dio, il servizio di cui l’Eucaristia è il più alto grado, è un servizio alla comunità. Se tu non te la senti, parla con il vescovo, forse sarai un buon padre di famiglia, ma per favore non siate funzionari. Questa è la comodità di cui parli.

C’è un’altra cosa che accompagna questa comodità, è la dimensione “arrampicatrice”, i sacerdoti arrampicatori, che fanno carriera. Credo che si vedono… In curia no, in curia non succede! Ma da altre parti succede… Quando stai per fare un cambiamento, lì arrivano, dai, dai, dai… l’arrampicatore. Per favore fermatevi, fermatevi. Perché l’arrampicatore alla fine è un traditore, non è un servitore. Cerca il proprio vantaggio e poi non fa niente per gli altri. Io avevo una nonna a cui piaceva farci “catechesi” normali, era migrante e i migranti, con il tempo, i migranti italiani, venivano in America e facevano la casa e l’educazione dei figli… E la nonna ci insegnava: “Nella vita dovete progredire”, cioè subito i mattoni, la terra, la casa, progredire, cioè fare una posizione, una famiglia e ci insegnava questo. Ma state attenti a non confondere il progredire con l’arrampicarsi, perché l’arrampicatore è uno che sale, sale, sale e quando è su fa vedere il… La nonna diceva la parola! Ti fa vedere, lui è così, ti fa vedere quello. L’unica cosa che gli arrampicatori fanno è il ridicolo, fanno il ridicolo. Questo mi ha fatto bene nella vita. Anzi, quando vengono le informazioni per i vescovi – lei è nella Congregazione dei Vescovi e conosce come vanno le cose –, subito le informazioni dei compagni: questo è un arrampicatore, questo sta cercando il posto… State attenti, cioè la comodità e l’arrampicamento, far carriera. Quando ero giovane si usava nello spagnolo e non so se in italiano si usa: questo ha scelto la “carriera” sacerdotale. La carriera di medico, di avvocato… Oggi non si usa più, grazie a Dio, ma l’arrampicatore fa carriera, state attenti, state attenti; e se voi avete un compagno così, aiutatelo a fermarsi, a non arrampicarsi, perché alla fine farà vedere il peggio di sé stesso. E l’arrampicatore non è mai soddisfatto.

Comunione, partecipazione e missione. Sì, se hai comunione tu pensi agli altri, se hai partecipazione tu condividi con gli altri, se hai missione tu pensi agli altri. Sempre il servizio, servire. Il servizio, anche quello liturgico è un servizio. Servire agli altri, non la comodità propria. Credo che su questo non mi viene altro. Avete capito chiaramente il pericolo di cercare il proprio piacere e la propria tranquillità e il pericolo di arrampicarsi, e purtroppo nella vita ci sono tanti carrieristi. Tanti. Per favore, se qualcuno di voi ha questa tentazione, fermati, chiedi consiglio per fermarla.