I ribelli hanno incendiato la missione di Chipene, al confine con la provincia di Cabo Delgado. Due sacerdoti fidei donum e due sorelle sono riuscite a fuggire mentre per suor Maria De Coppi non c’è stata possibilità di salvarsi. In un messaggio vocale, pubblicato sul sito delle suore missionarie comboniane e inviato alle ore 20.17 del 6 settembre alla nipote suor Gabriella Bottani, la religiosa esprime la propria preoccupazione per la situazione “molto triste”

Suor Maria De Coppi (a destra), comboniana uccisa in Mozambico

Michele Raviart – Città del Vaticano
7 settembre 2022
http://www.vaticannews.va

La comunità comboniana in Mozambico di Chipene, nel nord del Paese, è stata attaccata nella notte tra il 6 e il 7 settembre da un gruppo armato non identificato. Suor Maria De Coppi, 84 enne di origini venete, e nel Paese dal 1963, è stata uccisa da un colpo di pistola, probabilmente mentre usciva dall’ala femminile della parrocchia. Salvi i due sacerdoti fidei donum della diocesi di Concordia-Pordenone. Si tratta di don Loris Vignandel, 45 anni, originario di Corva e già parroco di Chions (Pordenone) e don Lorenzo Barro, che è stato rettore del seminario diocesano della città della Destra Tagliamento. Loro sono riusciti a scappare insieme ad altre due suore e saranno presto raggiunti dal vescovo di Nacala, monsignor Alberto Vera Arèjula.

Il gruppo armato si era già avvicinato alla missione 24 ore fa, ma non aveva attraversato il fiume Lurio, confine naturale con la provincia di Cabo Delgado, da mesi teatro delle violenze perpetrate da gruppi ribelli. Nella notte, invece lo sconfinamento, con molte delle strutture della missione che sono state bruciate, tra cui le opere parrocchiali, il dormitorio e l’aula di informatica recentemente inaugurata, mentre sono state risparmiate dalle fiamme le stanze dove si erano rifugiati i missionari.

Il Signore protegga il popolo del Mozambico

“Tutto il popolo è in fuga”. “La situazione è molto triste”, “molta gente resta a dormire nella foresta”. Sono queste alcune delle parole che scandiscono il messaggio vocale, pubblicato sul sito delle suore missionarie comboniane e inviato alle ore 20.17 del 6 settembre 2022 da suor Maria De Coppi alla nipote suor Gabriella Bottani. “Il Signore – afferma alla fine del messaggio suor Maria – protegga questo popolo”.

In contatto telefonico con i sacerdoti, in quelle terribili ore, c’era Alex Zappalà, Direttore del centro missionario di Pordenone, da cui provengono i due sopravvissuti, che ai nostri microfoni racconta cosa è accaduto. Da un primo allarme alle 21 di sera, al timore di don Loris poche ore più tardi. “Ci vediamo in paradiso”, aveva scritto mentre ascoltava i primi spari. Poi alle tre di notte l’incendio della missione, con i due sacerdoti rifugiati in due stanze che non state toccate dagli assalitori e dalle fiamme:

Il cordoglio delle Comboniane

“Preghiamo per l’Eterno riposo della nostra Sorella”, è il messaggio di cordoglio di suor Enza Carini, Segretaria generale delle missionarie comboniane: “Sicuramente intercederà per il popolo mozambicano e per la pace in questo Paese che ha tanto amato”.

Zuppi: il suo sacrificio sia seme di speranza

Profondo cordoglio per la morte di suor Maria è stato espresso anche dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Bologna. “Dopo suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld, morta il 25 giugno ad Haiti – dichiara il porporato – piangiamo per un’altra sorella che con semplicità, dedizione e nel silenzio ha offerto la vita per amore del Vangelo”. Zuppi invita a pregare per la religiosa “che per sessanta anni ha servito il Mozambico, diventato la sua casa”, auspicando che il sacrificio di suor Maria “sia seme di pace e di riconciliazione in una terra che, dopo anni di stabilità, è nuovamente flagellata dalla violenza, causata da gruppi islamisti che da alcuni anni seminano terrore e morte in vaste zone del nord del Paese”. Zuppi sollecita tutti quindi a pregare per i missionari” che restano in tanti Paesi per testimoniare amore e speranza” e ad essere con loro solidali “perché essi camminano con noi e ci aiutano a raggiungere le periferie da cui potremo capire chi siamo e scegliere come essere discepoli di Gesù”.

In Mozambico per “stare vicina alla gente”

Maria, comboniana, classe 1939, era nata a Santa Lucia di Piave in provincia di Treviso e si era trasferita poi con la famiglia a Ramera sempre in Veneto. Nel 1963 aveva raggiunto il Mozambico per la prima volta quando ancora era una colonia portoghese; presa la cittadinanza suor Maria era ormai parte di quella terra e di quel popolo con un servizio costante svolto in varie missioni della provincia di Nampula. Come riferisce il settimanale veneto L’Azione.it, che l’aveva intervistata in Italia nel 2021, gli ultimi due anni in Mozambico erano stati molto duri a causa della guerra nel Nord per le risorse della terra, poi per il passaggio di un ciclone e ancora per la siccità prolungata negli anni passati. La suora parlava di estrema povertà e di famiglie in fuga. “Cerco di star vicina alla gente – diceva – soprattutto ascoltando quanto mi raccontano. Nonostante la povertà materiale, l’ascolto dell’altro resta un dono grandissimo, è riconoscergli dignità”.