Gustave Thibon

PROGRESSO — Ho superato questo, mi dici. Guarda in te stesso. Non abbandoniamo quanto realmente superiamo. Noi riallacciamo il punto donde veniamo a quello verso cui andiamo, come in un paesaggio il primo piano è connesso all’orizzonte e l’occhio abbraccia l’uno e l’altro nello stesso sguardo. Bisogna che la tua tappa di domani nasca da quella d’ieri; in verità, occorre non che tu proceda sul cammino dove ogni passo genera 1’oblio del passo precedente, ma che il cammino penetri in te. Così il tuo orizzonte si allargherà senza che tu debba nulla abbandonare, nulla tradire. Quanto avrai superato rimarrà vivo e presente in te.
Oggi, per la prima volta forse, ho vissuto la ebbrezza dello spirito. Mi sento svincolato per sempre da Klages e da Nietzsche. Ho comunicato con l’anima spirituale, con l’anima cattolica del mondo.
Lo spirito è il sangue delle cose. La natura mi è apparsa, soffusa di spirito, come un volto in una aureola. Lo spirito nulla contraddice ma consacra e riscatta: le contraddizioni si risolvono nella sua luce. Ma su quali sentieri mi attendeva l’abbraccio virgineo di tale saggezza? Volgendo le spalle a tutte le sorgenti dell’aurora, ho dovuto camminare verso l’occidente misterioso, cimitero dei soli. Ma, laggiù, al limite di ogni cammino del dubbio e dell’angoscia — laggiù, in fondo alla via dell’occidente — l’oceano pacifico scintilla nella luce e nei profumi.

Gustave Thibon,
IL PANE DI OGNI GIORNO
Gustave Thibon (1903-2001), filosofo e scrittore francese, è stato definito “il filosofo contadino”.