Chiesa in America

Nicaragua. Ortega viola la curia: «sequestrato» un vescovo

Lucia Capuzzi
venerdì 19 agosto 2022
Avvenire

L’irruzione è avvenuta in piena notte. La polizia è entrata nella diocesi di Metagalpa e ha catturato il vescovo, Rolando Álvarez, insieme alle persone che, dal 3 agosto, si trovavano bloccate con lui nell’edificio da una squadra di forze speciali in tenuta anti-sommossa: i sacerdoti José Luis Díaz, Sadiel Eugarrios, Óscar Escoto, Romiro Tijerino, Raúl González, i seminaristi Darvin Leyva e Melkin Sequeira, l’operatore Sergio Cárdenas. Per lunghe ore nessuno ha saputo dove fossero stati portati. Alla fine, le autorità hanno emanato un comunicato in cui confermavano l’arresto di sette dei fermati, con l’esclusione di monsignor Álvarez e di padre Escoto. Il vescovo è stato messo agli arresti domiciliari nella casa della famiglia a Managua, dove ha potuto ricevere la visita del cardinale, Leopoldo Brenes che gli ha espresso «la fraterna solidarietà della Chiesa nicaraguense», come si legge nel comunicato dell’arcidiocesi della capitale. Al vicario Escoto è affidata, nel frattempo, l’amministrazione provvisoria della curia. Gli altri sono stati chiusi nel carcere di El Chipote. Così è potuta tornare «la normalità» a Metagalpa – ha precisato la polizia –, sottolineando le continue «attività di destabilizzazione e provocazione» messe in atto dal pastore. La stessa accusa con cui, il 5 agosto, il governo aveva comunicato l’apertura di un’indagine nei suoi confronti per «incitamento all’odio». Due giorni prima, gli agenti gli avevano impedito di uscire dalla diocesi per recarsi a celebrare la Messa in cattedrale. Da allora, il vescovo è rimasto prigioniero nell’edificio.

L’operazione nella diocesi e l’ufficializzazione degli arresti domiciliari per monsignor Álvarez hanno prodotto forte impatto nell’opinione pubblica nazionale e internazionale: dal Guatemala all’Argentina, i vescovi latinoamericani hanno espresso solidarietà. Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, si è detto «preoccupato» dai ripetuti attacchi nei confronti della comunità ecclesiastica nel Paese. Da mesi, il governo di Daniel Ortega si accanisce sulla Chiesa, accusata di «complicità» nella rivolta pacifica dell’aprile 2018 per aver cercato di proteggere i manifestanti dalla brutale repressione che ha fatto 350 vittime. Tre preti – Manuel García, Leonardo Urbina e Óscar Benavides – sono stati arrestati, una decina radio cattoliche sono state chiuse, il nunzio, Waldemar Stanislaw Sommergat, e le Missionarie della carità sono stati espulsi. Mai, però, fino ad ora, il presidente e la vice nonché moglie, Rosario Murillo erano arrivati all’arresto di fatto di un vescovo. Segno di un ulteriore irrigidimento che potrebbe, però, rivelarsi un boomerang.

L’Onu: in Nicaragua attacco alla democrazia e alla Chiesa

Per Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, in Nicaragua c’è una grave ostruzione dello spazio democratico. Preoccupazione per gli attacchi contro la Chiesa e le organizzazioni della società civile. Giungono da tutto il mondo messaggi di solidarietà al vescovo di Matagalpa e alla Chiesa nicaraguense

Vatican News
20 agosto 2022

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, “è molto preoccupato per la grave ostruzione dello spazio democratico e civico in Nicaragua e per le recenti azioni contro le organizzazioni della società civile, comprese quelle della Chiesa cattolica”, come il raid notturno della polizia nazionale nella sede episcopale di Matagalpa. È quanto ha affermato il portavoce Farhan Haq durante una conferenza stampa all’Onu. Guterres – ha proseguito il portavoce – ribadisce il suo appello al governo di Daniel Ortega affinché garantisca “la tutela dei diritti umani di tutti i cittadini, in particolare i diritti universali di riunione pacifica, libertà di associazione, pensiero, coscienza e religione” e chiede il rilascio di tutte le persone detenute arbitrariamente.

Ieri, la polizia nazionale nicaraguense ha compiuto un raid notturno nel vescovado di Matagalpa prelevando con la forza 9 persone, compreso il vescovo Rolando Álvarez, per trasferirle a Managua: il presule è ora agli arresti domiciliari nella sua residenza nella capitale nicaraguense, mentre gli altri 8 sono in una caserma per accertamenti.

Messaggi di solidarietà al vescovo di Matagalpa e alla Chiesa nicaraguense stanno giungendo da tutto il mondo. L’azione è stata condannata anche dal segretario dell’Organizzazione degli Stati americani (OSA), Luis Almagro, che parla delle “forze repressive del regime di Ortega-Murillo” chiedendo la liberazione immediata del vescovo di Matagalpa e delle altre persone fermate nonché di tutti i prigionieri politici.

La Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh), organismo autonomo dell’Organizzazione degli Stati Americani, condanna con forza “l’escalation nella repressione contro i membri della Chiesa cattolica in Nicaragua ed esorta lo Stato a cessare immediatamente questi atti” rilasciando subito il vescovo Rolando Álvarez e le altre persone detenute. Questi eventi – afferma la Cidh – “si inseriscono in un contesto sistematico di persecuzione, criminalizzazione, molestie, vessazioni” contro i membri della Chiesa cattolica in Nicaragua, “a causa del loro ruolo di mediatori nel Dialogo nazionale del 2018 e del loro ruolo critico nel denunciare le violazioni dei diritti umani che si sono verificate nel contesto della crisi del Paese”. La Commissione invita nuovamente il governo del Nicaragua “a cessare i continui attacchi contro la Chiesa cattolica” a rilasciare “tutte le persone ancora arbitrariamente private della libertà e a cessare immediatamente la repressione nel Paese”.

Le Chiese di tutti continenti stanno manifestando in queste ore grande solidarietà alla Chiesa nicaraguense, invitando i fedeli alla preghiera e ad una vicinanza fattiva alla comunità cattolica di questo Paese centroamericano.