Un racconto chassidico (il chassidismo è un movimento spirituale ebraico che nasce nella seconda metà del secolo XVIII nell’Europa orientale, in Polonia e in Russia)

Baal Shem Tov (abbreviato in Besht), fondatore del chassidismo, insegnava che un individuo nasce con un numero stabilito di parole.
Quando sono state tutte pronunciate quell’individuo muore.
Di conseguenza, ogni parola che pronunciamo ci avvicina alla morte e dovremmo chiederci, ogni volta che stiamo per utilizzarla, se vale la pena morire per essa.
Affascinante insegnamento, soprattutto per chi è convinto del potere delle parole e della riverente e conseguente necessità di non sprecarle.
Conosciuto questo particolare, non dovrebbe sorprendere ulteriormente l’icastico titolo di un ottimo libro di racconti chassidici: “Un silenzio straordinario”.
Silenzio che non è inteso soltanto nella sua accezione negativa, mera assenza di parola.
Similarmente al “gancio” da cui pende il “peso”, … il silenzio “sostiene” la responsabilità della parola, della cui natura fa parte integrante, essenza ontologica del suo esistere, del suo essere silenzio…

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