“Chi spera, vuole cambiare la storia, non subirla; costruire il futuro, non solo aspettarlo; diventa coscienza critica del mondo, non accetta di essere subordinato alle dominanti culturali” (Tonino Bello)

Butembo – RD-Congo 25.10.2021
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E aggiunge: “Chi spera cammina, non fugge! È incarnato nella storia! Costruisce il futuro, non si limita ad attenderlo! Ha la determinazione del combattente, non la rassegnazione dell’uomo disarmato. Ha la passione del veggente, non l’aria abbattuta di chi si lascia trascinare. Cambia la storia, non la sopporta!”

Si narra che “all’età di sessantasette anni Thomas Edison, durante una cena con la famiglia, ricevette la notizia che il suo centro di ricerca e produzione aveva preso fuoco. Edison corse sulla scena dell’incendio e vide bruciare davanti ai suoi occhi l’impero in cui aveva investito tutta la sua vita. A suo figlio traumatizzato dalla scena, disse queste parole rimaste famose: Corri a chiamare tua madre e i tuoi amici. Non avranno mai più l’opportunità di vedere una cosa del genere. Al figlio stupito aggiunse: Non preoccuparti. Va tutto bene. Ci siamo appena sbarazzati di un po’ di spazzatura.

Il giorno dopo tornò al lavoro e a un giornalista disse che non si sentiva troppo vecchio per provare a ricominciare. Il fuoco aveva distrutto il lavoro della sua vita, ma non il suo spirito. Tre settimane dopo l’incendio, l’impianto di Edison era operativo, anche se parzialmente. In un mese stava già producendo nuovi prodotti. La perdita era stata di quasi un milione di dollari di quel tempo. Edison quello stesso anno riuscì a guadagnare quasi dieci milioni” (vedi La storia di Thomas Edison).

Nietzsche diceva che la grandezza dell’uomo consiste nell’accettare e amare il destino che gli è riservato e dal quale non può sottrarsi, perché è l’unico che può realizzare pienamente.

Questo significa imparare ad accettare ciò che non si può cambiare, perché è l’inizio della saggezza e ci permette di capire quanto possiamo avere il coraggio di cambiare, trasformando ciò che dobbiamo fare in ciò che possiamo fare. E farlo del nostro meglio.

Oscar Wilde, commenterebbe: “Vale sempre la pena fare domande, ma non sempre aspettare risposte”, ricordando che “Quando smetti di dire ciò che può essere affascinante, smetti anche di pensarlo”.

Secondo gli Stoici siamo come cani legati a un’auto in movimento – la storia-, che hanno due opzioni. Combattere con la folle idea di ottenere il controllo, puntando le zampe, rifiutando ad ogni passo di essere trascinati con forza, o sorridere, godersi il viaggio e accogliere con libertà ciò che viene da qualsiasi parte venga, in modo che alla fine il conduttore ci porti esattamente dove dobbiamo andare.

Purtroppo questo non è per tutti possibile, quando influenze esterne, come guerre, carestie, pestilenze, riducono il nostro margine di manovra. Ma la speranza, anche se fugge dalle tombe, come dice un poeta italiano, non muore mai nel cuore di chi ha il coraggio di sperare.

Sperare è capire in che direzione sta andando la storia perché alla fine, se non sempre ci viene data la possibilità di scegliere quanto accade nella nostra vita, possiamo sempre scegliere come reagire, come lavorarci su e dare il nostro contributo perché la stessa storia recuperi il tuo percorso autentico che noi abbiamo scoperto e accettato come nostro.