Parola del Signore
Dal Vangelo secondo Giovanni 17,1-11a

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

Commento di don Franco Mastrolonardo

Abbiamo visto ieri una prima caratteristica dello Spirito Santo. Egli è il vivificante, Colui che da vita a tutto, il respiro eterno di Dio
Oggi guardiamo lo Spirito Santo come il Cristificante.
Per opera dello Spirito Santo Dio si è incarnato nel seno della Vergine Maria. Il concepimento e la nascita di Gesù Cristo sono la più grande opera compiuta dallo Spirito Santo nella storia della Creazione e della Salvezza. In conseguenza dell’incarnazione di Cristo lo Spirito di Dio si unisce in qualche modo con la carne stessa dell’uomo e quindi con tutta la creazione. Era impensabile per la filosofia greca del tempo e, diciamolo,  per le religioni di tutti i tempi che Dio si contamini con ciò che è destinato a morire. L’opera cristificante dello Spirito non si ferma però alla nascita, ma continua nella vita di Gesù. Lo ritroviamo nel Battesimo al Giordano quando squarciando i cieli scende come colomba. Poi spinge Gesù nel deserto delle tentazioni e Gesù ne prende piena consapevolezza nella sinagoga di Nazareth quando cita Isaia: “lo Spirito del Signore è su di me”. Poi Gesù esulterà nello Spirito Santo perché il Padre ha nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le ha rivelate ai piccoli. Con la Risurrezione Gesù consegna lo Spirito ai discepoli: ricevete lo Spirito Santo. Già aveva già anticipato il tutto nei giorni precedenti la Passione. Diceva ai discepoli: “Il consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.”
Significa che lo Spirito Santo continuerà ad ispirare la divulgazione del Vangelo, ma anche che aiuterà a comprendere il giusto significato del contenuto del messaggio di Cristo. Sarà un altro Cristo.
Ma lo Spirito Santo è un altro Paraclito, un alter Cristus, lo Spirito Santo è il Cristificante non solo per l’associazione al mistero di Cristo ma anche perché cristifica noi. Così come nell’Annunciazione prende possesso della carne di Maria generando Cristo nel suo corpo, così fa con l’umanità redenta. Lo Spirito Santo fa nascere Cristo in noi. Lo fa nel giorno del Battesimo quando veniamo innestati come tralci alla vite e continua a cristificarci nei sacramenti. E con Cristo, in Cristo e per Cristo innesta in noi la via eterna. Sposando la nostra umanità mortale ci rende divini.

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