Proposta per l’Avvento

Per l’Avvento vi propongo un itinerario (non tracciato) di ricerca di Dio con Simone Weil (1909-1943). Nata a Parigi da genitori ebrei non praticanti e educata nell’agnosticismo, è stata una appassionata ricercatrice della verità: “il bisogno di verità è il più sacro di tutti”. Malgrado la sua breve esistenza (è morta a Londra a 34 anni), si tratta di una straordinaria figura poliedrica, militante politica e sindacale, combattente per la giustizia, filosofa, scrittrice e mistica. Alcuni la ritengono il maggior filosofo del Novecento, ma fu emarginata perché filosofa fuori coro. La sua sete di verità la portò a un cammino di ricerca della fede cristiana e ad una esperienza religiosa e mistica, tale da essere definita “l’intelligenza della santità”. Questa dimensione mistica è una chiave privilegiata di lettura della sua opera. Ma tuttavia una cristiana e mistica atipica che preferì non essere battezzata e rimanere sulla soglia della Chiesa.

(1) Mi sembra che Dio non voglia che io entri nella Chiesa

Mi sembra che Dio non voglia che io entri nella Chiesa in questo momento. Infatti, come vi ho già detto, l’inibizione che mi trattiene si fa sentire con altrettanta forza nei momenti di attenzione, di amore e di preghiera. Eppure ho provato una grandissima gioia sentendovi dire che i miei pensieri, come ve li ho esposti, non sono incompatibili con l’appartenenza alla Chiesa e che quindi, nello spirito, non le sono estranea.
Non posso fare a meno di continuare a domandarmi se, in questi tempi in cui gran parte dell’umanità è sommersa dal materialismo, Dio non voglia che vi siano uomini e donne che, pur essendosi votati a lui e a Cristo, rimangano fuori della Chiesa. In ogni caso, quando mi rappresento concretamente, e come evento che potrebbe essere prossimo, l’atto che mi introdurrebbe nella Chiesa, nulla mi rattrista più del pensiero di separarmi dalla massa immensa e sventurata dei non credenti.
Ho un fondamentale bisogno – credo di poter parlare di «vocazione» – di passare fra gli uomini e i diversi ambienti umani confondendomi con essi, assumendone lo stesso colore, fin là dove, almeno, la mia coscienza non vi si oppone, scomparendo fra loro, per far sì che si mostrino quali sono, senza mutare volto per me. Desidero conoscerli come sono, per amarli così come sono. Diversamente, infatti, non sarà loro che io amerò, e il mio amore non potrà essere vero. Non parlo di aiutarli, poiché disgraziatamente me ne sento ancora del tutto incapace.