Dio Ci Ha Creato Gratis
Il Vangelo secondo i bambini di Arzano

1_0_561754Volete sorridere un po’ in Quaresima?
Allora leggete i belli (anche quando irreverenti!) commenti dei bambini di catechismo di una zona di Napoli:
Dio Ci Ha Creato Gratis
Ecco qualche esempio…

 

Perché Dio ci ha creati?
(Pensieri sparsi)

È accertato che fu Dio a crearci.
Dio ci ha creati per spedirci con calma in Paradiso.
Dio ci ha creati perché ci voleva più bene di prima.
O Dio o un altro, qualcuno ci doveva creare…
Dio ci ha creato gratis.
Dio ha creato pure i negri, solo che loro non lo sanno.
Dio ci ha creati sono cazzi suoi.
Dio ha fatto bene a crearci, solo che ha esagerato un po’.
Al Pronto Soccorso uno non ci credeva che Dio ci ha creati.
Dio prima creò l’uomo e poi lo addomesticò.
Dio ci creò antichissimi.
Dio ci ha creati con molta cautela.
Se ci ha creati Dio perché a mio fratello l’hanno messo in collegio?
Dio ci ha creati per farci circolare.
Ma se Dio sapeva che la maggior parte andava all’Inferno, perché ci ha creati?
Quando voi avete spiegato perché Dio ci ha creati, io ero assente.

Racconta la creazione del mondo

Dio produsse prima il cielo il sole le nuvole le stelle la terra il mare gli animali e poi inventò all’intrasatto1 l’uomo. E disse all’uomo ti chiamo Adamo, e la tua costola la chiamo Eva. Siete mariti e mogli.
Adamo ed Eva erano una bellissima coppia, ma furono sfortunati con i figli. Due che ne fecero, uno fu un assassino e un altro morto.
Essi si chiamavano Caino e Abele. Caino e Abele erano due bambini buoni, ma con il passare degli anni non si riconoscevano più. Facevano la sfida a chi era più simpatico a Dio, e vinceva sempre Abele. Allora Caino che era mmeriuso2 di Abele lo ammazzò e andò a nascondersi dentro una grotta del Paradiso Terrestro. Ma Dio, che lo vedeva benissimo, lo chiamò e gli fece fare una figura davanti a tutti.
1 Improvvisamente.
2 Invidioso.

Racconta un episodio biblico che ti ha particolarmente colpito

Prima di essere ucciso da Caino, Abele costruì una torre grandissima perché voleva sfidare il cielo, toccandolo con la punta della torre e non si accorgeva che il cielo non si può toccare mai.
La costruiva un piano sopra un altro, come i bicchieri di plastica dove un cerchietto va dentro un altro cerchietto. La torre saliva saliva e non finiva mai e allora Dio, per punire Abele che aveva voluto gareggiarlo, creò l’Europa, confondendo tutte le lingue. A chi parlava il tedesco fece parlare spagnolo, a chi parlava spagnolo il francese, e a chi chi.
Infine la torre andò in pezzi e tutti i mattoni cadevano a terra. Io, visto che a Napoli c’è solo bordello1 e confusione, faccio questa preghiera a Dio: «Padre nostro che sei nei cieli sii buono: non confondere pure il nostro dialetto».
1 Confusione, caos

Racconta la storia di Noè

Al tempo di Noè gli uomini vivevano seicento, settecento e anche ottocentoventi anni. Certi nonni arrivavano pure a mille anni. Però, siccome vivevano molto più di noi, commettevano anche molti più peccati, e la terra di allora stava anche più peggio di quella di ora.
Così un giorno Dio si stufò e pensò di castigare uomini e bestie. Andò da Noè e gli disse in faccia: «Noè tu sei l’unico galantuomo della Terra, gli altri sono inservibili e io li devo punire per forza. Costruisci un’arca e facci entrare tutte le bestie che frequenti, nel frattempo io comincio a mandar giù il primo livello di diluvio. Al secondo livello manda fuori una colomba per vedere come va: se torna asciutta vuol dire che potete uscire, se torna bagnata è ancora presto».
Noè non aveva mai costruito un’arca e non poteva neanche domandare in giro, perché se scoprivano il suo segreto ognuno si costruiva un’arca per i fatti suoi e il diluvio non serviva più a niente.
Alla fine però ci riuscì, la costruì a forma di cappello da muratore e ci fece entrare tutti gli animali buoni. Quando il diluvio si asciugò, Noè aprì il portone e andò a fondare una nuova città.

Oggi vorrei parlare di Davide e Golia

Davide era un ragazzo buono, ubbidiente, di statura normale, Golia era un gigante cattivo e scostumato, grande come Polifemo, però con due occhi e due sopraccigli. Golia schiacciava i buoni come formiche, nessuno ce la faceva con lui, forse neanche Rambo. Buttava cavici1 e mazzate, e se ti dava un pizzico ti sfracellava. Se faceva uno starnuto volavano via tutti i filisdei. Era il nemico numero uno di Israele. Nessuno a quel tempo lo poteva uccidere perché non c’erano pistole, fucile e raggi laser. Se c’erano i cavalieri dello Zodiaco2 allora sì che gli facevano vedere!
Finalmente gli ebrei si stufarono e chiamarono Davide, che aveva una mira da non credere e Davide prese quattro o cinque pietre aguzze, se le mise nel sacco e partì. Quando incontrò Golia non si salutarono neanche tanto che si odiavano, e Golia quando sentì che Davide lo sfidava si fece una risata e gli promise che l’avrebbe scamazzato.3
Davide non gli diede confidenza: mise una pietra nella fionda, la fece girare come un mulinello e la lanciò. La pietra colpì giusto in fronte a Golia, gliela spaccò come un mellone rosso.
Quando cadde a terra, Davide gli tagliò la testa con la spada e si fece fare un quadro con la testa tagliata in mano.
1 Menava calci.
2 Noti eroi di fumetti.
3 Schiacciato

Cos’è per te il giudizio di Salomone?

Il giudizio di Salomone io lo conosco benissimo ed è un giudizio molto astuto. C’era una volta due donne antiche con un figlio solo. La donna numero uno diceva che quel figlio era suo, che era tale quale a lei, gli occhi, il naso, la bocca ecc. La donna numero due diceva che il figlio l’aveva fatto lei una notte con la sua propria pancia ed era proprio sicura.
Allora, siccome il bambino era piccolissimo e non si ricordava chi lo aveva fatto, andarono da Re Salomone. Salomone domandò: «Questo figlio chi lo vuole?». E le due madri prendevano una un braccio, una una gamba e tiravano strillando: «Io! Io!». E il bambino piangeva dagli strappi. Allora il Re si mise in mezzo e con una spada fece finta di tagliarlo a metà e disse: «Una fetta la do a questa mamma qua e un’altra fetta a quest’altra mamma là». Ma mica lo voleva tagliare veramente. E che era un Pandoro? La mamma vera allora gridò: «No! No! Non mi spaccare il figlio! Ce lo regalo a quest’altra donna, basta che rimane intero!».
Allora il Re vedendo che una piangeva e l’altra se ne fotteva capì di chi era veramente il figlio e glielo dette, e la matrigna andò in prigione oppure si impiccò.

Spiega il significato dei dieci comandamenti

I dieci comandamenti li ebbe Mosè per gli uomini, per non fargli commettere più peccati. Prima dei dieci comandamenti non cene era neanche uno e non si sapeva a chi dare ragione. Ognuno faceva a testa sua e c’era molta confusione in giro.
Ma venne Mosè e fu Dio a darglieli con il fulmine sopra la pietra e una voce doppia.
Nove comandamenti li dava ai grandi, uno lo fece apposta per i bambini, ed è onora il padre e la madre.
A me il comandamento numero 6 mi fa ridere.

NUOVO TESTAMENTO

Vi racconto un episodio del Vangelo…

All’inizio i dodici apostoli non erano proprio nessuno. Chi li conosceva? Erano per la maggior parte pescatori e fruttivendoli. Un giorno Gesù vedendo san Pietro nervoso perché non aveva preso neanche un’alice, gli disse: «Ritorna in mare e ti abbufferò di pesci, basta che ti fai apostolo».
San Pietro così fece, ritornò con due o tre quintali di pesce e da quel momento seguì a Gesù. Proprio adesso che poteva fare affari d’oro si mise a seguire Gesù e per questo fu nominato santo.
I dodici apostoli all’inizio nessuno sapeva parlare bene, facevano tutti gli errori di ortografia. Quando accompagnavano Gesù a fare qualche miracolo gli facevano fare sempre brutte figure di prestigio.
Loro non avevano colpa di questo perché a quel tempo le scuole erano riservate ai nobili e ai romani. Allora ci pensò lo Spirito Santo ad aiutarli. E scese. Scendeva lento lento, come nella moviola e si metteva sulla testa dei dodici apostoli, anzi undici, perché nel frattempo Giuda si era impiccato. E improvvisamente loro incominciarono a parlare tutte le lingue del mondo, francese, spagnolo, polacco, americano. Per esempio «arrivederci» si dice OREVUAR in francese, AUFFIDELSEN in tedesco, GUDBAI in americano. Ed erano molto contenti. Eccetto a San Pietro che dopo che ebbe tradito a Gesù finì con la testa sotto terra e i piedi in cielo.

Commenta la frase di Gesù:
«Chi non sarà come i bambini non entrerà nel Regno dei Cieli»

Io penso che quando Gesù ha detto questa frase non parlava dei bambini di otto-nove anni, ma di quelli piccoli piccoli. Infatti a quel tempo i bambini sono buoni ma proprio buoni mentre noi siamo più sfaccimmi.1
Io credo che è per colpa della scuola. Scusate se lo dico, ma per me è proprio così. Per esempio, a casa mia non litico mai con Giuseppe ma come vengo a scuola siamo come cani e gatti. E allora?
I bambini piccoli non rubano, non dicono le parolacce e le bestemmie, non uccidono e non fanno venire le guerre. Se il mondo sarebbe tutto di bambini piccoli sarebbe un mondo bellissimo, come quando c’era Adamo ed Eva prima della mela.
I grandi invece sono il vero malanno di questo pianeta, a cominciare dai quindici anni. Essi fanno tutti i disastri che possono: uccidono, inquinano, imbrogliano, in Medio Oriente alle sei del mattino cominciano ad ammazzarsi.
Io non vorrei diventare grande, ma ho paura che dovrò.
1 «Sfaccimma» è «uomo da nulla», ma nel linguaggio comune vale anche «uomo molto sveglio» (scetato), insomma un «dritto», ed è in questa accezione che è usato evidentemente dall’alunno.

Racconta la parabola di Gesù che più ti ha colpito

Secondo me la parabola più importante è il Ricco Pulone che si abboffava come un porco e non dava neanche una mullechella1 agli altri perché significa tutto il male che si fa sulla terra.
Prendiamo per dire gli Stati Uniti o Usa e il Giappone, dall’altra parte ci mettiamo il Terzo Mondo, l’India e i marocchini della ferrovia. Questipopoli sono più disperati ogni giorno che passa, non mangiano non bevono non hanno un ospedale attrezzato per la lebbra: guardano i leoni e basta.
Nel frattempo in America si balla e si festeggia, e il Giappone costruisce tutto lui tanto che è ricco. A Arzano ogni casa figuriamoci se non ha una cosa giapponese, pure l’orologio al quarzo! Ma che fanno per questi popoli disgraziati gli Stati Uniti e il Giappone?
Io se sarei l’Africa o l’India con tutti i soldi dei poveri messi insieme costruirei un missile gigante e lo butterei sulla testa dell’America del Nord e del Giappone, per fargli vedere il male che ci ha fatto!
Se Arzano si vendica della sua miseria fa un occhio nero a Andreotti.
1Brìciola.

Parla di un miracolo di Gesù

Gesù ha fatto molti miracoli, il cecato, il lebbroso, il paranitico, tempesta sedata, la camminata sulle acque, eccetera. Ma un miracolo non l’ha fatto: non ha salvato mio fratello dalla droga.
Ma per favore non leggete questo tema in classe.

Giuda e Pietro tradirono entrambi Gesù;
ma quanta differenza tra i due…

Una notte ho sognato a Giuda dopo che avevo visto il film sulla tunica. Lui stava sopra una nave che andava in Sardegna e c’ero anch’io: non mi ha fatto niente perché dormiva, ma io avevo fifa lo stesso.
Giuda per me fu l’uomo più cattivo della terra a tradire Gesù. Lo fece per trenta denari, poi si pentì e li gettò via e si uccise ma troppo tardi. Chi sa quei soldi chi se li è presi. Se si impiccava a Napoli non rimanevano a terra neanche cinque minuti.
San Pietro quando il gallo cantò tre volte e gli diede il segnale che poteva tradire a Gesù così fece, ma non per soldi, per paura dei Romani e della croce. Però poi si pentì e affrontò la morte capovolto.

Parla della passione e morte di Gesù

A Pasqua in punto risorge Gesù. Prima di risorgere Egli soffrì molto, poverino. All’ultima cena già c’era un po’ di tradimento in giro ma nessuno lo diceva, nessuno avvisava a Gesù. Nell’orto degli ulivi Lui piangeva e i discepoli dormivano, quei fannulloni. Così nessuno si accorse che lo arrestavano e nessuno entrò in mezzo per salvarlo. Giuda lo tradì per trenta denari, San Pietro per niente, solo per paura.
Ponzio Pilato maltrattò a Gesù senza pietà: gli tirava la barba, gli faceva certe domande spiritose, lo fece frustare a sangue, quel cantaro (1). Poi gli misero una corona di spine e sfottendolo lo inchiodarono alla croce. Roma antica io per questo non la posso vedere, perché crocefisse Gesù. Se era a Napoli nessuno gli faceva niente e forse oggi lui c’era ancora.
Quando Gesù fu completamente morto venne un grande terremoto e solo allora si accorsero che era figlio di Dio, quell’nguacchiati (2). Dopo tre giorni di morte Gesù salì al cielo, perdonò tutta la città di Roma e ci mise sopra il Papa.

1 Letteralmente, pitale. Qui vale schifoso, carogna.
2 Letteralmente è unti, sudici, ma qui sta per fetentoni, carogne.

Se volete ancora altre, vedi:

Dio Ci Ha Creato Gratis