“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.
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16. Poi, lodare le sue opere e i suoi beni.
Successivamente, la madre di Dio – dopo aver lodato con spirito semplice e puro il suo Dio e Salvatore senza diventare presuntuosa a causa dei suoi beni, ma cantando la bontà di colui come si conviene – passa, secondo un giusto ordine, a lodare le sue opere e i suoi beni. Poiché, come si è detto, non ci si deve attaccare ai beni di Dio né li si devono pretendere per sé, ma per mezzo di essi si deve risalire a lui, rimanere uniti a lui, apprezzando soltanto e molto la sua bontà per celebrarlo in seguito anche nelle opere, nelle quali ci ha insegnato ad amare tale bontà, a confidare in essa e a celebrarla, in modo che le opere non siano altro che un ulteriore motivo per amare e celebrare la sua pura bontà che ci governa. Ella però parte dalla considerazione della propria persona e canta ciò che Egli ha fatto per lei. Così ci insegna due cose. La prima è che ognuno deve tener conto di ciò che Dio opera in lui prima che a tutte le opere che compie negli altri. Infatti, non avrai salvezza alcuna per ciò che egli compie negli altri e non in te. Così nell’ultimo capitolo di Giovanni, quando Pietro disse di Giovanni: “E lui che farà?”, Gesù gli rispose e disse: “Che t’importa! Tu, seguimi!”. Come se volesse dire: le opere di Giovanni non ti gioveranno; tu stesso devi operare e attendere ciò ch’io farò con te. (…)


dal Commento al Magnificat di Martin Luther, in italiano Martin Lutero (1483 1546), teologo tedesco e iniziatore della riforma protestante. Il suo Commento al Magnificat, scritto nel 1520, è particolarmente noto ed ha subito delle riletture dopo il Concilio Vaticano II. Oltre il suo interesse mariologico, l’opera testimonia l’intensa spiritualità di Lutero e il suo modo radicalmente nuovo di fare teologia.