Quaresima, giorno per giorno, con i Padri del Deserto.
Agatone

Anch’egli monaco a Scete, dopo esserlo stato forse da giovane in Tebaide, anch’egli molto probabilmente della generazione che lasciò Scete al primo saccheggio del 407 circa. Una figura dolcissima, animato da una carità davvero senza paragoni: «Era pacifico con tutti i fratelli con i quali abitava, tutti l’amavano e imitavano il suo modo di vivere».


19.  Dare il corpo a un lebbroso

19.  Dare il corpo a un lebbroso

Il padre Agatone diceva: «Se potessi incontrare un lebbroso, dargli il mio corpo e prendere il suo, lo farei volentieri: questo è l’amore perfetto».
Un giorno il padre Agatone si recò in città a vendere un po’ di roba e trovò sul ciglio della strada un lebbroso. Il lebbroso gli dice: «Dove vai?». E il padre Agatone: «In città a vendere merce». «Fammi la carità – gli dice l’altro – prendimi su e portami là». Se lo caricò sulle spalle e lo portò in città. «Dove vendi la roba, lasciami lì», gli disse. E così fece. Quando ebbe venduto un canestro, il lebbroso gli chiese: «A quanto l’hai venduto?». Glielo disse. Ed egli: «Comprami una focaccia». La comprò. Vendette poi un altro canestro. E gli chiese: «E questo a quanto?». Gli disse: «A tanto». Ed egli: «Comprami questa cosa». Gliela comprò. Quando ebbe venduto tutto e stava per andarsene, il lebbroso gli chiese: «Te ne vai?». «Sì». «Fammi un’altra carità – gli disse allora – prendimi su e portami dove mi hai trovato». Agatone se lo caricò sulle spalle e lo riportò in quel luogo. Il lebbroso gli disse infine: «Benedetto sei tu Agatone dal Signore in cielo e in terra». Agatone alzò gli occhi e non vide nessuno: era infatti un angelo del Signore, venuto per metterlo alla prova.