Sacerdoti e vescovi cattolici di sette paesi africani chiedono l’immediata cessazione delle violenze israeliane a Gaza e in Cisgiordania, con pieno accesso agli aiuti umanitari

24 Agosto 2026
Articolo di Redazione
Per gentile concessione di
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Sacerdoti e vescovi cattolici di Sudafrica, Nigeria, Zimbabwe, Camerun, Senegal, Mali e Uganda – tra cui il cardinale Stephen Brislin del Sudafrica – hanno diffuso una dichiarazione congiunta nella quale affermano che le politiche e le azioni del governo di Israele a Gaza costituiscono un genocidio.

La dichiarazione è pubblicata a nome di Priests Against Genocide – Africa (PAGA), la sezione africana della Rete internazionale ‘Preti contro il genocidio’. Facendo riferimento all’esperienza stessa dell’Africa con la guerra, gli sfollamenti e l’apartheid, i firmatari affermano che la loro storia li obbliga a riconoscere gli stessi schemi in Palestina.

Citano la dichiarazione di Nelson Mandela del 1997, secondo cui la libertà sudafricana è incompleta senza la libertà palestinese, nonché le conclusioni della Corte Internazionale di Giustizia e di organizzazioni per i diritti umani, secondo le quali le politiche israeliane equivalgono all’apartheid.

La dichiarazione fonda il proprio appello sulle Sacre Scritture e sulla dottrina sociale cattolica e chiarisce che la sua condanna è rivolta al governo di Israele e alle sue politiche – non agli ebrei né all’ebraismo – condannando inoltre «senza riserve» l’uccisione di civili e la presa di ostaggi da parte di Hamas il 7 ottobre 2023.

I sacerdoti chiedono:

  • l’immediata cessazione del genocidio a Gaza e delle violenze in Cisgiordania, con pieno accesso agli aiuti umanitari;
  • la fine degli sfollamenti forzati in Terra Santa; la cooperazione con i meccanismi giudiziari internazionali;
  • la sospensione della fornitura di armi e tecnologie di sorveglianza che potrebbero essere utilizzate impropriamente;
  • un controllo etico degli investimenti coinvolti; sostegno, responsabilità e riparazioni per le vittime;
  • un futuro politico fondato sull’autodeterminazione palestinese, insieme all’uguaglianza, alla sicurezza e alla dignità degli israeliani e dei palestinesi.

Estendono lo stesso appello ai governi africani, insistendo affinché il diritto internazionale sia applicato in modo uguale anche ai conflitti in Sudan, Sud Sudan, nell’est della Repubblica democratica del Congo e a Cabo Delgado, in Mozambico.

La dichiarazione può essere sottoscritta tramite questo link.

La rete “Preti contro il genocidio”

Nata da un anno, si è conformata inizialmente grazie a un momento di preghiera che ha riunito a Roma centinaia di preti, in un momento di formazione e preghiera e in una processione silenziosa che invocava la pace in Gaza e esprimeva solidarietà alle vittime di questa guerra.

Si tratta di una rete composta da ministri ordinati della Chiesa Cattolica, che oggi riunisce più di 2.500 sacerdoti, 25 vescovi e 3 cardinali, di 58 paesi del mondo. È nata dall’intuizione di un sacerdote italiano, a sua volta provocato dalla necessità che la Chiesa si manifestasse con ancor più forza per interrompere il folle genocidio in Palestina.

In diversi paesi del mondo sono state realizzate iniziative creative e nonviolente per mettere in luce l’urgenza cristiana dell’impegno per la pace specialmente nella Terra Santa.

Riprendendo un’iniziativa della società civile, anche nelle chiese di diversi paesi sono stati esposti “sudari”, grandi lenzuoli bianchi su cui sono scritti i nomi dei più dei 18 mila bambini palestinesi uccisi tra ottobre 2023 e luglio 2025.

Il prossimo 22 settembre, a un anno dal primo incontro a Roma, si ripeterà una giornata di preghiera e riflessione, ora con l’adesione di molti più sacerdoti, che dichiarano così: “Non siamo «contro» qualcuno: siamo a favore di ogni vita umana. La presa di posizione contro il genocidio del popolo palestinese non ha finalità di partito. Nasce dalla coscienza di essere uomini, e dall’esigenza di vivere coerentemente la fede, anche quando questo comporta il coraggio di dire verità scomode”.

Altre iniziative della rete italiana Preti contro il genocidio:

Lettera aperta ai vescovi italiani (maggio 2026)

Lettera aperta a Giorgia Meloni (febbraio 2026)

Lettera aperta alla Conferenza episcopale italiana (novembre 2025)

Zanotelli: “Centinaia di preti in piazza contro Israele. È un salto di moralità pubblica” (ottobre 2025)