L’articolo di Bruno Duina del 14 giugno, oltre a una considerazione gioiosa sulla recente inaugurazione della Torre di Gesù della Sagrada Familia, propone una riflessione sulle sfide che il cristianesimo si trova ad affrontare quotidianamente nel mondo.

Di: Jessica Todaro  Data: 
21 Giugno 2026
Per gentile concessione di
https://labarcaeilmare.it

I numeri dei cristiani uccisi. Impressionanti

Duina non si riferisce alle sfide teologiche, filosofiche e morali che nascono dalla relazione con la società e con i cambiamenti culturali, ma parla di difficoltà estremamente materiali: migliaia di uccisioni di cristiani in Africa, persecuzioni nel mondo, numerose chiese bruciate in Europa.

Basta una rapida occhiata alle notizie internazionali per dare un contorno al problema.

Un’interrogazione parlamentare europea del 2023 riporta di 5.600 cristiani uccisi in attentati di natura religiosa, 2100 chiese prese di mira e 124.000 sfollati, solamente in Nigeria nel 2022. Altre fonti riportano come principali autori degli attentati gruppi di matrice islamica come Boko Haram, l’Islamic State of West Africa e le milizie Fulani.

Su Vatican News, Padre Augustine Ghado parla delle violenze come di una tragica normalità.

I paesi che perseguitano. Islamici ma non solo

La World Watch List 2026, stilata dalla Fondazione Porte Aperte, riporta cifre da capogiro, con 388 milioni di cristiani perseguitati attualmente nel mondo, e i numeri in aumento di anno in anno. La totalità dei Paesi dove avvengono le persecuzioni sono musulmani, con l’eccezione di governi di richiamo comunista come Corea del Nord, Cuba, Laos e Cina, il caso peculiare dell’India (dove la composizione religiosa è più complessa), il Nepal induista con una nuova legge anti-conversione, il nazionalismo in Myanmar (legato al buddhismo), e alcuni Paesi dell’America Latina (Messico, Nicaragua e Colombia) dove le comunità cristiane si oppongono alla criminalità organizzata.

Intanto l’Occidente tace

In un Occidente emerso dal Novecento ateo e arrabbiato con le sue radici morali e culturali, tra marxismo a sinistra e neoliberismo a destra, l’eco di questa strage colpisce poco le coscienze, e il pericolo del fondamentalismo in costante movimento per il mondo non fa scattare granché un allarme, quantomeno a livello di percezione pubblica.

Se la storia fosse una maestra ascoltata, ci si preoccuperebbe di più.