Il mondo resta ferito dal male, ma Dio è sempre presente: e sono i credenti a renderlo visibile, portando segni concreti di speranza ai fratelli

Famiglia Cristiana – 17 Maggio 2026
Rubrica: Cristiano, chi sei?
di Enzo Bianchi
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Per gentile concessione dell’autore

“Ma il Signore è tra di noi, sì o no?”. Domanda antica. Se la faceva già il popolo di Israele che era uscito dalla schiavitù dell’Egitto e sempre, in ogni generazione, i credenti sono soggetti a questa tentazione: “Il Signore è tra di noi, sì o no?”. Perché il Signore resta invisibile, perché il Signore sembra tacere, perché il Signore non interviene nel nostro mondo segnato da violenze, ingiustizie, guerre, povertà… Le vittime continuano a gridare verso Dio, gli uomini di pace tentano di realizzare la volontà di pace del Signore, ma tutto sembra inutile. A guerra succede guerra, a ingiustizia segue ingiustizia e resta difficile guardare a questo assetto del mondo con speranza. Ha ragione l’apostolo Giovanni che così conclude la sua Prima lettera: “Questo mondo è tutto sotto il dominio del Maligno!”. Non è pessimismo, non è inimicizia verso il mondo ma una visione realista che diventa invocazione: “Vieni signore Gesù! Vieni, come promette tutta la profezia, a ristabilire la giustizia, a portare la pace ai tuoi poveri, a dare la terra ai miti. Vieni Signore Gesù!”.

E noi cristiani di fronte a questo assetto del mondo siamo chiamati alla resistenza! Resistenza al Maligno, al Padrone di questo mondo, anche con un giudizio storico chiaro e coraggioso come quello dei profeti.

E ricordiamoci: non bastano le parole, occorrono azioni, comportamenti, segni eloquenti che infondano speranza alle vittime della terra. Se sarà così, se i credenti si faranno presenti, nessuno dubiterà: “Dio è in mezzo a noi ed è operante attraverso i credenti in lui!”.