In un mondo che corre sempre più veloce, pare controcorrente celebrare la lentezza: eppure essa rimane un grande valore. Forse è per questo che alla lentezza è stata dedicata una giornata speciale: il 4 maggio.

Bruno Felice Duina
7 Maggio 2026
Per gentile concessione di
https://labarcaeilmare.it

Il dominio del tempo

Jonathan Swift (Dublino 1667-1745) con sottile ironia descrive le impressioni dei lillipuziani che, dopo avere perquisito Lemuel Gulliver, riferiscono al re le cose trovate, tra cui il suo orologio da taschino:

«Noi supponiamo che si tratti… d’una divinità che costui adora… perché egli [Gulliver] ci ha detto… che non faceva mai nulla senza consultarla, essendo quello il suo oracolo, che segnava il tempo per ogni azione della sua vita.»

Già nel 1726 (anno di pubblicazione dei Viaggi di Gulliver) Swift coglieva in pieno e con ampio anticipo uno dei temi che avrebbero scandito la nostra epoca: il dominio del tempo e l’orologio elevato a divinità!

Dall’orologio al cellulare

Certamente il pastore anglicano irlandese non poteva immaginare gli sviluppi che la tecnica avrebbe raggiunto tanto che oggi, anziché l’orologio, dovremmo dire il cellulare: ma la genesi è la stessa e il secondo è solo lo sviluppo del primo. La nuova divinità, per usare il resoconto dei lillipuziani, domina incontrastata la vita di molti uomini che non solo lo consultano prima di intraprendere ogni azione, ma non se ne staccano neppure un momento.

La principale caratteristica della nuova divinità è fornire l’immediatezza: tutto in tempo reale, sia che si tratti dell’ultima notizia, sia del post degli influencer, sia dei messaggi degli amici.

Il trascorrere del tempo è cancellato e assorbito in un vortice irrefrenabile. Tutto subito. È la grande opportunità alla base del successo di Amazon: con un click entro poche ore ricevi il prodotto desiderato direttamente a casa tua! Il consumismo stesso è fondato su una corsa continua agli acquisti ed al soddisfacimento bulimico di bisogni indotti, nella implicita convinzione che stando fermi si perda irrimediabilmente qualcosa.

C’è ancora spazio per la lentezza?

La lentezza è invece propria della riflessione, dell’approfondimento, della crescita, della speranza.

La lentezza, se non deriva ovviamente da indolenza o pigrizia, ci consente di gustare il sapore delle esperienze, di vivere in profondità gli eventi, di soffermarci ad ammirare ciò che ci circonda e guardare negli occhi le persone che amiamo. Non è un lusso o una perdita di tempo, ma è un modo di porsi che è esattamente il contrario della superficialità.

Per amare spesso dobbiamo anche sincronizzarci con i tempi degli altri, anche se non sono i nostri, pensiamo ai bambini o agli anziani, ma bisogna essere disponibili, bisogna crederci, bisogna entrare in una dimensione umana e spirituale diversa da quella imposta da ritmo frenetico della attuale società.

Ecco allora che l’attesa non è un tempo vuoto, un nulla senza significato, ma è un percorso che gradualmente ci avvicina all’evento e nel frattempo ci trasforma.

Può esserci una preghiera frettolosa?

La preghiera richiede cura, attenzione, silenzio, abbandono.

Chi prega si mette in ascolto, medita, porge lo sguardo Altrove.

P.S.

Domenica 3 maggio ho partecipato alla Stramilano, una festa per i viali del centro città con più di 60.000 partecipanti, tutti con la bella maglietta verde e la pettorina numerata. Ma sapete quante, ma quante persone, di ogni età, hanno effettuato il percorso sempre tenendo ben stretto in mano il cellulare!

Bruno Felice Duina
Classe 1956, sposato, due figli; bergamasco di nascita, milanese d’adozione. Laureato in legge in Cattolica, per molti anni dirigente presso una multinazionale, ora pensionato. Autore di studi storici, sensibile ai temi che riguardano il rapporto con la modernità.