1 Marzo
Giovanna Maria Bonomo.
Monaca e mistica, segno della mano di Dio 


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Il monumento alla Beata Giovanna Maria Bonomo tra le rovine di Asiago, città completamente rasa al suolo durante la Prima Guerra Mondiale


Diventare segni del Trascendente e aprire la storia alla vita di Dio: è questa la missione di ogni battezzato. Un compito che ognuno può vivere nel suo quotidiano, attraverso piccoli o grandi segni. La vita della beata Giovanna Maria Bonomo fu costellata di segni, ma quasi sempre essi non vennero compresi, tanto che ad un certo punto anche il confessore pensò che questa monaca originaria di Asiago fosse pazza. Dietro a quella pazzia, però, c’era un percorso spirituale profondo e alla fine fu chiaro: in quella donna Dio stava offrendo una mano tesa a tutti coloro che cercavano consolazione. Giovanna Maria Bonomo era nata nel 1606 e dal 1612 fu cresciuta ed educata dalle Clarisse di Trento, dove lei avrebbe voluto restare. Alterne vicende la portarono nel 1621 nel monastero delle benedettine di Bassano dove compì il suo percorso mistico. Morì nel 1637.
Altri santi. San Felice III, papa (V sec.); san David di Menevia, vescovo (542-601).

Matteo Liut
Avvenire