P. Manuel João,
La mia riflessione domenicale
dalla bocca della mia balena, la SLA


GIUSEPPE, LA STELLA CHE CI GUIDA
VERSO IL MISTERO DEL NATALE
Quarta domenica di Avvento (A)
Matteo 1,18-24


L’annuncio dell’angelo a Giuseppe
Il vangelo di questa quarta domenica di Avvento, che ci dischiude già le porte del Natale, accende i riflettori sulla figura di Giuseppe. Mentre il vangelo di Luca presenta l’evento dell’Incarnazione partendo da Maria, la Madre di Gesù, Matteo focalizza la sua attenzione su Giuseppe, il padre legale di Gesù che gli dà il nome e gli trasmette la figliolanza davidica. Luca parla dell’annuncio dell’angelo a Maria, mentre Matteo dell’annuncio a Giuseppe. Le due prospettive si completano a vicenda. Così, dopo Isaia e Giovanni Battista, Giuseppe è la terza figura che ci guida verso il mistero del Natale.

Accogliere l’imprevisto del progetto di Dio
Tutto inizia da un fatto impensabile: Maria “si trovò incinta per opera dello Spirito Santo”. È facile intuire il turbamento di Giuseppe, che non sa spiegarsi l’accaduto. Tormentato interiormente, si interroga su cosa fare e pensa di ripudiarla in segreto. E a questo punto Dio interviene con la sua Parola notturna nel sogno: “non temere di prendere con te Maria, tua sposa”, perché “il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”.
La figura di Giuseppe è una delle più misteriose del vangelo. Lo Spirito Santo prende Maria con sé e Giuseppe è chiamato a “prendere con sé” Maria, madre e sposa, e il bambino. “Prendere con sé” è la vocazione di Giuseppe. Troviamo sei volte questo “prendere con sé” nel racconto di Matteo. La settima è la nostra! Infatti questa è pure la nostra chiamata: accogliere la Madre e il Bambino per custodire la vita. Giuseppe rispecchia la vocazione di ogni credente: accogliere in noi il Mistero, malgrado i dubbi, le incertezze e i timori.

Quale mistero abita in noi?
La dimensione del Mistero fa parte della fede del cristiano. Direi che i “misteri” abbondano nella nostra vita. Sono i misteri inafferrabili del senso dell’esistenza. Oppure di tante cose che ci capitano nella vita, così soggetta agli imprevisti. O ancora dell’universo che ci ospita e che la scienza cerca di svelare, suscitando in noi lo stupore e la meraviglia. Siamo immersi nel mistero! È il mistero che conferisce spessore e profondità all’esistenza.
Per un credente le più grandi sorprese e meraviglie sono quelle che provengono dal Grande Mistero di Dio, che ci avvolge, in cui viviamo e ci muoviamo! Il mistero non è il dogma che s’impone come un macigno alla fede del credente. Non è una porta chiusa e negata alla nostra intelligenza. Il Mistero è l’invito a fare spazio all’Infinito. È il segreto della sete insaziabile che portiamo, da sempre, dentro di noi! È l’opportunità di saziare la fame di vita che ci divora interiormente, e che invano cerchiamo di appagare, cogliendo, anche in modo rapace, le opportunità che l’oggi ci porge. Il Mistero è la mano tesa del Creatore verso la sua creatura.

Manifestazioni ed eclissi del Mistero
Dove possiamo intravedere, fin da adesso, il Mistero? Negli sprazzi di luce e di bellezza, nel candore dei fiori e dei bambini, nella contemplazione di un panorama mozzafiato, nello sguardo dolce di un animale, nell’amore di una coppia innamorata, nella tenerezza di una mamma verso il figlio, nei mille gesti di bontà verso i poveri e gli scartati, di cui è ricca anche oggi la nostra umanità…
Ma il Mistero si nasconde quando è prigioniero dell’immanenza, di uno sguardo panteista incapace di andare oltre la scorza della realtà. Oppure è visto come pura trascendenza che lo estromette dalla vita, che Lui invece ha voluto abbracciare…
E il Mistero si oscura dove c’è odio, violenza e ingiustizia!

Il Mistero nascosto dentro di noi
Il Mistero non è lontano, è vicino a noi, anzi è dentro di noi. Basta scavare dentro al cuore. È interessante notare che Giuseppe e Maria non parlano mai nel vangelo di Matteo. Sono immersi nel grande Silenzio dell’ascolto della Parola. Il Mistero di Dio scorre nelle profondità del nostro cuore, come un fiume sotterraneo, pronto a zampillare nel cuore del credente: “dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva” (Giovanni 7,38). Scavando nel Pozzo della Parola, l’acqua viva “diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna” (Giovanni 4,15).
Quando mi è stata diagnosticata la SLA mi è subito venuta in mente la domanda di cosa avrei fatto quando i sensi progressivamente mi avrebbero abbandonato, riducendo il mio contatto con il mondo esterno. Una certezza mi portò pace e serenità: dentro c’era un altro mondo da esplorare. Partendo dall’immensa e luminosa cattedrale del cuore. Gli occhi e i mezzi tecnologici messi a mia disposizione si sono rivelati uno strumento meraviglioso per rimanere in contatto con la realtà che mi circonda. Mi è rimasta comunque l’abitudine di addormentarmi immaginandomi, in preghiera, di tuffarmi e di muovermi, libero come un pesce, nell’oceano infinito di Dio. I sogni poi, nutriti da una feconda immaginazione, mi permettono di spaziare per il mondo e mi aiutano a conoscere il mio mondo interiore, tessuto di timori, di ricordi, di desideri, di affetti, di una inesauribile voglia di vivere.
Scusatemi. Sono andato fuori dal seminato. Ma se il Natale non ci fa sognare, che Natale è?

Giuseppe e la Stella di Natale
Concludo ritornando a Giuseppe. Come il suo omonimo Giuseppe di Egitto, egli è un sognatore che accoglie nel cuore i sogni di Dio.
Vedo questa figura singolare come una stella di Natale che illumina la nostra notte, guidandoci per i sentieri che conducono a Gesù. Siamo chiamati anche noi, come lui, a diventare piccole stelle o almeno una fiaccola per rischiarare le tenebre di questo nostro mondo, puntando verso il Sole nascente.

P. Manuel João, comboniano
Castel d’Azzano (Verona) 17 dicembre 2022

Vedi testo completo della riflessione:
https://comboni2000.org/2022/12/17/giuseppe-la-stella-che-ci-guida-verso-il-mistero-del-natale/