Gustave Thibon

Possiamo rimproverare a certi moralisti di non uniformare la loro vita privata all’ideale universale che insegnano. De virtute, non de me loquor. (Parlo della virtù, non di me), così Seneca è costretto a rispondere ai suoi detrattori. Meritano invece il rimprovero opposto coloro che deducono leggi universali dalla loro esperienza intima, non purificata. Costoro dovrebbero dire: de me, non de virtute loquor… (parlo di me, non della virtù).

La Rochefoucauld, Nietzsche, Freud ed altri moralisti, non scorgono la differenza che esiste tra: constatare la presenza di… , e ridurre a… Trovano, per esempio, l’egoismo nell’amore, l’invidia nell’indignazione, la materia nell’ideale, e concludono che l’amore non è che egoismo, l’indignazione non è che invidia, e l’ideale non è che carne. Esistono brutture anche nel corpo più sano, ma da ciò non si deve dedurre che la vita sia soltanto una bruttura. Non è difficile, del resto, capovolgere le argomentazioni di La Rochefoucauld: una briciola d’egoismo permane certo anche nell’amore più puro (come potrebbe l’uomo astrarsi?), ma rimane anche una briciola d’amore nell’egoismo più basso (come potrebbe infatti rinchiudersi interamente in sé stesso?). Non troviamo sovente una scintilla di vera cordialità anche nella cortesia così interessata dei commercianti? Le virtù che si perdono nell’interesse, come i fiumi nel mare, costituiscono il gradino più basso di quella scale che culmina là dove l’interesse si perde nell’amore. Tra questi due estremi tutti i gradini intermedi sono possibili.

MORALISTI — Possiamo rimproverare a certi moralisti di non uniformare la loro vita privata all’ideale universale che insegnano. De virtute, non de me loquor. (Parlo della virtù, non di me), così Seneca è costretto a rispondere ai suoi detrattori. Meritano invece il rimprovero opposto coloro che deducono leggi universali dalla loro esperienza intima, non purificata. Come avviene per certi teorici della «purezza» che deformano il giudizio attraverso le loro tentazioni e le loro lotte personali. Costoro dovrebbero dire: de me, non de virtute loquor… (parlo di me, non della virtù).

Gustave Thibon,
IL PANE DI OGNI GIORNO

Gustave Thibon (1903-2001), filosofo e scrittore francese, è stato definito “il filosofo contadino”.