Gustave Thibon

La prostituzione di Dio all’uomo rappresenta la tremenda contropartita della prostituzione dell’uomo agli idoli. «Poiché ti amo più ardentemente di quanto tu abbia amato le tue brutture… ».

ONNISCIENZA DIVINA — Il tuo sguardo inebria o crocefigge, non molesta. Sembra che i tuoi occhi siano colmi di pudore e di innocenza fino alla cecità, i tuoi occhi che tutto vedono!
Comprendo gli adoratori della natura. Hanno sete di innocenza e la trovano soltanto fuori dello spirito, nel mondo incosciente delle cose, degli animali, delle piante. Perché non conoscono altro che lo spirito umano, e questo spirito, sozzo e bugiardo, li induce a disprezzare tutte le realtà spirituali. Non sospettano neppure quel miracolo del cristianesimo: Dio, l’innocenza dello spirito. Un essere che tutto conosce e che si offre a noi con la stessa semplicità di un fiore o di una farfalla.
Il segno di una ricchezza sovrana nell’azione è aver l’aria, facendo una cosa, di farne un’altra o di non far nulla del tutto. Le donne che comandano di più son quelle che sembrano obbedire. E il mondo, in verità, pare veramente governato da un Dio?

PROSTITUZIONE DI DIO — Il grado di abiezione e di vanità raggiunto dall’uomo, fornisce la misura del supplizio dell’amore divino sceso fin là. Prostituzione per amore: è difficile per noi comprendere, poiché le nostre prostituzioni sono meschine, generate dalla viltà o dall’avarizia. La prostituzione di Dio all’uomo rappresenta la tremenda contropartita della prostituzione dell’uomo agli idoli. «Poiché ti amo più ardentemente di quanto tu abbia amato le tue brutture… ».

FORZA E BISOGNO — La maggior parte degli esseri ha bisogno di noi a seconda della sua debolezza: è avida di colmare sé stessa. Ma qualcuno ha bisogno di noi secondo la sua forza: ha sete di prodigarsi, di condividere i suoi tesori. Questi ultimi sono forse i più deboli nel loro amore, perché nulla è più debole della forza, quando ama.
Il bisogno di dare è più imperioso di quello di ricevere, per questa ragione Dio è così debole, di quella debolezza suprema della pienezza che straripa, che non può fare a meno di straripare.
Il Cristo sulla croce ha dimenticato di essere Dio. Così, tutta l’angoscia del mondo ha potuto penetrarlo. Aveva conservato l’infinito divino per accogliere la sofferenza come aveva perduto tutta la forza divina per sostenerla.

COMPRENSIONE DELL’IMPURITÀ E DELLA VILTÀ —- Per comprendere il più meschino degli uomini è necessario somigliare a lui almeno in qualche aspetto: bisogna esser discesi fino a lui. Ma esiste un’altra maniera di discendere fino a lui, quella d’innalzarsi fino a Dio. L’anima impura entra in comunione con la miseria altrui, a seconda di quanto vi partecipa, l’anima pura a seconda di quanto ne resta intatta: l’una è trascinata in basso dal peso del peccato, l’altra dal peso dell’amore. Perciò i santi, meno di tutti, si meravigliano del male: il loro amore, come quello di Dio, ha per dimensione «la distanza dal bene al maleۚ» secondo il verso di Hugo.

Gustave Thibon,
IL PANE DI OGNI GIORNO

Gustave Thibon (1903-2001), filosofo e scrittore francese, è stato definito “il filosofo contadino”.