Gustave Thibon

Tutto ciò che è superiore è fragile, instabile, sempre in pericolo di esser riassorbito da ciò che è inferiore. E proprio su Dio pesa il massimo pericolo: Colui che è tutto, sembra, quaggiù, non essere nulla.

LEGGE D’INSERZIONE DELL’ORDINE SUPERIORE NELL’ORDINE INFERIORE — Il mondo della vita è un’infinita piccolezza in rapporto al mondo materiale: è verosimile che la vita abbia germogliato soltanto sopra un infimo pianeta, perso nell’immensità deserta dell’universo. Il mondo della spirito è un’infinita piccolezza in rapporto al mondo della vita: esistono sulla terra 500.00 specie viventi, di cui una sola partecipa della vita dello spirito.
Il mondo della grazia e della santità è infinitamente piccolo in rapporto alla moltitudine umana e anche tra gli uomini migliori quanto il germe divino minaccia di essere soffocato dalla massa dei pensieri e degli affetti profani! Tutto ciò che è superiore è fragile, instabile, sempre in pericolo di esser riassorbito da ciò che è inferiore. E proprio su Dio pesa il massimo pericolo: Colui che è tutto, sembra, quaggiù, non essere nulla. Simone Weil chiama ciò «il carattere infinitesimale del bene puro».
Dio così casto, Dio così vicino, Dio così nudo, cosi avido nel suo pudore infinito… Nessun ostacolo, nessun velo lo separano da noi: camminiamo sulla sua carne viva. Dio è infinitamente comprensibile, ma è anche infinitamente vulnerabile. Ego sum vermis et non homo. Un uomo è vestito, è dignitoso, riservato, protetto. Un verme è nudo fino all’offerta totale, abbietto (cosa di più abbietto, infatti, agli occhi della dignità umana di questa perfetta mancanza di «riservatezza», di questa pienezza straripante dell’amore?); un verme si offre senza difesa a tutte le bocche affamate, a tutti i piedi che lo schiacciano.
Tout ce qui sur la terre à cette heure est debout,
Même les innocents sous leurs pieds ont partout
Quelque chose de Dieu que dans l’ombre ils écrasent.
(Hugo: «Fin de Satan»)

Ciò che sta sulla terra a quest’ora sta ritto,
Ovunque sotto i piedi, nell’ombra, calpesta,
Anche innocente, qualche cosa di Dio.

Tutto ciò che sta dritto… L’equilibrio del mondo peccatore, in quanto peccatore, si regge schiacciando Dio. Signore, fa che io sappia! non restar muto sotto i miei piedi ciechi. Non lasciarti schiacciare senza urlare: fa che io ti riconosca schiacciandoti!
Il mondo capovolto! Forza terribile di questa volgarità: un mondo con Dio in basso, un mondo che cammina sopra Dio. Ego sum vermis…
Limiti, dispersione dell’amore, dovuti al tempo e allo spazio. Non possiamo amare interamente altro che gli assenti e i morti. E il più silenzioso, il più nascosto dei morti, è ancora Dio.

Gustave Thibon,
IL PANE DI OGNI GIORNO

Gustave Thibon (1903-2001), filosofo e scrittore francese, è stato definito “il filosofo contadino”.