Gustave Thibon

L’amico sincero non è colui che sa interessarsi al nostro dolore con pietà, ma colui che sa guardare, senza invidia, la nostra felicità.

TRANELLI DELLA PIETÀ — «Ti compiango con tutto il cuore. Che cosa posso fare per aiutarti?». Si potrebbe credere che la persona che parla così desideri alleggerire la nostra pena. Non è del tutto vero. Può accadere che la nostra sofferenza sia per lui uno spettacolo molto piacevole e corroborante; la sua pietà allora non è che l’espressione mascherata di un segreto godimento; appena cominciamo a soffrire meno alimentiamo anche in misura minore il suo godimento, e la sua pietà si tramuta in irritazione. Una troppo rapida ripresa è spesso causa di profonda delusione per coloro che ci dissetano con la loro pietà. Sono disposto ad occuparmi della tua disperazione a condizione che essa sussista, sono pronto a medicare la tua piaga, purché sia incurabile.
In augustiis amici apparent (Gli amici si rivelano nelle difficoltà). Direi piuttosto, per i veri amici, in felicitate… L’amico sincero non è colui che sa interessarsi al nostro dolore con pietà, ma colui che sa guardare, senza invidia, la nostra felicità. Gli amici che più ci circondano nei giorni della desolazione sono spesso gli stessi che si inaspriscono e rabbuiano per la nostra felicità. La nostra gioia forma la pietra di paragone della loro pietà. Per tali consolatori, non v’é peggior delusione della nostra consolazione. Pure l’amicizia è un convivium perfetto. Chi pretende dividere i nostri dolori, dovrebbe anche saper partecipare alle nostre gioie. Ma non condivide il nostro dolore! Questo gli procura una gioia (la sola gioia possibile per l’invidioso è quella di sentirci poveri e vuoti come lui), e la sua compassione apparente non è che una forma molto meschina della gratitudine. Viceversa, la nostra felicità, infrangendo questo rapporto di eguaglianza nel nulla, gli procura un dispiacere e il suo inasprimento, il suo «malocchio», non sono che una manifestazione molto vile del suo rancore.

Gustave Thibon,
IL PANE DI OGNI GIORNO

Gustave Thibon (1903-2001), filosofo e scrittore francese, è stato definito “il filosofo contadino”.