Gustave Thibon

Il pubblicano è nudo, il fariseo porta la maschera. Per quanto si possa essere miserabili, basta esser nudi davanti a Dio per disarmarlo. All’inferno, non il nostro viso brucerà con le sue piaghe, ma la nostra maschera con la sua falsa dignità; non il nostro peccato, ma la nostra menzogna.

PECORA APPESTATA E PECORA SMARRITA — Nella parabola della pecora smarrita, Cristo parla del peccatore come d’un essere fuorviato (nel senso etimologico della parola), ma non corrotto nell’intimo. Una pecora smarrita è intrinsecamente sana quanto una pecora del gregge. Una simile concezione fa del peccato un male, in gran parte, estraneo all’uomo: il peccatore sbaglia strada, ma il suo corpo resta sano, gli basta di mutar rotta, per guarire. In altri termini, una pecora smarrita non è una pecora appestata. Il ritorno della prima, riempie di gioia il cuore del pastore, ma la presenza della seconda avvelena il gregge. In questo caso, la carità muta aspetto, la pietà verso il gregge richiede, al tempo stesso, di cercare la pecora smarrita e di allontanare la pecora appestata. E perciò Cristo ci ingiunge di assolvere a di condannare simultaneamente il peccatore, a seconda del grado di penetrazione e di fatalità del peccato nell’uomo. Conviene cercare la pecora smarrita, perdonare il figliuol prodigo, ecc. Ma bisogna anche aver la forza di amputare il proprio arto cancrenoso. Se il tuo occhio ti scandalizza… Queste due categorie di peccatori ritornano frequentemente nel Vangelo: quelli che restano estranei al loro peccato (Zaccheo, l’adultera, la Maddalena, la Samaritana) e che possono essere salvati, e quelli la cui anima è divorata dal peccato, che formano un tutto con esso (i Farisei) e che perciò son già condannati.

Il pubblicano è nudo, il fariseo porta la maschera. Per quanto si possa essere miserabili, basta esser nudi davanti a Dio per disarmarlo. All’inferno, non il nostro viso brucerà con le sue piaghe, ma la nostra maschera con la sua falsa dignità; non il nostro peccato, ma la nostra menzogna.

Gustave Thibon,
IL PANE DI OGNI GIORNO

Gustave Thibon (1903-2001), filosofo e scrittore francese, è stato definito “il filosofo contadino”.