Scienza


Nuove “cartoline” da Marte inviate dalla sonda Mars Express dell’Agenzia spaziale europea (Esa) mostrano le profondità del canyon più grande del Sistema solare, quello delle Valles Marineris

Avvenire
Redazione Internet lunedì 25 luglio 2022

Nuove “cartoline” da Marte inviate dalla sonda Mars Express dell’Agenzia spaziale europea (Esa) mostrano le profondità del canyon più grande del Sistema solare, quello delle Valles Marineris.

Si tratta di un sistema di valli e canali così esteso che per paragone potrebbe andare dalla punta settentrionale della Norvegia alla punta meridionale della Sicilia: con 4.000 chilometri di lunghezza, 200 chilometri di larghezza e fino a 7 chilometri di profondità, è quasi dieci volte più lungo, 20 volte più largo e cinque volte più profondo del Grand Canyon negli Stati Uniti.

A differenza di quest’ultimo, modellato dal fiume Colorado, si ritiene che il sistema delle Valles Marineris sia stato formato dall’allontanamento di placche tettoniche: questo movimento violento sulla superficie marziana avrebbe creato un fondo frastagliato, mostrato dalle nuove immagini ad alta risoluzione riprese da Mars Express.

La sonda, in orbita intorno al Pianeta Rosso dal 2003, ha usato la sua High Resolution Stereo Camera (Hrsc) per focalizzarsi su Ius Chasma e Tithonium Chasma, due profonde valli che si trovano nella parte occidentale di Valles Marineris: la prima è lunga 840 chilometri, mentre la seconda 805 chilometri. Nelle immagini è possibile apprezzare le diverse caratteristiche della superficie di Marte: si riconoscono dune di sabbia scura create dall’attività vulcanica, cumuli simili a montagne che sono stati erosi dal vento, protuberanze più piccole formate forse dall’evaporazione dell’acqua che una volta riempiva la voragine, e infine i resti di una recente frana causata dal crollo della parete del canyon.

Le immagini di Valles Marineris seguono di pochi giorni quelle altrettanto curiose scattate su Marte dal rover Perseverance della Nasa, che in una zona ancora inesplorata del cratere Jezero ha fotografato un misterioso groviglio di fili, finito subito al centro dell’attenzione sui social media. Secondo la Nasa, potrebbe essere uno dei resti del sistema di atterraggio dello stesso rover, arrivato fin lì per effetto del vento marziano.