Società e Cultura
– Ecologia

Combonifem | Newsletter 23/22

21 giugno 2022. Il Summer Festival di Milano sulle “Crisi dimenticate” ospita un diplomatico di lungo corso, Staffan de Mistura. Il tema dell’incontro, moderato da Paolo Magri dell’Istituto di studi di politica internazionale (Ispi), è “Un mondo senza pace”.

Si parla di Ucraina e di tante altre aree di “conflitto latente”. Da esperto negoziatore internazionale (basti pensare al mandato Onu affidatogli dal 2014 al 2018 per porre termine alla guerra in Siria), de Mistura ammette che è molto difficile fermare le guerre e molto più efficace prevenirle.

Iniziano domande dall’uditorio. Un giovane, terrorizzato dagli effetti del riscaldamento globale, chiede: «Quale lavoro di prevenzione stiamo facendo per il disastro ambientale che incombe?».
La risposta è lapidaria: «Il vero conflitto globale, che ci deve preoccupare di più, è quello climatico».

La guerra in Ucraina sta relegando all’ultimo posto le priorità ecologiche e la transizione “verde” regredisce: per fronteggiare la grave crisi energetica esacerbata dalla guerra, anziché ridurre le fonti fossili l’Europa si vede costretta a riesumare quella più inquinante, il carbone. «Errore nostro, futuro vostro – esorta il diplomatico con tono mesto –. Almeno voi giovani non dimenticate la vera guerra globale: continuate a far luce su di essa».

A causa della pandemia le manifestazioni di FFF (Fridays For Future) ed Extinction rebellion si sono molto affievolite; comunque non basta protestare, si deve e si può “cambiare stile di vita”, perché la vera prevenzione, nel lungo termine, esige scelte concrete da parte dei governi e delle comunità locali, delle famiglie e delle singole persone.

La siccità, che in questi giorni inquieta anche l’Italia e induce a bloccare i prelievi irrigui dal Po per evitare che la popolazione di tanti Comuni rimanga senza acqua potabile, si poteva prevenire. Da anni si doveva ridurre il disboscamento e il consumo di suolo, evitare lo spreco d’acqua e cambiare dieta: meno carne da allevamento, soprattutto bovino, e più legumi.

È una prevenzione sollecitata da tempo ma che facciamo fatica a vivere. Una questione di consapevolezza e senso di responsabilità da coltivare giorno dopo giorno. Una vera e propria “conversione”.

Le Chiese la promuovono dal 1989 con un’iniziativa ecumenica, e oggi, 23 giugno 2022, viene lanciato il tema di quest’anno: Ascolta la voce del Creato.

Per prevenire il vero conflitto globale, non è ancora troppo tardi!

Combonifem magazine di maggio-giugno

Il tema di quest’anno:
Ascolta la Voce del Creato:
il simbolo di quest’anno: il roveto ardente

Durante la pandemia di COVID-19, molti hanno acquisito familiarità con l’essere silenziati durante le conversazioni. Molte voci sono silenziate nel discorso pubblico sul cambiamento climatico e sull’etica della conservazione della Terra.

Sono voci di coloro che subiscono gli impatti dei cambiamenti climatici. Sono voci di persone che detengono una saggezza generazionale su come vivere con gratitudine entro i limiti della terra. Queste sono voci di una diversità di specie più che umane in diminuzione. È la voce della Terra.

“ho udito il suo grido…conosco le sue sofferenze…Perciò va’!Io ti mando…Io sarò con te.”

(Esodo 3: 1-12)

Il roveto ardente è il simbolo del Tempo del Creato 2022. Oggi, la prevalenza di incendi innaturali è un segno degli effetti devastanti che il cambiamento climatico ha sui più vulnerabili. Il creato urla mentre le foreste crepitano, gli animali fuggono e le persone sono costrette a emigrare a causa del fuoco dell’ingiustizia.

Al contrario, il fuoco che chiamò Mosè mentre pascolava il gregge sul monte Oreb non consumò né distrusse il roveto. Questa fiamma dello Spirito ha rivelato la presenza di Dio. Questo fuoco sacro ha affermato che Dio ha ascoltato le grida di tutti coloro che hanno sofferto e ha promesso di restare con noi, mentre perseguivamo fedelmente la nostra liberazione dall’ingiustizia.

In questo Tempo del Creato, questo simbolo dello Spirito di Dio ci chiama ad ascoltare la voce del creato.