Comboni – MCCJ

Il XIX Capitolo Generale dei Missionari Comboniani, ispirato all’icona biblica “Io sono la vite, voi i tralci” (Gv 15,5), si svolge dal 1 al 30 giugno, nella Casa Generalizia dell’Istituto a Roma. I partecipanti capitolari sono sessantanove, più quattro osservatori permanenti. I primi quattro giorni sono stati giorni di preparazione. Con l’Eucaristia solenne della Domenica di Pentecoste, il 5 giugno, ebbe ufficialmente inizio al Capitolo. La chiusura è prevista per il 30 giugno.

Il Capitolo Generale avrà tre fasi fondamentali. La prima è stata la fase preparatoria, per la reciproca conoscenza, l’elezione dei vari incaricati dei servizi che aiuteranno nello svolgimento dei lavori, il ritiro nella preghiera e una breve formazione sulla Chiesa missionaria, sinodale e fraterna, nella linea del magistero di Papa Francesco. È seguita una fase di ascolto delle varie relazioni: della Direzione Generale, dei continenti-circoscrizioni, della commissione precapitolare sui quattro cammini (Regola di Vita, ministerialità, formazione e sostenibilità dell’Istituto), dei Vescovi comboniani, delle Comboniane (SMC), delle Secolari (MSC) e dei Laici missionari comboniani (LMC). L’ultima fase sarà quella del discernimento sugli elementi fondamentali su cui lavorare durante il Capitolo, con la scelta delle priorità e dei cammini da percorrere nei prossimi anni. Infine, ci sarà l’elezione del prossimo Superiore Generale e del suo Consiglio.

Vi propongo una panoramica dei lavori capitolari durante le prime due settimane, e particolarmente della fase dell’ascolto. Il materiale è preso da comboni.org (sottolineature mie).

La prima giornata del Capitolo (1 de giugno) è stata dedicata alla conoscenza reciproca. Dai 69 capitolari con diritto a voto, 27 sono già stati una o più volte ad altri capitoli generali, mentre 42 stanno partecipando per la prima volta. L’età media dei 69 comboniani capitolari è di 54,5.

Nella seconda giornata (2 giugno) ci sono stati due momenti particolarmente importanti. In mattinata, l’intervento di Mons. Erio Castellucci, Arcivescovi metropolita-abate di Modena-Nonantola sul tema della sinodalità e missione. Nel pomeriggio, l’intervento di P. Gonzalo Fernández, claretiano,  che accompagna lo svolgimento dei lavori del Capitolo in qualità di facilitatore, sul tema “Discernimento apprezzativo: un cammino spirituale”. P. Gonzalo ha presentato tre approcci necessari: sinodale, narrativo e apprezzativo.

Alla vigilia dell’apertura ufficiale del Capitolo, i capitolari hanno dedicato il sabato (4 giugno) alla preghiera, al silenzio e alla riflessione, partendo dal tema del Capitolo “Io sono la vite e voi i tralci” (Gv 15,5). Questa giornata di ritiro è stata guidata dal comboniano Card. Miguel Ángel Ayuso Guixot, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Tema: Radicati in Cristo insieme a Comboni. Vivere la Missione come “Cammino sinodale di fraternità” (vedi testo delle meditazioni: ).

La Domenica di Pentecoste, si è ufficialmente aperto il Capitolo con la celebrazione eucaristica, presieduta da Padre Tesfaye Tadesse, Superiore Generale, durante la quale si è svolto il giuramento solenne dei capitolari.

La giornata del 7 e la mattinata dell’8 giugno sono state dedicate alle elezioni degli incaricati degli uffici e dei membri delle commissioni capitolari.
Secondo lo Statuto, presiede il XIX Capitolo Generale Padre Tesfaye Tadesse Gebresilasie. I capitolari eleggono un Segretario del Capitolo che è membro e coordinatore della Commissione Centrale. Così, sono stati eletti il Segretario del Capitolo, P. Andrés Miguel Pedro, più quattro Moderatori (P. Achilles Kiwanuka, P. David Costa Domingues, Fr. Antonio Soffientini e P. Dario Bossi) che costituiscono la Commissione Centrale.

Fase di ascolto

Nel pomeriggio dell’8 giugno è iniziata la fase di ascolto delle relazioni, cominciando da quelle della Direzione Generale. I membri del Consiglio Generale sono stati i primi a presentare la loro relazione, che dà un quadro generale della vita dell’Istituto dal 2015 ad oggi.

Venerdì 10 giugno

In mattinata sono state presentate le relazioni dei segretariati generali della Missione (P. Fernando González Galarza, Fr. Alberto Parise e P. Arlindo Pinto) e della Formazione (P. Elias Sindjalim Essognimam).

Segretariato generale della Missione

P. Fernando Galarza ha messo particolarmente a fuoco lo stile di missione, la riflessione e la revisione degli impegni, i servizi pastorali specifici, la missione in Europa e la riorganizzazione del Segretariato generale della missione (SGM), a sostegno del cammino missionario dell’Istituto. Infine, ha indicato le sfide e opportunità che ci interpellano e che bussano alla porta di questo XIX Capitolo Generale.
Il magistero recente della Chiesa ci dona un’opportunità per ripensare il nostro modo di essere missionari e di fare missione in un mondo che sta cambiando profondamente. Da parte nostra, dobbiamo pensare se con il personale che abbiamo possiamo portare avanti tutto ciò che facciamo, o se dobbiamo piuttosto riqualificare i nostri impegni, passando da un approccio geografico ad uno basato sui ministeri, sulle pastorali specifiche e sulla sinodalità.
Lo Spirito ci muove e ci spinge a cercare nuove vie per la missione. L’attività e la riflessione sono vita e movimento per il nostro Istituto. Mentre c’è movimento c’è vita, mentre c’è vita c’è speranza, c’è presente e c’è futuro. La passività, l’inattività, la mancanza di riflessione e di ricerca saranno la sua morte.

Segretariato generale della Formazione

Le statistiche presentate dal segretariato generale della Formazione, P. Elias Sindjalim, hanno permesso di mettere in evidenza che se le vocazioni sono rare in Europa, ce ne sono in America, in Asia e soprattutto in Africa. Tra le tante statistiche e sfide, P. Elias ha detto:
“Si nota che cresce il numero delle vocazioni e questo pone non solo la sfida economica ma soprattutto la sfida dei formatori da trovare e preparare per questo servizio di accompagnamento dei giovani; inoltre c’è la sfida delle strutture formative, perché gli scolasticati sono pieni. Si aprano i cammini di discussione e di discernimento delle strutture più adatte al modello formativo dell’integrazione, scelto dall’Istituto nei capitoli precedenti, con la possibilità di piccole comunità formative.
Anche le statistiche presentate riguardo alle specializzazioni dei confratelli ci permettono di fare alcune letture: l’Istituto continua ad investire nella preparazione dei confratelli anche se va fatto un piano organico di queste specializzazioni; un altro elemento che emerge è il fatto che le specializzazioni sono “Roma-centrate”: bisognerà diversificare i luoghi delle specializzazioni e far sì che queste rispondano ai bisogni reali della missione comboniana”.

Nel pomeriggio, hanno presentato le loro relazioni il Segretario generale (Fr. Daniele Giusti), il Servizio accompagnamento confratelli (P. Fermo Bernasconi), e gli incaricati dei seguenti Uffici: Procura (P. Cosimo De Iaco), Biblioteca (Fr. Mario Camporese), Archivio storico (P. Umberto Pescantini), Postulazione (P. Arnaldo Baritussio), Studium Combonianum (P. Manuel Augusto Lopes Ferreira), e Comunicazioni (P. Arlindo Pinto).

Relazione del Segretariato dell’Economia

P. Angelo Giorgetti, economo generale, ha presentato la relazione del Segretariato dell’Economia, partendo da tre parole chiave: 
1) condivisione: “il Fondo Comune Totale è certamente lo strumento che più di tutti ha prodotto negli ultimi anni un cambiamento epocale nel modo di vivere l’economia e la condivisione all’interno dell’Istituto;
2)
Consolidamento: accogliere quel gruppo di strumenti che hanno l’obiettivo di creare stabilità, continuità e quindi una certa serenità nella vita economica dell’Istituto, evitandoci di conseguenza l’affanno di correre dietro a continue emergenze;
3) Trasparenza: all’interno dell’istituzione e verso l’esterno dell’Istituto

Relazioni continentali

Nel pomeriggio, terminate le relazioni della Direzione Generale, si è dato inizio all’ascolto delle relazioni continentali, incominciando da quella dalle province dell’Africa francofona (ASCAF), presentata da P. Fidèle Katsan e P. Léonard Ndjadi, seguita dall’Africa anglofona più Mozambico (APDESAM), presentata dai capitolari P. Simon Mwara Mbuthia, Fr. Gédeon Ngunza Mboma, P. Anthony Kibira e P. José Joaquim Luis Pedro. Entrambe le relazioni hanno cercato di dare una visione della realtà delle circoscrizioni comboniane e del continente africano in generale, a livello socioeconomico, politico, religioso, ecclesiale, giovanile e missionario.
Ci sono tanti segni di vita nell’evangelizzazione, nella dedizione e nell’impegno pastorale comboniano, nella crescita vocazionale, in un contesto di grande ricchezza di diversità culturale e religiosa, ma anche di tante realtà particolarmente preoccupanti come, ad esempio, i conflitti armati e l’insicurezza, i migranti e gli sfollati, l’iniqua distribuzione della ricchezza e la disuguaglianza sociale, la povertà, la corruzione e gli abusi dei diritti umani.

Sabato 11 giugno

I lavori sono iniziati con l’ascolto della relazione delle circoscrizioni di America/Asia. I capitolari P. Enrique Sánchez, P. Juan Diego, P. Francisco José Martín Vargas e P. David Domingues (delegato dall’Asia) hanno presentato la realtà a livello di continente, ma anche di ciascuno dei paesi dove i comboniani sono presenti. Anche qui la relazione ha cercato di presentare le luci e le ombre che si vivono in queste realtà così estese e variegate.

Lunedì 13 giugno

Sono poi ripresi i lavori con l’ascolto della relazione delle circoscrizioni dell’Europa, seguita come al solito da un breve dibattito per chiarimenti. P. Fabio Baldan ha aggiunto alcune informazioni più dettagliate sulla realtà della provincia italiana, che al 1º gennaio 2022 contava 23 comunità e un totale di 273 comboniani.

La voce dei 21 vescovi comboniani

Nel pomeriggioMons. Menghesteab Tesfamariam,arcieparca di Asmara, è intervenuto per via telematica, parlando dall’Eritrea a nome dei 21 vescovi comboniani sparsi per il mondo:  “Papa Francesco ha chiamato tutta la Chiesa a iniziare un cammino sinodale. È molto significativo che il vostro Capitolo Generale sia celebrato durante questa esperienza di sinodalità universale. I tre temi scelti dal Santo Padre, la comunionela partecipazione e la missione, aprono un campo di lavoro molto esteso e profondo davanti a voi”.

Suore Missionarie Comboniane

In seguito, è intervenuta, in presenza, la Superiora Generale delle Suore Missionarie Comboniane, Madre Luigia Coccia, che ha ricordato l’Anno Giubilare dei 150 anni della fondazione del loro Istituto, che stanno celebrando. “L’anno giubilare – ha detto – ci offre l’opportunità di vivere un tempo di profonda gratitudine per questa ricca storia”. A proposito del loro XXI Capitolo Generale, che si terrà dal 1 al 25 ottobre 2022, sul tema “150 anni trasformate dal nostro carisma, discepole missionarie verso le periferie esistenziali”, ha detto che uno degli obbiettivi principali del processo capitolare è fare una “rilettura del carisma e una riorganizzazione delle presenze” e ha sottolineato il bisogno di cambiamento e di trasformazione dell’Istituto.
Le Suore Comboniane sono passate da 2.218 (nel 1973) alle attuali 1023, tra cui circa 400 sorelle anziane o ammalate. Ciò significa che “nei prossimi dieci anni il numero delle sorelle con più di 75 anni sarà superiore a quello delle sorelle al di sotto dei 75”. Oggi le Comboniane sono presenti in 31 paesi, in 19 circoscrizioni. Le comunità sono 143.
Infine, riguardo alla collaborazione a livello di Famiglia comboniana, ha concluso: “è nostra intenzione promuovere una sempre maggiore collaborazione per costruire quel cenacolo di apostoli, sognato da Comboni… Abbiamo camminato molto insieme durante questo sessennio. Abbiamo condiviso momenti non facili e la vostra presenza ci è stata di grande sostegno. Abbiamo condiviso le fatiche del momento… riconosciuto le nostre mediocrità. Abbiamo sognato insieme un futuro più carismatico per i nostri Istituti. Ora ci resta di sognare un prossimo Capitolo insieme!”.

Mercoledì 15 giugno 2022
Il Capitolo è arrivato alla fine della prima fase dell’ascolto. In giornata, sono state presentate le ultime relazioni, dei Laici Missionari Comboniani (LMC), delle Missionarie Secolari Comboniane (MSC) e della Commissione Precapitolare. Nel frattempo, è stato comunicato che l’incontro dei capitolari con Papa Francesco è confermato per sabato 18 giugno, in Vaticano, come pure è confermato, per il giorno dopo, a casa nostra, l’incontro e l’Eucaristia con S.E. il card. Luis Antonio Gokim Tagle, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Laici Missionari Comboniani

La prima relazione del mattino in sala capitolare è stata presentata da Alberto de la Portilla, coordinatore dei Laici Missionari Comboniani (LMC), per via telematica. Alberto, parlando da Sevilla (Spagna), ha dato un quadro generale su quanti sono e dove sono i LMC e su quanti laici vivono nelle comunità internazionali, per dare una idea della dimensione del movimento, che comprende circa 400 membri già impegnati.
Si sono consolidati gli accordi internazionali, in base alle proposte di ogni paese e continente. Sono stati realizzati una ventina di incontri continentali, partecipati e preparati accuratamente dalla base, dando un ruolo principale alle comunità, ai paesi e alle equipe locali di coordinamento.
Dobbiamo capire a fondo che cosa vuol dire un movimento composto da famiglie e da singole persone, da giovani e meno giovani, molto diversi culturalmente, che formano una sola Famiglia LMC.
Dobbiamo fare maggiori sforzi per raggiungere l’autonomia in tutti i campi.
Dobbiamo continuare a fare dei passi in vista di un riconoscimento giuridico sia ecclesiale che civile nei diversi paesi e anche a livello internazionale.
Si è fatta un’ampia riflessione sulla nostra identità e comprensione della nostra vocazione LMC, con una vocazione da sviluppare per tutta la vita (fuori e nei nostri paesi di origine) e cercando impegni concreti come gruppo in tutti i paesi.
Il nostro sogno come Famiglia Comboniana (Fratelli, Padri, Suore, Secolari, Laiche e Laici) è quello di un rapporto più stretto fra tutti i membri, lavorando insieme e in maniera corresponsabile, in modo da sentirci tutti fratelli e sorelle, vivendo e condividendo lo spirito di Comboni.
Il nostro orizzonte cerca una collaborazione che parta dalla Famiglia Comboniana ma che non si fermi lì, nemmeno a livello ecclesiale, ma si apra ad altre organizzazioni civili e di altre confessioni religiose con cui condividere obiettivi comuni. Credo, devono unirsi tutte le opere già esistenti (ecclesiali e civili), tutte le persone di buona volontà che, indipendentemente dal loro stato, civile o ecclesiale, dalla confessione religiosa, dalla cultura o ideologia, cercano il bene di tutta l’umanità, persone che perseguano questo nobile fine, lasciando da parte per questo i loro interessi privati”.

Missionarie Secolari Comboniane

Maria Pia Dal Zovo, responsabile generale delle Missionarie Secolari Comboniane ha iniziato con alcuni cenni storici, ricordando che in realtà l’Istituto delle Secolari non è stato fondato da Comboni ma dai comboniani e comboniane. L’intuizione fondante è di P. Egidio Ramponi, missionario comboniano, a Sulmona nel 1947, il quale, nel vedere ciò che facevano i membri di un Istituto secolare nell’ambito dell’Azione Cattolica, si era chiesto: Perché il Signore non può fare altrettanto per l’animazione missionaria?
Sulla realtà del suo Istituto ha detto che attualmente i membri sono in totale 85, presenti in Italia, Portogallo, Spagna, Costa Rica ed Ecuador. Da qualche anno è iniziata una presenza in Kenya.
“Siamo una piccola realtà, con le problematiche che vivono gli Istituti di Vita Consacrata in questo tempo, soprattutto in Europa, ma anche in America Latina, con una conseguente diminuzione del numero dei membri, l’età che avanza, uno scarso ricambio generazionale.
Viviamo la nostra consacrazione a Dio con i voti di povertà, castità e obbedienza in uno stile di vita laicale, condividendo la vita comune di tutti i laici, inserite nei diversi ambienti e contesti ordinari della società.
Per noi è una gioia essere partecipi delle varie realtà dove è presente e opera la Famiglia Comboniana, ci sentiamo con voi e siamo con voi in una comunione spirituale”.
Maria Pia ha fatto riferimento anche al concetto “Cenacolo di apostoli/e” , augurando che anche oggi come Cenacolo comboniano possiamo accoglierci e valorizzare le diversità delle nostre presenze e le diverse modalità di annuncio del Vangelo.

Nel pomeriggio, i due momenti più importanti sono stati la presentazione della relazione della Commissione Precapitolare e l’intervento del facilitatore del Capitolo, P. Gonzalo Fernández.

La relazione della Commissione Precapitolare è un riassunto di tutte le risposte ai questionari individuali e dei segretariati generali (Missione, Formazione ed Economia) inviate dai singoli comboniani, dalle provincie e dai continenti. Questo documento diventerà lo strumento che aiuterà i capitolari nel loro discernimento.