Necessità organica della bontà. Il mondo, senza tregua, nutre la mia esistenza. L’aria non disdegna i miei polmoni, le stagioni mi accolgono come un ospite, il caso si batte per me. Un miracolo di protezione, di maternità, di clemenza circonfonde ogni mio passo. Una mano che ignora il gesto del rifiuto mi elargisce senza posa l’anima e i giorni che dilapido. Come! Questo attimo non è dunque l’ultimo? Il candore eterno mi sopporta ancora! Pure, la negazione, la guerra, l’odio mi abitano. Si può respirare in pace un soffio dell’aria innocente di Dio, portando in sé il rifiuto?
«L’amore non ha rapporto alcuno con la forza» (Platone, nel Fedro). Ma questo amore è privo di rapporto con la forza orgogliosa e dominatrice quanto con la debolezza carica d’invidia e di risentimento. Esso è debolezza, debolezza nuda, debolezza che non cerca di sconfiggere la forza con mezzi subdoli (appello alla pietà, creazione di falsi ideali) ma di soppiantarla sul suo proprio terreno. Unicamente in questo senso così puro è lecito dire che «la debolezza di Dio è più forte degli uomini».

Inferno dell’amore — Scoprire la cosa che più ci disgusta nell’essere più amato. E nulla poter mutare a quel disprezzo o a quell’amore.
«Che cosa può conoscere dell’amore, colui che precisamente non ha mai dovuto disprezzare ciò che amava?!» (Nietzsche). No, costui nulla sa dell’amore, nulla sa dell’inferno di Dio, né della sua agonia nell’oliveto, né della sua croce. Finché non abbiamo amato fino al sangue, fino alla follia l’oggetto del nostro disprezzo, ignoriamo che l’amore è l’aspetto più atroce e più profondo della morte.

GUSTAVE THIBON
IL PANE DI OGNI GIORNO (1945)

Gustave Thibon (1903-2001) è stato un filosofo e scrittore francese. È stato definito “il filosofo contadino”.