Attualità ecclesiale
– Viaggi apostolici

Su richiesta dei medici il Papa rimanda il viaggio in Africa

Il direttore della Sala Stampa, Matteo Bruni: “Il Santo Padre si vede costretto a posticipare il viaggio apostolico” in Congo e Sud Sudan previsto a inizio luglio, “posticipare non è annullare”. L’arcivescovo Welby: “Mi unisco al rammarico del caro fratello Francesco per il rinvio del viaggio”

Vatican News
10 giugno 2022
http://www.vaticannews.va

Papa Francesco si vede costretto a rimandare a data da definire il prossimo viaggio in Africa, che nella prima settimana di luglio lo avrebbe portato nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan. Lo ha annunciato questa mattina il direttore della Sala Stampa della Santa Sede Matteo Bruni. 

Le parole di Bruni

“Accogliendo la richiesta dei medici – ha dichiarato – e per non vanificare i risultati delle terapie al ginocchio tuttora in corso, il Santo Padre con rammarico si vede costretto a posticipare il Viaggio Apostolico nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan previsto dal 2 al 7 luglio p.v., a nuova data da definire”. 

Il pellegrinaggio in Africa prevedeva due tappe in Congo, nella capitale Kinshasa e nella città di Goma, e una in Sud Sudan, nella capitale Juba.

“Posticipare non è annullare”

“Posticipare non è annullare”, ha precisato poi ancora Bruni, parlando con i giornalisti. Ci sono stati dei risultati dalla fisioterapia, ha aggiunto, ma i medici hanno  consigliato al Papa di non pregiudicare il tutto: uno sforzo eccessivo, infatti, potrebbe riportare la situazione indietro facendo perdere il miglioramento ottenuto.

Welby: prego per il mio caro fratello Francesco

In una dichiarazione, l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby – che avrebbe condiviso con il Papa e il moderatore moderatore dell’Assemblea Generale della Chiesa di Scozia, Iain Greenshields, la tappa in Sud Sudan per il “Pellegrinaggio Ecumenico di Pace”, dice di pregare per il “caro fratello Papa Francesco”. “Condivido il suo rammarico per il rinvio della nostra visita in Sud Sudan”, afferma Welby, “continuo a pregare per il popolo del Sud Sudan, per le sue sfide e per le sue speranze di pace e attendo di poter fare questa storica visita in un secondo momento”. 

Papa Francesco rinuncia al viaggio in Africa: «Non vanificare le terapie al ginocchio»

di Gian Guido Vecchi

Il Pontefice, che soffre di gonartrosi, sarebbe dovuto andare in Congo e in Sud Sudan dal 2 al 7 luglio. Questa mattina ha accolto la presidente della Commissione Ue von der Leyen sulla sedia a rotelle

CITTÀ DEL VATICANO – I medici che gli curano il ginocchio dolente hanno insistito, lo facevano da tempo, e alla fine Francesco ha deciso, ieri sera: niente viaggio in Africa a luglio. L’annuncio è arrivato oggi con una dichiarazione del portavoce vaticano, Matteo Bruni: «Accogliendo la richiesta dei medici, e per non vanificare i risultati delle terapie al ginocchio tuttora in corso, il Santo Padre con rammarico si vede costretto a posticipare il Viaggio Apostolico nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan previsto dal 2 al 7 luglio p.v., a nuova data da definire».

Ormai, a tre settimane dalla partenza, era tutto già organizzato, a Goma avevano già iniziato i lavori per montare il palco in vista della Messa, il volo papale era già definito, un’ottantina di giornalisti di tutto il mondo aveva già iniziato le procedure consuete di vaccinazione e profilassi, e lo stesso il seguito. Ma il dolore si acuisce da mesi e non passa, da qualche settimana il Papa si sposta in sedia a rotelle e lo ha fatto anche stamattina, ricevendo la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen.

Francesco, 86 anni, come molte persone anziane soffre di gonartrosi, ovvero artrosi del ginocchio destro. I medici da mesi gli consigliano un’operazione. Finora il Papa ha resistito, anche se si tratterebbe di un’operazione più semplice di quella al colon, in anestesia generale, dell’anno scorso. L’artrosi grave al ginocchio provoca una degenerazione irreversibile delle cartilagini. In questi casi viene messa una «protesi di ginocchio», un’operazione che si compie in «anestesia selettiva», non generale, con un’epidurale o una spinale. Il paziente il giorno dopo può già stare in piedi, il recupero in genere è abbastanza breve ma un po’ faticoso. Francesco è andato avanti per qualche settimana con impacchi di ghiaccio e antidolorifici, finché non si è convinto a fare delle infiltrazioni.

A fine maggio, aveva detto scherzando ai vescovi italiani riuniti in assemblea: «Piuttosto che farmi operare, mio dimetto!». Una battuta malintesa, seguita da una risata, che tuttavia ha fatto rinascere come l’anno scorso voci di dimissioni imminenti. In realtà il Papa aveva aggiunto che «per governare dicono ci voglia la testa, non le gambe», e quindi finché la testa funzionerà andrà avanti. Ma la battuta è rivelatrice del suo stato d’animo: evitare finché possibile l’intervento. Solo che il dolore si acuisce, alla fine è stato costretto a dar retta ai medici. II programma estivo di Francesco prevede un altro viaggio, ancora più lungo, dal 24 al 30 luglio in Canada. Ora si tratta di vedere se ce la farà, o se un’operazione immediata permetterebbe di recuperare in tempo.

10 giugno 2022 
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