Fedeltà e disponibilità — L’incapacità di legarsi a nuovi affetti appare ai vecchi amici come un pegno di fedeltà. Dovrebbero piuttosto dolersene, perché è quello un segno di esaurimento affettivo che non risparmia neppure il nostro attaccamento per essi. L’individuo impotente a creare nuovi vincoli non si trova in grado di mantenere vive le antiche affezioni e la sua fedeltà somiglia molto a quella dello scheletro per la bara o della pietra per il luogo ove giace. Cosi, una terra troppo esausta per dar vita a nuovo seme, non ha più neppur la forza di nutrire le piante che già regge. La grande illusione degli idolatri del passato sta nel disconoscere che il nostro potere di conservazione è rigorosamente proporzionato al nostro potere di rinnovamento e di creazione, sia nel campo della spirito che in quello del cuore. Quindi la loro fedeltà non è che saggezza e virtù da imbalsamatore.

Gustave Thibon (1903-2001) è stato un filosofo e scrittore francese. È stato definito “il filosofo contadino”.