Donne assetate d’amore che si danno senza sicurezza, errori «generosi» di amanti dell’umanità che abbracciano con purezza una causa impura e moltiplicano il male sulla terra, ecc… Siamo spesso indotti alle peggiori tentazioni da quanto abbiamo di migliore in noi, o piuttosto dalla febbre e dallo smarrimento di esso.
Nulla dunque ha cosi bisogno d’esser purificato e disciplinato come la bontà e la dedizione. La prima parola dell’amore: no.

L’essere mediocre accetta facilmente le vie di mezzo nell’amore o nell’amicizia. Per amare non ha bisogno della stima, di una trasparenza totale e reciproca, di un assoluto dono di sé; i suoi affetti più cari appaiono torbidi di calcolo e di diffidenza, offrono sempre delle vie di uscita. Questo essere si compiace del resto degli espedienti e non desidera altro.
L’anima nobile, per contro, e questa è la sua caratteristica, soffoca in tali relazioni calcolate, reticenti e stagnanti.

Esistono rare creature che danno l’impressione non soltanto di aver un’anima, ma di non essere che un’anima; in tali creature tutto ci ama e nulla ci giudica; certi istinti prettamente sociali di difesa e di dissimulazione creati dal pericolo delle interpretazioni umane, non si applicano ad esse. In loro presenza, nell’ordine superiore di uno scambio spirituale, noi proviamo lo stesso sentimento di abbandono e di sicurezza assoluta che procura il contatto con gli animali, con le piante, con le cose inanimate.

GUSTAVE THIBON
IL PANE DI OGNI GIORNO (1945)

Gustave Thibon (1903-2001) è stato un filosofo e scrittore francese. È stato definito “il filosofo contadino”.