Liberaci, Signore, da questo virus, e da tutti gli altri virus. Liberaci dal virus del panico disseminato, che invece di infondere saggezza ci scaraventa impotenti nel labirinto dell’angoscia. Liberaci dal virus dello scoraggiamento, che ci ruba la forza dell’anima, grazie alla quale si possono affrontare meglio le ore difficili. Liberaci dal virus del pessimismo, che non ci lascia vedere che, se non possiamo aprire la porta, possiamo ancora aprire le finestre. Liberaci dal virus dell’isolamento interiore che disgrega: il mondo continua a essere una comunità viva. Liberaci dal virus dell’individualismo che fa ergere muraglie, e fa saltare in aria tutti i ponti intorno a noi. Liberaci dal virus della comunicazione vuota a dosi massicce, che si sovrappone alla verità delle parole che ci raggiungono dal silenzio. Liberaci dal virus dell’impotenza, poiché una delle cose più urgenti da apprendere è il potere della nostra vulnerabilità. Liberaci, Signore, dal virus delle notti senza fine, poiché tu non smetti di ricordarci che tu stesso ci hai posto a sentinelle dell’aurora.

José Tolentino Mendonça
Avvenire