Volevi che il mondo fosse un giardino rigoglioso, dove ogni specie, nella sua biodiversità, potesse crescere, vivere e cantare le tue lodi. Sognavi un giardino affidato alla cura di quella creatura così simile a Te. Ma noi quel giardino non l’abbiamo custodito: lo abbiamo ferito e saccheggiato. Lo abbiamo trasformato in un deserto, un campo di battaglia. Si sono ammalati i fiumi, la terra, l’aria, le acque, gli animali e, infine, ci siamo ammalati anche noi.
Siamo un’umanità ferita, colpita da un virus globale, che ci obbliga a rivedere i nostri stili di vita. E non è l’unica patologia che ci affligge. Ce ne sono altre, altrettanto mortali: l’odio, la competizione selvaggia, l’invidia, l’intolleranza, la negligenza… Malattie che deformano il nostro volto e quello dell’intero mondo, minano nell’intimo le nostre relazioni, innalzano muri, seminano distruzione, miseria e guerra.


Vogliamo pregare, e lo facciamo insieme. Ti chiediamo aiuto perché conosciamo l’insensatezza del nostro agire. Preghiamo per questo povero mondo, che tu ci hai affidato e che abbiamo così maltrattato. Preghiamo per coloro che sono nel lutto, per chi non ha i mezzi necessari per andare avanti, per chi non ha un lavoro e per chi si sente abbandonato. Preghiamo per chi nasce e cresce in contesti di violenza, per chi fugge dalla guerra e dalla miseria e non trova accoglienza. Il mondo non è il giardino che tu ci hai affidato e tanto meno una casa sicura.
Oggi, però, questa fragile e bellissima terra, presa a calci come un pallone, noi la mettiamo davanti a te, insieme a tutti i suoi abitanti, con le loro diversità. Gente di ogni nazione, giovani e anziani di ogni continente, uomini e donne di ogni ceto sociale e credo religioso: oggi, li mettiamo davanti a te perché riconosciamo che sono tutti nostri fratelli e sorelle. Di ognuno di loro tu ci chiedi conto: ogni creatura umana è sangue del tuo sangue, è sangue del nostro sangue. Insegnaci, dunque, a prenderci cura gli uni degli altri, a diventare custodi del fratello: di Abele, come anche di Caino. Amen.

LIDIA MAGGI (PASTORA BATTISTA)