da Edoardo Barbarossa
22 aprile 2022
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Anche quest’anno, il 22 aprile tutto il mondo celebra la Giornata della Terra, l’Earth Day, che da 52 anni mobilita milioni di persone di ogni continente per la tutela del Pianeta. Il tema di quest’anno è “Investire nel nostro Pianeta” e si concentra sull’accelerazione delle soluzioni per combattere il cambiamento climatico e per attivare tutti, governi, cittadini e imprese, a fare la propria parte. Non è affatto un tema originale, ormai da diversi anni appare chiaro quanto sia urgente una Transizione ecologica per salvare il nostro Pianeta. Quanto è urgente e quanto è difficile che questo obiettivo venga realizzato.

Tutto è connesso, ne abbiamo preso coscienza: lo abbiamo capito nel tempo della pandemia, lo abbiamo capito nel tempo della guerra, lo abbiamo capito dalle rapide trasformazioni dell’eco-sistema, lo abbiamo capito dalla povertà dilagante. Ma questa comprensione non sembra distoglierci da uno stile di vita che è la causa della distruzione del nostro Pianeta, uno stile di vita consumistico che “brucia” l’ecosistema naturale, perché lo pone al servizio degli interessi dell’uomo. Non c’è dunque un ecosistema incapace di garantire la vita sulla terra, bensì un quotidiano attacco dell’uomo all’ecosistema e, infine, a sé stesso. Si, perché la difficoltà che milioni di esseri umani trovano a poter vivere dignitosamente e liberamente nella propria terra, diventa un’emergenza umanitaria senza fine in territori sempre più invivibili perché trasformati dall’ingordigia umana.

Mi ha colpito profondamente la testimonianza di Steeven Kezamutima,
Coordinatore dei programmi del Movimento Laudato Si’, Africa francofona e voglio proporne alcune parti, perché laddove la Terra è più martoriata nascono segni di speranza“Tenendo nella mente e nel cuore che la natura fa parte della nostra vita, costruire relazioni con il creato è la migliore tradizione per tutte le generazioni. Madre Terra mi chiede e il mio cuore mi accusa: dove chiudo gli occhi e le orecchie nel momento in cui abbiamo bisogno di vedere, giudicare e agire? Nel profondo del mio villaggio, sono cresciuto vedendo montagne ricoperte da varie specie di alberi e terre fertili ricoperte da coltivazioni verdi. Ma un giorno abbiamo affrontato la guerra e sono scappato con i miei fratelli e i miei genitori in cerca di rifugio nella foresta. I criminali sapevano che le persone avrebbero sempre cercato di nascondersi nella boscaglia e nella foresta, quindi si sono assicurati che tutte le foreste fossero abbattute e bruciate prima dell’inizio delle uccisioni. Quando stavamo cercando dove nasconderci, abbiamo visto tutti gli animali selvatici correre impotenti dappertutto in cerca di rifugio. Da quel giorno ho capito che il creato soffre allo stesso modo degli esseri umani. Forse le nostre voci sono più forti allo stesso livello quando stiamo piangendo. Mi sono reso conto che siamo tutti connessi: esseri umani, natura, pace, ambiente e sicurezza, e da lì ho ricevuto la motivazione di cui avevo bisogno per maturare la mia conversione ecologica“.

La storia di Steeven è un monito per ciascuno di noi, quello che ieri è accaduto a lui, può accadere un giorno anche a noi, anzi sta forse già accadendo senza che ne abbiamo consapevolezza o senza che vi prestiamo attenzione, troppo presi dal “salvare il nostro orticello”, non comprendendo che “non ci si salva da soli, ci si salva insieme”. Quante volte Papa Francesco, l’unico leader che “fa sul serio”, ci ha richiamati alla resilienza, affinché non si intraprenda un cammino di autodistruzione, ma si operi con coraggio e unità per “creare un pianeta giusto, equo e sicuro dal punto di vista ambientale”, “per farci carico della custodia della natura, di questo dono – afferma – che abbiamo ricevuto e che dobbiamo curare, custodire e portare avanti…affinché essa si prenda cura di noi”.

Celebriamo, dunque, la Giornata della Terra, mettendoci concretamente in ascolto del grido del pianeta e dei poveri e chiediamo rispetto per ogni forma di vita sulla Terra, nella convinzione che davvero tutto è connesso.

Prendiamo l’impegno di una vera conversione ecologica, agiamo da fratelli nel mondo e tuteliamo la dignità di ogni essere umano, scegliamo concretamente di boicottare quelle dinamiche e quegli interessi che procurano un benessere effimero, ma distruggono quello futuro, quello dei nostri figli e dei loro figli. Mettiamoci “In viaggio insieme”seguendo il messaggio contenuto nell’Enciclica Laudato si e che sarà il filo conduttore della prossima Settimana Laudato Si di maggio 2022.