Tra le notizie della guerra e i colpi di coda – si spera – della pandemia, non tutti avranno voglia di una burla. Ma la curiosità di conoscere le origini di questa usanza forse sono rimaste.

Perché il pesce d’aprile e perché proprio oggi? La tradizione di fare gli scherzi nel primo giorno di aprile si perde nella notte dei tempi. Sul perché ci sia una data dedicata alle burle, e perché sia proprio questa e non una qualunque altra, c’è invece un’ipotesi. Arriva addirittura dalla Francia del XVI secolo, quando il calendario in uso prevedeva i festeggiamenti per il nuovo anno tra il 25 marzo e il 1° aprile, giorno, quest’ultimo, dedicato a banchetti, brindisi e scambi di doni.

Con l’avvento del calendario gregoriano il capodanno fu spostato al primo di gennaio, ma la novità non fu immediatamente recepita da tutti: così coloro che, per ignoranza o per amore della tradizione, continuarono a festeggiare il 1° aprile, furono additati da tutti come sciocchi di aprile (in inglese la ricorrenza si chiama proprio April Fools’ Day, giorno degli sciocchi d’aprile).

Perché proprio questo animale schivo e silenzioso? Una spiegazione ci riporta indietro nel tempo fino a Cleopatra e alla burla da lei ordita ai danni dell’amante romano Marco Antonio durante una gara di pesca. Antonio, per non correre il rischio di una umiliante sconfitta, aveva incaricato uno schiavo di attaccargli di nascosto le prede all’amo, ma la Regina d’Egitto, scoperto l’inganno, fece attaccare all’amo un gigantesco pesce finto rivestito di pelle di coccodrillo, e Marco Antonio fu servito!

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