La Giornata Mondiale dell’Acqua che ogni anno le Nazioni Unite celebrano il 22 marzo, ha l’obiettivo di rendere tutti consapevoli della sua crescente scarsità. Si punta anche a far riflettere sui 2miliardi di persone che vivono senza un accesso sicuro all’acqua. La Giornata di quest’anno ha come titolo Rendere visibile l’invisibile” e si focalizza sul tema delle acque sotterranee.

Acqua: l’oro blu di cui ha bisogno la salute dell’Africa

Chiara Mazzamauro
Febbraio 11, 2022
https://ilgiornaledellambiente.it

L’acqua è un bene prezioso, anche se spesso sottovalutato. Oltre a essere indispensabile per la vita di ogni essere umano, è importante per le coltivazioni e, soprattutto, per la salute e la prevenzione di malattie, come il Covid-19.Infatti, circa l’80% delle patologie diffuse in Africa deriva dall’uso di acqua sporca e contaminata. Perciò «parlare di acqua vuol dire parlare di igiene, salute e prevenzione». Così sostiene Guglielmo Micucci, direttore generale di Amref Health Africa-Italia.

Amref Health Africa è la più grande organizzazione senza fini di lucro impegnata nella promozione del diritto alla salute nel continente africano. È attiva in trentacinque Paesi e porta avanti più di centotrenta progetti. (…)

Nelle campagne e nelle zone aride lontane dalle grandi città abitano circa 313 milioni di persone che non hanno accesso all’acqua pulita. Inoltre 400 milioni di africani non possono contare su servizi igienici di base. Mentre oltre 500 milioni non hanno neanche la possibilità di lavarsi le mani con il sapone nelle proprie case. (…)

In Africa l’acqua c’è, ma è sottoterra

Eppure sotto la superficie del continente più assetato del mondo ci sarebbero grandi riserve d’acqua. Lo sostiene uno studio scientifico, pubblicato su “Environmental Research Letters”.

Infatti, la ricerca, compiuta dal British Geological Survey e dall’University College London, è la prima ad aver analizzato la quantità complessiva di acqua nei territori africani. Essa sostiene che, sotto terra, ci siano riserve idriche cento volte superiori al volume d’acqua presente in superficie.

Ovviamente la distribuzione di questi bacini idrici sotterranei non è uniforme su tutto il territorio. Le riserve maggiori si trovano nei Paesi del Nord Africa e del Sahel. In Stati come Algeria, Libia, Egitto, Niger, Chad e Sudan occidentale c’è un bacino di 75 metri di profondità. Questo enorme acquifero, nascosto sotto la sabbia del deserto del Sahara, non è, però, approvvigionato attraverso le piogge. Ha avuto origine circa 5mila anni fa, quando il clima africano era più umido.

Il problema del rinnovo delle falde acquifere sotterranee

Poi ci sono altre zone ricche di falde acquifere sotterranee. Un secondo grande bacino è riscontrato tra la Repubblica democratica del Congo e la Repubblica centrafricana, mentre un terzo è a sud, tra Namibia, Botswana, Angola e Zambia. Al contrario, nelle aree con precipitazioni più elevate, come Liberia, Guinea e Burundi, è stata rilevata una scarsa capacità di stoccaggio delle acque sotterranee.

Le falde d’acqua presenti sotto il suolo possono rappresentare per l’Africa un’importante risorsa. Quest’acqua è meno sensibile ai cambiamenti climatici, meno soggetta alla stagionalità delle piogge e alla siccità, e meno inquinata per il naturale filtraggio del terreno. Tuttavia, senza un’attenta gestione di queste riserve sotterranee si rischia un loro impoverimento, dato che, a causa delle scarse precipitazioni, il loro ripristino è molto lento. Perciò occorre prima effettuare studi che accertino la natura del suolo, le caratteristiche strutturali e i ritmi di rinnovo delle falde.

L’Onu: preservare le acque sotterranee vuol dire garantirci un futuro

Le acque sotterranee rappresentano il 99% delle risorse idriche dolci presenti allo stato liquido e coprono la metà del volume dei prelievi idrici per uso domestico effettuati dalla popolazione globale e circa il 25% di tutti quelli destinati all’agricoltura. Sono il tema a cui è dedicata la Giornata mondiale dell’Acqua.

Oggi esce il Rapporto Onu sullo stato delle acque nel mondo, il “World Water Development Report” che, in linea col tema della giornata mondiale dell’Acqua, ha come tema quello delle acque sotterranee. Il rapporto illumina sul fatto che il 99% di tutte le acque dolci sotto forma liquida (quindi, escludendo i ghiacci e il vapore acqueo) è di fatto sotto i nostri piedi, sotto terra, e non contenuto nei fiumi e nei laghi.

Questa immensa risorsa naturale, continua il rapporto, è spesso “poco compresa, conseguentemente, sottovalutata, mal gestita” e addirittura “abusata”. Sono dunque dure le parole che il rapporto utilizza per descrivere la gravità della situazione in cui versa l’acqua sotterranea a livello mondiale. L’Editor in Chief del rapporto Onu, Richard Connor, sottolinea, nella presentazione del documento, come la maggior parte delle acque sotterranee (tra l’80% e il 90%) sia praticamente non rinnovabile, con un tempo di “ricarica” cioè di migliaia di anni se non a volte milioni. Connor prosegue spiegando come solo tra il 10% e il 20% delle acque sotterranee, sia, in effetti, rinnovabile, e cioè, ricaricabile tramite le precipitazioni. (…)

Fame d’acqua

Circa 4 miliardi di persone sui 7,8 della popolazione globale sperimentano già una grave carenza d’acqua per almeno un mese all’anno. Tra il 1970 e il 2019, il 7% di tutti gli eventi catastrofici sono stati legati alla siccità e hanno contribuito al 34% delle morti legate ai disastri. Circa 700 milioni di persone sperimentano già periodi di siccità più lunghi rispetto al 1950, mentre la popolazione globale esposta a ‘siccità estrema’ ed ‘eccezionale’ aumenterà dal 3% all’8%

L’ultima goccia dal rubinetto

Tra 18 anni (2040) l’Italia entrerà in una situazione di stress idrico grave. Entro il 2025 fino a 3,5 miliardi di persone potrebbero sperimentare la scarsità d’acqua. Non c’è molto tempo prima di restare a secco.

informazioni da http://www.repubblica.it