Bahrain, sarà consacrata la cattedrale di Nostra Signora d’Arabia

Al suo progetto, sostenuto anche da Acs e dal sovrano del Paese, si è dedicato particolarmente il compianto monsignor Camillo Ballin. A lui si deve la posa della prima pietra il 31 maggio 2014. La chiesa è inserita in un ampio complesso che offre doversi spazi per il culto e l’apostolato

Tiziana Campisi – Città del Vaticano
8 dicembre 2021
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Sarà il cardinale Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e presidente di Caritas Internationalis, a consacrare venerdì ad Awali, nel Bahrain, la cattedrale di Nostra Signora d’Arabia, patrona del Golfo Persico. Il luogo di culto era stato pensato da monsignor Camillo Ballin, vicario apostolico dell’Arabia settentrionale scomparso il 12 aprile dello scorso anno, per i 2,5 milioni di cattolici di Bahrain, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita, per lo più lavoratori migranti di diversi Paesi e di svariate culture. Il 9 dicembre inaugurerà il complesso in cui è inserita la nuova chiesa il re Hamad Bin Isa bin Saman Al Khalifa, tra i grandi sostenitori del progetto, che ha donato 9mila metri quadrati di terreno. La struttura sarà sede del vicariato apostolico dell’Arabia settentrionale, nato nell’agosto 2012 e sarà aperta anche ad altre confessioni cristiane.

Il progetto di Nostra Signora d’Arabia

La cattedrale di Awali, la cui posa della prima pietra risale al 31 maggio 2014, ha una capienza di 2.300 posti, ha 2 cappelle e 2 grandi sale e appositi spazi per le confessioni. Strutturalmente, la sua forma richiama a una tenda e vuole ricordare quella nella quale, secondo l’Antico Testamento, Mosè incontrò il suo popolo, riferisce Aiuto alla Chiesa che Soffre International che ha sostenuto diverse tappe del progetto. La costruzione di Nostra Signora d’Arabia – la Vergine Maria incoronata con in mano un rosario e Gesù Bambino – segna un grande passo avanti nei rapporti Chiesa-Stato ed è anche una testimonianza del numero sempre crescente di cattolici nella regione, aggiunge la Fondazione Pontificia. Nella penisola arabica, fino ad ora, solo 5 chiese formalmente designate accolgono i cattolici.

I cattolici del Bahrain

“La gente è molto entusiasta e gioiosa, in attesa dello storico momento dell’inaugurazione e della benedizione della cattedrale” afferma padre Saji Thomas, responsabile del progetto e parroco della nuova cattedrale. Per il sacerdote il nuovo luogo di culto è “un modello di armonia religiosa, un segno della tolleranza del Regno del Bahrain e un grande esempio di pacifica convivenza per il mondo”. Regina Lynch, responsabile dei progetti di Acs ricorda che monsignor Ballin si è impegnato molto per far costruire Nostra Signora d’Arabia, affrontando con grande determinazione numerose sfide. Il Bahrain – che conta 90mila cattolici – aveva una sola chiesa nella capitale Manama e una piccola cappella in periferia. “C’è una popolazione fluttuante che va e viene per motivi di lavoro – spiega padre Saji -. Abbiamo una comunità internazionale qui, principalmente con persone provenienti da India, Filippine, Pakistan, Sri Lanka, Libano, Palestina e Giordania, ma anche da molti Paesi dell’America Latina e dell’Africa”. Sono presenti i riti latino, siro-malabarese, siro-malankarese, maronita e copto.

Il cristianesimo nella penisola arabica

La responsabile dei progetti di Acs ricorda che in tutta la penisola arabica, ma in particolare in Arabia Saudita, la pratica pubblica del cristianesimo è severamente limitata e limitata ai terreni delle ambasciate straniere e delle case private. Per questo motivo, molti dei cristiani che vivono nel Paese vengono nel vicino Bahrain per ricevere i sacramenti e vivere la loro fede in comunità. “I cristiani in Bahrain hanno una vita molto difficile. Non a causa del governo, ma perché hanno lasciato il loro Paese, le loro famiglie e i loro amici. Molti sono soli – prosegue Regina Lynch -. Quindi soffrono molto e hanno bisogno di una formazione spirituale speciale che li aiuti a rimanere ciò che sono, altrimenti si perdono”. Per Aiuto alla Chiesa che Soffre International, soprattutto in questo momento segnato dalla pandemia di Covid-19, dalla crisi economica e dalla mancanza di opportunità di lavoro, la nuova cattedrale è un segno di speranza per tutti i cristiani della penisola arabica.

BAHRAIN – “Inaugurazione civile” della Cattedrale di Nostra Signora d’Arabia, alla presenza del Cardinale Tagle

Manama (Agenzia Fides) – Nella mattinata di giovedì 9 dicembre la Cattedrale cattolica di Nostra Signora d’Arabia è stata inaugurata dallo Sheikh Abdullah bin Hamad Al Khalifa, in rappresentanza del Re del Bahrain Hamad bin Isa Al Khalifa. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, anche il Vescovo Paul Hinder, Vicario apostolico per l’Arabia del Nord, l’Arcivescovo Eugene Nugent, Nunzio apostolico in Bahrain e Kuwait, e il Cardinale Luis Antonio Tagle, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione di Popoli, che domani, venerdì 10 dicembre, presiederà la liturgia per la consacrazione del luogo di culto.
La costruzione di Nostra Signora d’Arabia rappresenta una vicenda emblematica della discrezione e della concreta essenzialità che connotano la presenza di tante comunità cattoliche presenti nella Penisola arabica, anche nel rapporto con le autorità civili. Nel 2007 il Vescovo comboniano Camillo Ballin, a quel tempo Vicario apostolico del Kuwait, aveva chiesto alla Santa Sede di stabilire una giornata celebrativa in onore della Vergine Maria con il titolo di Nostra Signora d’Arabia. Nel 2011 la Santa Sede aveva proclamato ufficialmente Nostra Signora d’Arabia come Patrona dei due Vicariati allora presenti nella Penisola arabica, quello del Kuwait e quello di Arabia. Nel maggio 2011 la Santa Sede aveva riorganizzato il Vicariato del Kuwait, includendo in esso anche i territori del Qatar, del Bahrain e dell’Arabia Saudita, rinominandolo come “Vicariato apostolico dell’Arabia settentrionale” (mentre l’altro Vicariato della Penisola arabica, rinominato “Vicariato dell’Arabia meridionale”, comprende i territori di Yemen, Emirati Arabi Uniti e Oman). Nel 2012 la sede principale del Vicariato dell’Arabia del Nord fu trasferita proprio in Bahrain, a motivo della collocazione geografica del regno (un arcipelago di 33 isole lungo la sponda sinistra del Golfo Persico) e altre ragioni logistiche.
Nel regno la presenza di una comunità cattolica locale composta da lavoratori immigrati, è attestata fin dagli anni Trenta del secolo scorso, e al momento, secondo dati riportati dal Vicariato, potrebbe raggiungere il numero di 150mila fedeli, provenienti per la gran parte da India e Filippine. Negli ultimi decenni, e fino a oggi, nel Paese risultavano aperte solo due chiese, e l’insufficienza di luoghi di culto dove celebrare liturgie e amministrare sacramenti veniva avvertita con disagio crescente da parte della comunità cattolica locale. Davanti a tale situazione, con un atto di magnanimità regale, Re Hamad bin Isa Al Khalifa donò al Vicariato un terreno di 9mila metri quadri situato nella municipalità di Awali, per la costruzione di una nuova chiesa.
Nel febbraio del 2013 il Vescovo Ballin diede attraverso l’Agenzia Fides la notizia della donazione regale (vedi Fides 13/2/2013). Il 19 maggio 2014, durante la visita resa in Vaticano a Papa Francesco, fu lo stesso Re Hamad bin Isa a presentare al Pontefice un modello plastico della Cattedrale in costruzione.
Lo scorso 25 novembre (vedi Fides 26/11/2021), Re Ahmad bin Isa ha anche fatto pervenire a Papa Francesco un messaggio per invitarlo ufficialmente a visitare il Bahrain. (GV) (Agenzia Fides 9/12/2021)